PASTORIN: “MI ASPETTO UNO SCONTRO DI SUPERCOPPA DIVERTENTE E RICCO DI GOL. CAVANI E VUCINIC POSSONO RISULTARE DECISIVI"

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Direttore, quali sono le sue impressioni circa il primo appuntamento calcistico tra Napoli e Juventus che tornano ad affrontarsi per un altro trofeo dopo la Coppa Italia? Analogie e differenze con la finale di Coppa Italia?

Rispetto alla finale di Coppa Italia ci sono differenze perché le due squadre hanno cambiato qualcosa e risultano ancora incomplete in qualche ruolo, quindi altri movimenti di mercato possono ulteriormente ritoccare il valore complessivo delle rose. Tra l’altro, Juventus e Napoli si affrontano in uno scenario completamente diverso dallo stadio Olimpico, quindi ci sono alcuni problemi legati al fuso orario e alla tenuta atletica, piuttosto che a quella tecnica di base. Ritengo che queste due squadre abbiano tra le proprie fila degli elementi dotati di grande fantasia e capaci di dar vita ad uno scontro combattuto e divertente. La mia speranza è che questa partita possa aprire ufficialmente la nuova stagione allontanando di fatto l’estate di veleni, processi e tribunali, proiettando esclusivamente l’attenzione sul prato verde.

Giocando a Pechino, in uno stadio all’avanguardia, una finale tutta italiana, il calcio nostrano ne beneficia o ne risente?

Giocare a Pechino una finale italiana, è sbagliato perché si parla del nostro calcio e quindi sarebbe giusto concentrarci sul nostro territorio evitando varie problematiche all’estero, ma allo stesso tempo questo sport è diventato un fenomeno mediatico universale. Juventus e Napoli sono due squadre che possono suscitare la curiosità del mondo orientale, l’interessamento di un popolo che vuole vivere anche di calcio internazionale esternando grande entusiasmo. Il calcio cinese è al passo con i tempi, progredisce coinvolgendo anche allenatori di un certo calibro come Marcello Lippi. Inoltre c’è il fascino dell’esotico, di un impianto moderno e d’avanguardia. Non mi resta che aggiungere, godiamoci la finale di Pechino.

Quanto inciderà, eventualmente, l’assenza di Antonio Conte sulla panchina bianconera?

Stento davvero ad immaginare un ragazzo come lui che, d’altronde, conosco benissimo, si trova a discutere in spogliatoio su una partita combinata. Sono convinto dell’innocenza di Conte, sin dall’inizio lo sostengo, e il mio augurio è che venga dimostrata la sua estraneità ai fatti confidando nella giustizia e nella magistratura. Questo vale sempre e per tutti. Dopo tale premessa, dico che la sua assenza peserà sicuramente perché un allenatore ha bisogno di stare in panchina e di vivere le emozioni del momento per poter adoperare una scelta tecnica in modo immediato perché poi, in condizioni opposte, risulta davvero difficile comunicare una decisione dalla tribuna alla panchina anche se si ha la disponibilità di mezzi ultramoderni.

Sembra che il Napoli abbia meno pressioni, questo aspetto può giocare a favore degli azzurri? 

Quando si parla di una finale, tutto può ribaltarsi di colpo e rivelarsi imprevedibile. Così, la squadra che parte con i favori dei pronostici, può alla fine incappare in una giornata da dimenticare, e viceversa la squadra che non ti aspetti, può spuntarla. Può anche essere la classica partita da molti gol, con tanti colpi di scena e così via. Quello che so per certo è che Juventus e Napoli, per il loro dna, siano squadre votate allo spettacolo. Altre componenti, poi, possono incidere psicologicamente sull’andamento del match come la preparazione sinora svolta e le varie voci sulla permanenza o meno di Cavani, da un lato, e di Matri, dall’altro

Quale giocatore vede particolarmente decisivo o, quanto meno, incisivo in questo scontro? 

Cavani e Vucinic perché sono quei giocatori che, anche a corto di preparazione, possono trovare il guizzo vincente.

Nel 3-5-1-1 provato da Mazzarri in ritiro, quale giocatore troverebbe modo di esaltarsi definitivamente?

Sono convinto che giocatori come Pandev e Behrami possano dar fastidio ad una difesa attrezzata come quella bianconera e ad un portiere esperto come Buffon, ma all’inizio della stagione non conta tanto la minuziosa disposizione tattica, quanto piuttosto il fiato in corpo. La squadra che dimostrerà di averne di più, porterà a casa la coppa.

E per quanto riguarda le motivazioni?

Entrambe dimostreranno di farsi valere da questo punto di vista perché la Juventus vuole prendersi la rivincita dopo la sconfitta in coppa Italia e il Napoli vuole dare continuità ad un processo di crescita.

A suo parere, l’organico azzurro necessita di qualche altro rinforzo?

De Laurentiis deve fare “l’impossibile” per trattenere Cavani, è fondamentale anche per la piazza. Vice Cavani? La priorità è blindare l’uruguaiano, poi per il resto il mercato offre poche alternative adeguate a sostituire un attaccante abituato a giocare ad alti livelli.

Non le sembra il caso che la società alzi leggermente il limite del monte ingaggi?

È chiaro che bisogna fare un piccolo sforzo per poter confermare o acquistare giocatori bravi e che costano in quanto è un aspetto che conta molto in una squadra che punta a crescere non solo a livello nazionale, ma soprattutto a livello internazionale. Basti citare l’esempio del Milan dove l’addio di campioni come Ibra e Silva ha il suo peso, a prescindere dal risultato dell’ amichevole estiva persa contro il Real Madrid.

In questo momento difficile, i colpi di mercato stentano ad arrivare. Vede qualche alternativa? 

Secondo me, le squadre italiane farebbero bene a valorizzare i vivai perché rappresentano il futuro e la forza del nostro calcio. È un fenomeno che bisogna intensificare contrastando l’egemonia di alcuni paesi come Spagna ed Inghilterra e la concorrenza di altri come Cina e Giappone che vogliono emergere anche in questo settore. Mi sembra che Juventus e Napoli abbiano le idee chiare sull’attenzione rivolta ai giovani talenti in squadra.

A tal proposito, le chiedo un parere su Insigne e Vargas.

Insigne è assolutamente un predestinato, Vargas può diventarlo, ma resta un buon giocatore, utile alla causa di una rosa competitiva.

Secondo lei, quale sarà la squadra rivelazione del nuovo campionato?

Sono molto incuriosito dal progetto della Roma che, avendo apportato molte novità, si appresta a vivere una stagione interessante con Zeman in panchina. Vorrei vedere come il boemo proporrà il suo credo offensivo dopo diversi anni di assenza in massima serie.

Cosa manca al Napoli per consolidarsi ai vertici e lottare assiduamente per il massimo traguardo?

Il Napoli ha raggiunto già i vertici, deve solo confermarsi adottando un atteggiamento consapevole della propria forza e capacità.

Un pronostico sulla Supercoppa?

Sono un tifoso juventino, come ben sai, ma il Napoli è un avversario importante. Mi auguro di assistere ad una partita divertente e ricca di gol per il bene del calcio italiano. Insomma, vinca il migliore.

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