NOTTE BIANCA

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Napoli (3-5-2) Navarro; Santacroce, Cannavaro, Contini; Grava, Pazienza, Blasi, Hamsik, Mannini; Lavezzi, Zalayeta (dal 91° Bogliacino)     Panchina: Bucci; Montervino, Amodio, Datolo, Russotto, Denis     All. Donadoni

 

Milan (4-3-1-2) Dida; Zambrotta, Favalli (dal 71° Senderos), Maldini, Jankulovski; Beckham, Pirlo, Flamini; Seedorf (dal 56° Kaka); Pato, Inzaghi F. (dal 62° Ronaldinho) Panchina: Kalac; Darmian, Antonini, Shevchenko     All. Ancelotti

 

Arbitro: De Marco di Chiavari  (Grilli – Rosi)

 

Ammoniti: Blasi (Napoli)

 

Recupero: 0’ pt; 2 st

 

Partite del genere non passano inosservate nemmeno se la classifica lascia poco da raggiungere. Napoli e Milan una di fronte all’altra, nessun mostro d’acciaio o animali fantasiosi a distinguerli, simboli semplici e grinta da vendere non cambiano.Napoli con la sorpresa Grava a destra, Milan con Seedorf alle spalle delle due punte. Partita dal tema quasi scontato: Milan che piazza tutto sul possesso palla e sulle geometrie di Pirlo, Napoli che osserva, aggredisce e riparte tenendo a bada l’altissima difesa rossonera lenta e acciaccata. Emozioni a raffica nel bene e nel male. La difesa azzurra cerca sempre la giocata di fino mettendosi in crisi da sola, come quando Seedorf si ritrova il pallone sui piedi gentilmente offerta da Mannini e Contini; emozioni forti quando Lavezzi taglia centralmente dove difesa e centrocampo del Milan faticano a posizionarsi. Bello vedere come Blasi, a uomo su Seedorf, guadagni palloni su palloni per poi trovare il tempo di affrontare a muso duro Beckham, sintomo che qualcosa è cambiato in una squadra più cattiva e meno remissiva; peccato, poi, che alla fine si arriva sempre alle solite con avversari del genere: la premiata ditta De Marco – Grilli annulla uno score di Hamsik più che buono dopo uno stacco di Zalayeta su corner di Lavezzi. Nel dubbio si fischia, ma quando ci sono di mezzo due maglie dai poli opposti, allora è più facile capire in che modo fischiare. 

 

Ripresa che cambia passo. Ritmo basso con il Milan che si limita al possesso mentre il Napoli, rispetto al primo tempo, aspetta e cerca il contropiede. Pesano, però, i continui sbagli in appoggio nonostante la buona volontà; Pazienza ne sbaglia uno ogni trenta secondi, ovvero la stessa media di Blasi nel recuperare palloni. Straordinaria la prova del centrocampista romano che prima annulla Seedorf, poi ridicolizza Kaka; prova monumentale anche per Daniele Mannini che non solo sgroppa su e giù per la fascia sinistra, ma chiude costantemente Pato che comincia ad innervosirsi nel capire che saltarlo è praticamente impossibile. Così, dopo l’ingresso dei due brasiliani nel Milan, la squadra rossonera sembra sciogliersi e il Napoli avrebbe almeno tre opportunità per colpire a morte: una di queste, vede Zalayeta volare in spaccata sul cross di Hamsik, ma l’uruguayano vede sfilare il pallone sul fondo a Dida battuto. Dalla seconda metà della ripresa, il pallino del gioco passa al Napoli e Milan cerca di metterla sulla rissa; anche Ancelotti si lascia andare e scalcia il pallone, ma per De Marco non c’è niente di male, stessa sorte per la mini – rissa scoppiata tra Pato, Beckham, Mannini e Blasi. Brutta scena sicuramente, ma in questi casi si nota come la grinta e la voglia spinga al limite ogni calciatore.Finisce a reti bianche, finisce come forse non doveva finire. Del resto, Donadoni, è a Napoli da quindici giorni e se questa squadra presenta cattiveria e agonismo assoluto è merito suo…almeno per ora.

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