OSCAR PERARNAU (DS ESPANYOL): “DAVID LOPEZ E’ UN ESEMPIO COME PERSONA E COME PROFESSIONISTA”

david-lopez-napoliLa redazione di PianetaNapoli.it in collaborazione con MaiDireCalcio.com ha contattato in esclusiva il direttore sportivo dell’Espanyol, Oscar Perarnau. Sono ben due i giocatori che hanno vestito la casacca dei Periquitos per poi approdare a Napoli e Perarnau è stato fondamentale per il trasferimento di David Lopez nel club partenopeo. Ma l’intervista è anche l’occasione per parlare di Callejon, ex di lusso, della seconda squadra di Barcelona, degli obiettivi e della storia di una società che viene costantemente oscurata dallo strapotere economico e mediatico dei cugini blaugrana, ma che è riuscita comunque a segnare negli anni la storia della Liga. Ecco le parole di Oscar Perarnau:

Lo scorso anno un famoso quotidiano spagnolo l’ha nominata “architetto del calcio a basso costo”. Uno degli affari più importanti è stato sicuramente l’aver riscattato David Lopez, ora al Napoli, per 250 mila euro. Una situazione d’emergenza che però si è conclusa con una stagione da incorniciare sotto tutti i punti di vista

“La nostra responsabilità è quella di lavorare con umiltà e adattarsi ai limiti del nostro club. Cerchiamo sempre un rendimento immediato e ovviamente la nostra volontà è quella di generare entrate per il club in ogni singolo caso. Fondamentale è fare in modo che nessun affare possa creare problemi al club nel presente e nel futuro.”

E quest’anno quali sono gli obiettivi dell’Espanyol? Tanti volti nuovi e nuove sfide da affrontare

“L’obiettivo sportivo è quello di arrivare il più lontano possibile, però puntiamo anche a creare e crescere un gruppo a livello umano e che la tifoseria si possa identificare con i giocatori che difendono la nostra maglia.”

Proviamo ad entrare un po’ nel mondo del suo club. Due coppe del Re vinte ed episodi come il Tamudazo rimasti nella storia della Liga. Cosa significa per lei lavorare in un club del genere?

“Sono in questo club da ormai 18 anni e sento di far parte di qualcosa di davvero speciale. Siamo, come dice lo slogan pubblicitario del club, una “meravigliosa minoranza” che vive per tanti momenti come quelli e per la dignità di una tradizione e una storia.”

La força d’un sentiment è il motto dei tifosi dell’Espanyol. Uno spirito che coinvolge tutta la società e anche il suo lavoro

“Possiamo dire così, sì. Nella nostra sezione predisposta all’area sportiva, si respira vitalità e responsabilità per questo speciale sentimento. E questo si riflette sulla squadra e caratterizza la sua identità e la sua tifoseria.”

Vivere all’ombra del Barcelona sembra una condanna per una società così prestigiosa. Come si vive una realtà del genere in città? E come si riesce a contrastarla?

“Esiste una sana rivalità sportiva. Giorno per giorno noi abbiamo una nostra identità con i nostri obiettivi da conseguire, raggiungere e superare. Vogliamo sviluppare il potenziale giusto e ricavarne benefici per far capire a tutti che noi ci siamo.”

Ultimamente l’Italia ha riscoperto i giocatori spagnoli grazie anche all’arrivo in Italia di Rafa Benitez. Parliamo del tecnico: come giudica il suo operato nel nostro Paese? In Italia spesso viene criticato perché “non adatto al calcio italiano”

“Il mio giudizio su Rafa Benitez non può che essere più che positivo. Il suo lavoro non si può contestare e ha dimostrato in tantissime piazze di essere un allenatore capace e molto preparato.”

Una delle vittorie di Benitez è stato l’acquisto di Callejon che ha vestito anche la casacca dell’Espanyol. L’attaccante è stato convocato per la prima volta in Nazionale proprio la scorsa settimana, il giusto premio per il lavoro fatto.

