Non c’è storia al Camp Nou: termina ufficialmente la stagione del Napoli

Occasione storica: serviva un’impresa ai limiti delle possibilità con un atteggiamento da squadra di livello internazionale. Il Napoli scende in campo a Barcellona con la formazione “tipo”, cercando di giocarsela a viso aperto con due mezzali di qualità come Zielinski e Fabiàn. Gli uomini di Gattuso evidenziano un approccio più che positivo, facendo girare bene la palla e colpendo subito l’ennesimo palo della stagione con Dries Mertens, che da ottima posizione svirgola la palla non riuscendo a trovare il bersaglio grosso. Il gran colpo d’occhio offerto dal Napoli dura però soltanto otto minuti, poi alla distanza emerge la netta superiorità dei catalani. Al decimo, in occasione di un corner dalla sinistra, Lenglet sovrasta Demme e manda la palla in porta. Colpo letale per gli ospiti, i quali non riescono a reagire lasciando il possesso ai blaugrana che cominciano ad eludere il pressing dei rivali e colpiscono nuovamente al ventitreesimo con il marziano Leo Messi. Il numero 10 punta Mario Rui sulla sinistra, sfrutta due rimpalli fortuiti e batte Ospina con un piazzato perfetto sul secondo palo. La mediana del Napoli mostra evidenti lacune e fragilità notevoli non riuscendo minimamente a costituire un filtro adeguato per contrastare le offensive dei padroni di casa. Zielinski e Fabiàn sono una la copia dell’altro, facendo rimpiangere ampiamente una mezzala di rottura come Allan. La compagine di Setien fa ciò che vuole e trova anche la terza rete, complice una clamorosa sbavatura di un disastroso Koulibaly, che si fa anticipare da Messi e lo scalcia irregolarmente all’interno dell’area. Dal dischetto Suarez spiazza Ospina. Dopo aver incassato tre reti più una annullata dal VAR, gli uomini di Gattuso ricominciano a dare segnali di vita e conquistano immediatamente un penalty per un fallo su Mertens. Un lucido e freddissimo Insigne batte Ter Stegen. Al Napoli servirebbero due reti per la qualificazione e Gattuso pensa di alzare il baricentro nella ripresa inserendo Lobotka in luogo di Demme. Il Barcellona subisce un inevitabile calo fisico, lasciando più spazi al Napoli che tuttavia pur creando potenziali occasioni da gol non riesce a concretizzare, denotando ancora una volta il deficit dovuto alla mancanza un centravanti vero in grado di fare a sportellate con i mastodontici Piqué e Lenglet che vincono tutti i contrasti aerei. I subentrati disputano buoni spezzoni di gara, anche se il Barcellona nei secondi quarantacinque minuti abbassa notevolmente il baricentro chiudendosi per larghi tratti nella propria metà campo, senza subire grossi pericoli. Piccoli campanelli d’allarme per i blaugrana soltanto in occasione della rete annullata a Milik per offside e il palo esterno di Lozano su un colpo di testa abbastanza innocuo da posizione defilata. Si va gradualmente verso il novantesimo e verso la fine di una stagione da archiviare velocemente, dopo i tanti scossoni e ribaltoni. Il Napoli riprenderà la stagione tra un paio di settimane con il ritiro di Castel Di Sangro, qualche cessione illustre e volti nuovi. Doveroso guardare avanti!

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Giuseppe Lombardi

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