PAREGGIO TOTALE

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Pareggio totale, e non poteva essere altrimenti. Il Napoli impatta al San Paolo contro un Palermo apparso all'altezza degli azzurri per tutto l'arco della gara, senza mai sembrare in netta difficoltà ma senza neanche lasciar mai temere un colpaccio. Tirando un po' le somme si può dire che questo 0-0 sia tutto sommato il risultato più giusto per tutti, un esito diverso avrebbe lasciato inevitabilmente un senso di ingiustizia alla squadra penalizzata. L'assenza di reti però non deve trarre in inganno, perché si è vista una gara tiratissima, emozionante fino all'ultimo, se si eccettuano gli ultimi dieci minuti in cui i siciliani hanno tirato i remi in barca e hanno puntato alla divisione della posta.

Non è stato, insomma il Napoli bello di notte a cui siamo abituati da quaranta lunghe gare (altro bel record per il presidente De Laurentiis). Ma non è stato neanche un Napoli brutto, di quelli che maledici il giorno in cui hai iniziato ad interessarti alle sorti di questa squadra: quello delle scorse gestioni, per intenderci. Questa formazione sa divertire anche quando non ci sono gol, lascia soddisfatti per le interessanti trame di gioco e per la voglia di provarci fino alla fine, dimostrando di esserci anche quando le cose non vanno proprio al meglio. Un rischio grosso lo si è corso nel primo tempo, quando l'arbitro Orsato ha accordato un rigore fuori dal mondo per un contatto inesistente fra Rinaudo e Cavani. Ci ha pensato De Sanctis a rimettere le cose sul binario della giustizia, respingendo alla grande il penalty di Miccoli. Per il resto si può imputare poco al Napoli, che si è trovato di fronte una squadra messa benissimo in campo che è riuscita ad annullare completamente le trame di gioco avversarie. Merito del pressing asfissiante dei centrocampisti (Simplicio su tutti) e di Cavani sui centrali difensivi, merito di una prestazione maiuscola della difesa che ha trovato in Goian un puntello insuperabile, in grado di cancellare Denis forse perfino dalla distinta dell'arbitro. Fra le fila partenopee spiccano in negativo le prestazioni di Maggio e Denis, appunto, ma meritano ancora una volta un encomio gli uomini oscuri, quelli che non si vedono molto ma si sentono tanto. Grava, Aronica, Pazienza e tutti i taglialegna napoletani hanno portato a casa ancora una volta un match dignitosissimo, dimostrando che in questo gruppo c'è ancora spazio anche per loro. Niente di entusiasmante ma tantissimo impegno: a volte basta anche questo per zittire i mugugni dei tifosi.

Più che altro adesso preoccupa la questione assenze. A Lavezzi ko  contro il Livorno si aggiungerà anche Quagliarella, squalificato per cumulo di ammonizioni. Preoccupa l'idea di dover vedere lì davanti una coppia Hoffer-Denis, con l'argentino che va a sprazzi e l'austriaco mai troppo convincente ogni volta che è stato chiamato in causa. Il tempo per intervenire c'è ancora e forse sarebbe il caso di farci un pensierino, gli stop in classifica delle avversarie dirette lasciano ancora grande spazio ai sogni. Sarà il caso di adeguare la rosa alle ambizioni, sarebbe un peccato perdere il treno europeo solo per non aver voluto completare un quadro già di per sé piuttosto competitivo.

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