“Callejon aveva già dimostrato con l’Espanyol di essere un giocatore di grande prospetto. Ha continuato nel migliore nei modi la sua maturazione e questo gli ha permesso di essere giustamente convocato per la nostra selezione. Molti giocatori spagnoli devono emigrare in altri paesi per dimostrare di essere all’altezza e di garantire un buon livello di competitività.”

Crede che Callejon abbia trovato la sua dimensione in Italia? E che può restare al Napoli ancora per tanti anni? E’ Napoli può essere la piazza giusta anche per David Lopez?

“David Lopez è un giocatore di grande livello e ha margini di miglioramento evidenti per continuare a crescere. Fino a due stagioni fa giocava in categorie minori e si è evoluto soprattutto perché è un esempio come persona e come professionista. Ora ha l’obiettivo di dimostrare di essere importante in una squadra di rilievo della serie A. Essere internazionale è sempre difficile, anche perché la selezione spagnola ha molti ottimi giocatori, ma non nascondo che David ha l’attitudine, la qualità, ma soprattutto mette il giusto impegno per poter raggiungere un obiettivo del genere.”

Come e quando è nata la trattativa con il Napoli per il centrocampista?

“La direzione sportiva dell’Espanyol è sempre rivolta al mercato. Nell’ultima sessione estiva il presidente ci comunicò che il Napoli era interessato al ragazzo. Noi immediatamente ci siamo attivati per trovare un sostituto all’altezza e appena si è concretizzata l’operazione, il trasferimento di David è avvenuto con successo.”

In Italia è stato accolto con scetticismo ma con il lavoro è riuscito pian piano a cancellare tutti i dubbi, cosa la spinse a puntare su di lui? Quali caratteristiche l’hanno conquistata?

“E’ professionale ed esemplare come compagno di squadra. Il suo adattamento al calcio italiano è stato rapido soprattutto per le sue qualità umane. Come giocatore riesce a gestire molti aspetti del gioco. In attacco scambia facilmente con i compagni di squadra, dà continuità e dinamismo. Inoltre può dare il suo contributo anche in termini realizzativi sulle palle inattive. In difesa intercetta e recupera palloni con facilità, aiuta sempre i suoi compagni, è solido nei contrasti e per struttura fisica è ottimo anche nel gioco aereo.”

Il Napoli grazie anche alle prestazioni di David Lopez sembra aver superato lo shock della sconfitta in Champions contro l’Athletic Bilbao. Ora la squadra basca è in netta difficoltà, che idea si è fatto di quella sfida? Secondo lei cosa ha sbagliato il Napoli?

“Nelle competizioni europee è sempre difficile avere la meglio. Nelle due partite dei preliminari i dettagli sono determinanti e l’Athletic è una squadra molto competitiva ma soprattutto cinica. In quel frangente è riuscita a sfruttare al meglio tutte le opportunità che gli sono capitate.”

Le piacerebbe lavorare in Italia?

“Sono soddisfatto del mio lavoro all’Espanyol e spero di continuare ad aiutare il club. Fortunatamente c’è sempre da lavorare qui”

Quali, tra i giocatori di serie A, le piacerebbe portare all’Espanyol?

“In Italia ci sono, da sempre, giocatori eccellenti e per me è difficile trovare un nome che possa concretamente portare nel club, anche perché dobbiamo sempre considerare le possibilità economiche della nostra società”

Quale giocatore dell’Espanyol crede possa essere pronto per giocare in Italia?

“Mi piacerebbe che tutti i giocatori del nostro club possano continuare a crescere qui e che possano restare con noi ancora per tanti anni. 

Un ringraziamento speciale all’RCD Espanyol, al sig. Perarnau e al direttore della comunicazione Xavi Salvatella

di Claudio Cafarelli (Twitter:)

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