NON BASTA LA GRINTA AD EVITARE L’ENNESIMA SCONFITTA

Juventus(4-4-2): Buffon, Grygera, Legrottaglie (dal 72' Mellberg), Chiellini, Molinaro, Marchionni, Poulsen, Marchisio, Giovinco (dal 63' Salihamidzic), Del Piero (dal 68' Amauri), Trezeguet.. A disp. Manninger, Mellberg, Sissoko, Tiago, Salihamidzic, Iaquinta, Amauri . All. Ranieri

Napoli (3-5-2): Navarro, Santacroce, Cannavaro, Contini, Montervino (dal 46' Datolo), Pazienza (dal 77' Russotto), Blasi, Hamsik, Vitale (dal 77' Aronica), Lavezzi, Denis. A disp. Bucci, Aronica, Rinaudo, Maggio, Bogliacino, Datolo, Russotto. All. Reja 

Arbitro: Ayroldi di Molfetta

Marcatori: al 44' Marchisio

Note: ammoniti  Legrottaglie e Chiellini

Recupero: 0' pt   4' st

Arriva un'altra sconfitta, l'ottava consecutiva in campo esterno. Probabilmente non la più grave o scottante ma, in questo periodo di vacche magre, pur sempre penalizzante. Il record di settanta e rotti anni fa è stato dunque ulteriormente ritoccato, giusto per non farsi mancare nulla ed anche la colonnina di sinistra della classifica abbandonata per la prima volta in questa stagione in virtù dell'undicesima posizione maturata al termine di questo anticipo serale. E' bastata una Juve a metà per venire a capo dell'incontro, stanca per l'intenso match disputato mercoledì a Stamford Bridge appena tre giorni prima e vittima di un turn over penalizzante ma quantomeno opportuno. Il Napoli però non ne approfitta e regala interamente la prima frazione ai bianconeri, schierandosi davanti alla propria area e rinunciando a qualsiasi sortita offensiva con la conseguenza di abbandonare al proprio tragico destino il duo argentino Lavezzi- Denis. Nemmeno la Juve crea molto, a dire il vero, poichè non ha nessuna intenzione di alzare i ritmi e cerca la via del gol con la manovra ragionata ed i tagli degli esterni, agevolati dalla presenza di Montervino e Vitale, non molto attenti a presidiare la propria zona di competenza. Ed è proprio da una di queste incurisoni che i bianconeri creano la prima palla gol dell'incontro, grazie alla percussione sulla destra di Marchisio (15') letteralmente perso da Vitale, Trezeguet si ritrova una palla che andrebbe solo spinta in rete e che invece va a finire contro il corpo dell'attento Navarro. Il campanello d'allarme non sveglia affatto gli azzurri che continuano la loro partita di contenimento senza tentare una sola sortita offensiva, almeno per scoprire di quale colore sia la maglia di Buffon. L'occasione giusta arriva a circa cinque minuti dalla fine di un noioso primo tempo con lo scambio stretto Denis- Hamsik che mette il centrocampista slovacco a tu per tu con il portierone della nazionale, bravo e fortunato a far carambolare il pallone sui piedi del napoletano. Un rischio per parte, dunque, che farebbe pensare ad una chiusura delle ostilità in perfetto equilibrio. Non è così, invece. Perchè dove non arriva l'imperizia della retroguardia partenopea ci pensa la sfortuna, anzi per dirla tutta la sfiga: manca solo un minuto al termine quando il tiro sgangherato e senza pretese di Marchisio viene aggiustato dalla deviazione di Blasi che spiazza Navarro. E' pur vero che la fortuna aiuta gli audaci ed il Napoli attuale non possiede affatto tale virtù.

Reja capisce che così non si può andare avanti e decide quindi di rientrare in campo con un 4-3-1-2 più propositivo e moderno ma la situazione non cambia di molto. L'ingresso di Datolo per Montervino restituisce al Napoli qualche geometria e idea in più anche se di occasioni nemmeno a parlarne. La Juve, visibilmente stanca, bada solo a contenere e lo fa senza rischiare praticamente nulla. Va apprezzata la grinta dei giocatori azzurri ma, allo stesso tempo, non si può fare a meno di notare la totale sterilità della manovra del Napoli, incapace di creare uan sola nitida occasione da rete in tutto il secondo tempo. Se l'intento era di limitare i danni ed uscire dal campo con l'onore delle armi, l'impresa può considerarsi senz'altro riuscita ma contro una Juve così si poteva e si doveva fare di più. Sarà certamente per la prossima volta, come al solito. 

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