Osihmen un’altra telenovela estiva?

Napoli, in onda le telenovelas estive. No, non parliamo di produzioni televisive con cast formati da attori di una certa levatura, ma ci riferiamo al Calcio Napoli alle prese con calciatori che tirano avanti trattative che a volte decadono (col benestare dei loro procuratori). Rolando Bianchi, Javier Mascherano, Roberto Soriano, James Rodriguez, Nicolas Pépé sono solo alcuni dei protagonisti. L’ultimo in ordine di tempo è Victor Osimhen. Verrà o non verrà a Napoli? In qualunque caso avrà interpretato bene la propria parte nella sua telenovela. Se saltasse, il Napoli non avrebbe colpe.

La trattativa Osimhen ha sfaccettature riconducili a quella di Pépé (passato poi all’Arsenal per divenire quasi una comparsa), avvenuta appena 12 mesi fa. Ma può mai un giocatore esser veramente interessato a venire a Napoli, se manda i suoi agenti in elicottero, stile Rambo che assalta il Vietnam, sul luogo del ritiro della squadra che lo cerca sul mercato, invece di una trattativa più riservata e professionale? E può mai essere veramente interessato a venire a Napoli un calciatore (Osimhen) che viene in città a farsi notare da tutti, per poi cambiare procuratore davanti ad una trattativa avviata verso la sua conclusione positiva? E dai! A Napoli nessuno ha l’anello al naso. Determinati calciatori con determinati manager sono interessati alla Premier League, il campionato più bello e ricco del mondo, cosa che in Italia abbiamo conosciuto molto bene negli anni ‘80 e ’90. Osimhen aspetta che Liverpool o Manchester United facciano capolino. E il suo nuovo procuratore spera in una commissione dalle mille e una notte. Seppure venisse a Napoli, sarebbe solo di passaggio.

Ennesima mancanza di rispetto, dunque, per la piazza azzurra. In questo club, con tutta la stima per Giuntoli, servirebbe una figura di quelle con gli attributi quadrati, capace di dire a muso duro al manager di Osimhen: “Hai 10 giorni di tempo, dopodiché vado a contattare un altro più forte!”, tanto per far capire al suo interlocutore con chi sta avendo a che fare.

La domanda che ci si pone allora è: ma perché il Napoli non vira direttamente su giocatori come Immobile o Belotti, italianissimi, già conoscitori del calcio italiano e habitué della doppia cifra per quanto riguarda i gol segnati ogni anno? La risposta è facile. Immobile ha 30 anni. Belotti 26 e mezzo. Costano tanto e non sono giovanissimi come Osimhen, per cui difficili da rivendere a cifre importanti per produrre plusvalenza. È un po’ la politica del club (finora funzionante). Difficile che un calciatore finisce la sua carriera a Napoli nell’era moderna. Forse ci riuscirà Mertens. In ogni caso, per Immobile o Belotti, bisognerebbe investire (come per Osimhen) 50-60 milioni e riconoscergli uno stipendio elevato, ma molto meno di quanto chieda Osimhen. E non sarebbe esagerata la commissione da riconoscere all’agente del laziale o del torinista (al contrario di quanto avverrebbe per il nigeriano).

Se la trattativa Osimhen saltasse, il Napoli virerebbe su profili tipo Azmoun (il “Messi d’Iran” che gioca in Russia), oppure Malen (il talentissimo del PSV Eindhoven) oppure il norvegese Sørloth (oscurato in patria solo dal fenomeno Håland) oppure il madridista Jovic (che costa uno sproposito ma sarebbe un colpaccio) o qualcuno il cui nome è ancora top secret. Senza dimenticare i giovanissimi Darwin Nunez che gioca nell’Almeria (nella Serie B spagnola) e Luka Romero (il quindicenne del Mallorca che farà parlare di sé tra qualche anno). Ma questi ultimi due sono prospetti per il futuro. Già, per il futuro. E per il presente?

     EZIO PERRELLA

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