OTTAVIO BIANCHI: "NAPOLI- ROMA SFIDA SPETTACOLARE"

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Il suo nome porta alla mente i ricordi più belli. Quelli del primo scudetto. Ottavio Bianchi conosce bene sia Napoli che Roma.

Ha lavorato all’ombra del Vesuvio e del Colosseo. Napoli-Roma è anche un po’ la sua partita.

 “Quella del San Paolo sarà una sfida divertente. La squadra di Mazzarri ha dimostrato di potersela giocare con chiunque. Anche i giallorossi, però, vengono da un ottimo periodo. Pronostici? Non mi sento di farli ma lo spettacolo sarà assicurato”.

Cosa manca al Napoli per competere realmente con le grandi?

“Il bello viene proprio adesso. La parte più facile del lavoro è stata fatta. Adesso bisogna mantenere queste posizioni di classifica. Nel calcio confermarsi non è mai facile. Certo l’Inter è ancora lontana ma con gli investimenti giusti il Napoli ha la possibilità di togliersi belle soddisfazioni”.

Questo Napoli può puntare alla Champions?

“I campionati che precedono e seguono i mondiali sono sempre quelli più strani. Sono favorevoli alle cosiddette outsider, che hanno la possibilità di piazzamenti importanti. Il Napoli è di sicuro tra queste. La squadra sta lavorando bene e ha tutto il diritto di puntare in alto. Le qualità del resto ci sono”.

Il Napoli con Mazzarri ha cambiato marcia mentre con Donadoni stentava. Lei non era certo un allenatore passionale eppure a Napoli ha vinto uno scudetto.

Questo è un discorso molto profondo. Premetto che conosco poco sia Mazzarri che Donadoni. Napoli mi ha sempre rispettato. Con me hanno avuto un comportamento molto civile, accettando anche il mio carattere. Nella mia esperienza sulla panchina azzurra, mi ha molto aiutato il fatto di essere stato a Napoli prima come calciatore. Quando si vinceva con una grande c’erano tre settimane di festa. Mentre se perdevamo a Bergamo, ad esempio, si andava subito in depressione. Bisogna imparare a vincere. Si deve festeggiare solo quando si raggiunge l’obiettivo”.

Maradona è stato forse il più grande calciatore di tutti i tempi. Lei che lo ha allenato, si aspettava di vederlo alla guida dell’Argentina?

“Questo non lo so. Nemmeno io pensavo di fare l’allenatore una volta finita la carriera di calciatore. Sel’ho fatto, io, quindi, lo possono fare tutti”.

si ringrazia per la gentile concessione (Inchiostro online)

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