NOVANTA MINUTI DI CATENACCIO NON BASTANO: ARRIVA UN’ALTRA SCONFITTA

Fiorentina (4-3-1-2): Frey, Comotto, Gamberini, Zauri, Gobbi (dal 63' Pasqual), Donadel (dal 63' Semioli), F. Melo, Montolivo, Santana, Jovetic (dal 46' Bonazzoli), Gilardino. A disp. Storari, Pasqual, Da Costa, Gulan, Tagliani, Semioli, Bonazzoli. All. Prandelli

Napoli (3-5-2): Gianello (dal 31' Sepe), Cannavaro, Rinaudo, Aronica, Maggio, Pazienza (dal 69' Montervino), Blasi, Bogliacino (dall'82 Russotto), Lavezzi, Zalayeta. A disp. Sepe, Santacroce, Grava, Montervino, Mannini, Russotto, Denis. All. Reja 

Arbitro: Rizzoli di Bologna

Marcatori: al 47' Santana, al 49' Vitale e al 78' Montolivo

Note: ammoniti Zauri, Comotto, Russotto espulso Montervino

Recupero: 3' pt   4' st

Un'altra sconfitta. Un altro avversario in difficoltà, la Fiorentina, gentilmente omaggiato di tre punti importanti come l'ossigeno dopo tre sconfitte consecutive. Cose da Napoli, insomma. Una partita mai giocata, impostata per portare a casa il punticino e puntualmente persa. Niente di nuovo. La solita squadra timida ed incapace di mostrare un'organizzazione di gioco all'altezza della situazione. E dire che di fronte c'era una Fiorentina che non se la passava bene per niente, attanagliata da evidenti problemi di uomini e pure di testa. Perchè il dover vincere a tutti i costi di solito non è una buona compagna di viaggio. Ma il Napoli non ne ha approfittato. Ha preferito schierarsi davanti alla linea dell'area in attesa della fine della partita, pensando che un punto conquistato in tale modo avrebbe di colpo scacciato critiche e problemi. Le premesse erano buone poichè un Bogliacino schierato alle spalle di Zalayeta e Lavezzi avrebbe potuto costituire una variante interessante nelle sortite offensive azzurre. Un'illusione durata pochi minuti. Giusto il tempo di raccogliere un pallone vagante (8') e calciarlo contro i cartelloni pubblicitari. Il 3-4-1-2 e, insieme con lui, le occasioni del Napoli dei primi quarantacinque minuti finiscono qui. Il resto è uno sterile e disordinato tiro al beraglio dei viola. La prima occasione, dopo appena tre minuti, capita sulla testa di Gilardino, marcato poco attentamente da Cannavaro e bravo a girare il pallone verso la porta difesa da un attento Gianello. La Fiorentina continua a premere e il Napoli la asseconda con una serie di disimpegni al limite del calcio dilettantistico. Il fatto è che la squadra di Prandelli non se la passa tanto meglio di quella di Reja ma ha il merito, nel trambusto generale, di possedere un'identità ben delineata. La mira non è però quella dei giorni migliori e i tentativi sgangherati di Jovetic (9' e 24') e di Felipe Melo (18') sono una chiara dimostrazione. Ci si mette pure la sfortuna in casa Napoli: la maledizione dei portieri colpisce anche Gianello, costretto a lasciare il posto al giovanissimo Sepe a cavallo della mezz'ora. L'impatto del ragazzino è ottimo perchè una sua uscita (42') sui piedi del Gila, all'altezza dell'area piccola, evita una rete quasi fatta. La prima frazione si chiude qui.

Nemmeno il tempo di ripartire con i secondi quarantacinque minuti ed arriva la doccia ghiacciata: punizione dalla sinistra di Gobbi, la difesa del Napoli gioca alle belle statuine, e Santana si ritrova libero di calciare in diagonale e trovare la prima rete stagionale. Un piccolo record. Il secondo arriva dopo appena un minuto, insieme al pareggio azzurro: tiro cross di Vitale dalla sinistra e papera di Frey che consegna il pareggio e la prima marcatura in serie A per il giovane esterno azzurro. Le premesse di una ripresa frizzante sembrano essere incoraggiate dalla bella giocata di Zalayeta (52') con controllo e tiro immediato ben respinto da Frey. In realtà si tratta di un fuoco di paglia perchè lo stesso Panteron, più passano i minuti e sempre di più si ritrova a centrocampo, mentre Lavezzi tenta della giocate personali in mezzo al nulla. Nemmeno la Fiorentina fa granchè, la contemporanea presenza di due centravanti come Gila e Bonazzoli, a discapito della rapidità  di Jovetic, agevola la lenta e alta difesa napoletana. Ed infatti la rete arriva da un inserimento palla a terra, nella seconda conclusione dei viola verso la porta del Napoli, quando l'agognato pareggio sembra ormai in cassaforte. Mancano infatti poco più di dieci minuti quando Montolivo è lasciato libero di penetrare in area e portare nuovamente in vantaggio i suoi con l'evidente e altrettanto clamorosa partecipazione di Sepe. Un errore tanto grossolano quanto grave che non deve però fungere da capro espiatorio e mascherare l'ennesima, irritante, prestazione esterna del Napoli. L'ultimo sussulto è di Lavezzi, al 94', con una punizione conquistata caparbiamente e calciata in modo preciso ma ben deviata da Frey. Ancora una volta è il Pocho l'ultimo a lasciare che la baracca affondi, l'ultimo ad arrendersi all'evidenza dei fatti. Ancora una volta gli azzurri giocano per pareggiare e puntulamente perdono. La sesta sconfitta esterna consecutiva dovrebbe far riflettere e magari cambiare qualcosa perchè errare è umano ma perseverare in questo modo diabolico.

Translate »