ORA E’ SOLO QUESTIONE DI NERVI

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E’ accaduto finalmente ciò che tutti speravano ma che nessuno osava pronunciare. Contro il Frosinone il successo è costato, per l’ennesima volta, grande sofferenza ma il gol di Sosa ha detto in maniera perentoria e categorica che gli azzurri non vogliono perdere il treno per la promozione diretta in A.Ancora una volta la squadra non ha sfoderato una prova estremamente convincente sul piano del gioco ma comunque è riuscita ad esprimersi su buoni livelli grazie ai suoi uomini di maggior prestigio e soprattutto alla velocità e alla capacità di saltare l’uomo di Trotta e Pià, uomini della vecchia guardia che, accantonati per lunghi periodi in questa stagione, stanno riuscendo ad essere determinanti in questo rush finale.Eppure, per l’ennesima volta, non si era messa bene per l’undici partenopeo che, in ogni caso, riesce a dettare il suo ritmo partita con un gran possesso palla, soffrendo però troppo le ripartenze avversarie.Tante le palle perse contro il Frosinone (18 per l’esattezza), frutto di un gioco fatto di “tocchetti” per linee orizzontali e poco in verticale. Del resto la difesa del Frosinone si è dimostrato reparto ben assortito, con uomini di esperienza e giocatori dal sicuro avvenire.Ancora una volta le fasce, molto poco frequentate nelle manovre offensive, non si sono dimostrate zone del campo insidiose per la squadra avversaria.C’è voluta un’intera ora di gara per capire che solo un maggior utilizzo della zona laterale del campo avrebbe concesso al Napoli di sfondare il muro difensivo gialloblu.Ancora una volta il carattere e la cinicità di questa squadra hanno prevalso sulle carenze strutturali del collettivo in cui mancano elementi capaci di unire tecnica, velocità e capacità di saltare l’uomo per creare scompiglio nell’area avversaria.Come detto da Reja, tutte le squadre che lottano per la promozione hanno caratteristiche diverse ed ognuna fa della propria virtù l’arma da usare per la grande scalata.Se il Genoa di Gasperini convince di più sul piano del gioco e possiede una rosa molto più completa, tecnica ed eterogenea, gli azzurri di Reja hanno dimostrato di poter comunque vincere dappertutto e, anzi, di poter dominare qualsiasi avversario, salvo improvvisi cali di concentrazioni e carenze sul piano del gioco, frutto, forse, di scelte poco azzeccate in sede di mercato. Forse Marino avrebbe fatto meglio ad investire di più su uomini di fascia di maggior prestigio che avrebbero potuto garantire maggior rendimento in avanti alla squadra.Ancora 24 i punti a disposizione delle due squadre antagoniste che addirittura potrebbero giocarsi la promozione nello scontro diretto del 10 giugno a “Marassi”, anche se tutti sperano di chiudere prima il discorso.Determinante per gli azzurri saranno le prossime 4 gare, 2 interne consecutive con Cesena ed Albinoleffe e le 2 esterne sui campi di Mantova e Brescia.Gare difficili ma da affrontare con la giusta mentalità ed il carattere che forse, rispetto al Genoa, è l’arma vincente della truppa azzurra, assieme ad uno spirito di squadra ben più radicato rispetto ai rossoblu.Se giocatori come Pià, Trotta, Montervino e Sosa stanno facendo la differenza in questo finale di stagione un motivo ci sarà!A questo punto nervi saldi e pedalare, il bel gioco speriamo di vederlo l’anno prossimo in serie A, affinché la massima serie sia la collocazione della squadra azzurra in maniera duratura e non passi come una meteora.Reja e Marino sono avvisati, se A sarà, bisognerà comunque cambiare e completare una squadra che, se è cresciuta in questi anno sul piano mentale a caratteriale, deve ancora fare grandi passi nella costruzione di un impianto di gioco brioso e affidabile che consenta di raggiungere i prestigiosi traguardi che società e squadra si sono prefissi.

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