PAOLO DEL GENIO: “MAZZARRI NON PUO’ IMPORRE A DE LAURENTIIS DI CAMBIARE IL PROGETTO NAPOLI”

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E’ arrivato il momento della resa dei conti. Per il risultato sportivo, che entro qualche giorno potrebbe esser delineato con certezza matematica, ma anche tra il Napoli e Walter Mazzarri. Se il punto che manca dovesse arrivare domenica contro l’Inter, finalmente si potrebbe far festa due volte. Per la Champions prima di tutto, com’è ovvio che sia trattandosi della ritrovata consacrazione di una piazza che da anni non riusciva neanche più a sognarlo un traguardo del genere. Come se la distanza potesse misurarsi solo in anni luce. Ma anche perché finalmente, ad obiettivo acquisito, si scioglierebbero le riserve circa il futuro del tecnico toscano sulla panchina del Napoli, mettendo fine ad una telenovela che da qualche mese ormai rasenta il ridicolo. Quale potrebbe essere il futuro del Napoli tra Inter e Mazzarri lo abbiamo chiesto a Paolo Del Genio, collega di Canale 8  tra i giornalisti più quotati nell’ambiente azzurro.

Le tensioni degli ultimi tempi in casa Napoli relative alla panchina stanno paradossalmente distogliendo dagli straordinari risultati sportivi di quest’anno. Cosa c’è realmente alla base della questione Mazzarri?

“Credo che Mazzarri voglia semplicemente cambiare aria. Vuole cimentarsi in una nuova esperienza, perché fare richieste al Napoli affinchè la società cambi progetto mi sembra francamente inammissibile, e De Laurentiis gliel’ha detto. Facile che lo abbia allettato particolarmente qualche altra situazione, come ad esempio la Juventus. Però sicuramente si tratta di un cambio di rotta improvviso proveniente dal tecnico, non certo dalla società, e sono convinto che se non avesse fatto questa grande stagione sarebbe rimasto senza problemi”.

La frattura con De Laurentiis potrà essere sanata in qualche modo?

“Sinceramente mi auguro che non lo sia, perché un risanamento potrebbe esserci solo da un punto di vista formale a mio giudizio. Nella sostanza il rapporto è compromesso, e forzare una soluzione sarebbe un rischio enorme per il prossimo anno. Ad esempio proviamo ad immaginare un inizio della prossima stagione con Mazzarri in azzurro, ma con i risultati che hanno caratterizzato le prime quattro giornate del campionato attuale: in trasferta un pareggio  contro Fiorentina e una vittoria nel finale contro la Samp, in casa un pareggio con il Bari ed una sconfitta contro il Chievo. Con le tensioni che ci sono state si scatenerebbe inevitabilmente un inferno…”

Quanto hanno inciso queste tensioni sugli ultimi risultati negativi della squadra?

“Mazzarri incide su tutto. Si prende giustamente i meriti sulle cose buone, deve fare altrettanto con i demeriti per quanto accaduto, anche in termini di risultati negativi, negli ultimi tempi. Ha fatto calare sensibilmente le motivazioni della squadra parlando di una stagione già straordinaria. Inoltre ha fatto credere ai giocatori che il suo rapporto con il Napoli fosse finito, ed inconsciamente questo può contare tanto”.

L’incertezza che si respira circa il rapporto allenatore – società potrebbe influire, o magari ha già influito, sulle strategie di mercato?

“Fortunatamente il mercato è talmente lungo che cambiare rotta da un punto di vista tecnico è possibile. Nel caso in cui dovesse arrivare un allenatore che adotta un gioco diverso, allora basterebbe prendere un centrocampista invece di un difensore o viceversa. Per quanto riguarda il progetto non cambierà nulla indipendentemente dall’allenatore: a Napoli arriveranno buoni calciatori, promettenti ma non fenomeni”.

Chi potrebbe essere il nuovo allenatore?

“Credo che il presidente abbia puntato Delio Rossi. Se poi ci dovessero essere delle difficoltà nell’arrivare a Rossi,  allora si opterà per una soluzione diversa”.

Domenica si è notato un Cavani insolitamente nervoso. Il suo momento attuale dipende solo da un fisiologico calo dopo una stagione esaltante, o c’è dell’altro?

“Probabilmente ad un po’ di calo fisico si è accompagnata l’incalzante voglia di aggiudicarsi lo scettro da capocannoniere. Poi il voler vincere a tutti i costi la partita, la ricerca insistente del gol lo ha portato ad innervosirsi oltremodo arrivando a farsi espellere. Ma credo che quando il comportamento di un giocatore sia sempre stato ineccepibile, ci si possa passare anche sopra quando una volta capita qualcosa come il rosso di domenica”

Le tre giornate di squalifica inflitte all’uruguaiano sono giuste?

“Direi che sono inaccettabili, come quasi tutto quello che fa il giudice Tosel. Non c’è paragone tra un insulto e un po’ di nervosismo che talvolta si manifesta anche con una sottile ironia. Spesso gli arbitri si girano e fanno finta di non sentire frasi ben più pesanti. Come accade spesso con qualche altro nome illustre del nostro campionato, tra l’altro anche recidivo. Tosel è il peggior giudice sportivo di tutti i tempi, e rispecchia in qualche modo il calcio italiano. Sfortunatamente o volutamente sbaglia spesso ai danni del Napoli, ma anche in altri casi commette errori grossolani. Il fatto che sia al suo posto ormai da anni dovrebbe far riflettere…”

Che sensazioni hai per Napoli-Inter di domenica? Arriverà il punto e sarà una festa, oppure bisognerà fare oltremodo attenzione?

“Il calcio ci insegna che l’80 per cento delle volte quando ad entrambe le squadre serve un punto è così che poi va a finire. Per l’altro 20 per cento può succedere l’imprevedibile, e spero che domenica non si rientri in questo 20 per cento”.

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