NENE’ CHIAMA, HIGUAIN RISPONDE. MA A CAGLIARI E’ UNO SCIALBO 1-1

CAGLIARI (4-3-1-2): Avramov; Pisano, Del Fabro, Astori, Avelar (46’ Ekdal); Nainggolan, Conti, Dessena; Cossu (85’ Ibraimi); Sau, Nené (14’ Pinilla) (Adan, Murru, Oikonomou, Perico, Cabrera). All. Lopez.

NAPOLI (4-2-3-1): Reina (45’+2 Rafael); Maggio, Fernandez, Albiol, Reveillere; Dzemaili, Behrami; Callejon, Pandev (82’ Duvan Zapata), Insigne (71’ Mertens); Higuain (Colombo, Britos, Uvini, Inler, Armero, Radosevic). All. Benitez.

Arbitro: Valeri (Roma 2)

Guardalinee: Posado (Bari) – Marrazzo (Tivoli)

IV uomo: Giallatini (Roma 2)

Arbitri addizionali: Rocchi (Firenze) – Gavillucci (Latina)

Marcatori: 9’ Nené (C), 19’ rigore Higuain (N)

Ammoniti: Nené (C), Callejon (N), Behrami (N), Pisano (C)

Recupero: 4’ pt, 2’ st.

Angoli: 6-4 per il Napoli

Il 2013 del Napoli finisce con un pareggio. Solo 1-1 a Cagliari in un match che, benché non giocato malissimo come il risultato lascerebbe supporre, avrebbe potuto avere esito diverso e positivo per gli azzurri. L’ormai consueto errore di Maggio, la scarsa precisione di Behrami, la spossatezza di Pandev, uniti a qualche sbaglio in fase d’impostazione e a un pizzico di timidezza, hanno determinato un X che serve poco ai partenopei, passibili di allontanarsi da Juventus e Roma pur mantenendo comunque un relativo vantaggio sulle inseguitrici. Magra consolazione quest’ultima, specialmente se si considera che, viste le ultime positive prestazioni, ci si sarebbe attesi ben altro risultato. I migliori, a partire da Higuain, hanno fatto la loro onesta parte, alla stessa maniera però di un Cagliari che Lopez ha ben catechizzato al cospetto di Benitez. Organizzata in difesa, spigliata e imprevedibile in attacco, la squadra di casa ha reso difficile la vita ai suoi avversari, al di là delle loro imperfezioni. Imperfezioni che, sia ben chiaro, devono essere corrette nel mercato di Gennaio.

Don Rafael rimescola le carte rispolverando Pandev sulla trequarti; al suo fianco confermati Insigne e Callejon dietro Higuain. In linea mediana torna Behrami al posto di Inler, stante l’impiego di Dzemaili. Rientra Reina tra i pali, protetto dallo stesso quartetto difensivo visto all’opera contro l’Inter. Sul fronte sardo, l’ex difensore e capitano rossoblù deve arrangiarsi in difesa data la squalifica di Rossettini: il 18enne Del Fabro spalleggia Astori, ai lati ci sono Pisano e Avelar. Nainggolan, Dessena e la bandiera Conti compongono la linea mediana, Cossu rifinisce dietro il suo conterraneo Sau e Nené. I primi minuti vedono quasi inaspettatamente un Cagliari volitivo e ben organizzato e un Napoli impacciato: i sardi si rendono molto dinamici, soprattutto grazie al lavoro svolto proprio dal trequartista di casa, che di fatto agisce sulla linea degli attaccanti creando superiorità e portando lo scompiglio in una difesa azzurra lenta e larga. Una difesa che, auspice Maggio, fa il solito regalo all’avversario: Nainggolan sventaglia una palla lunga, Maggio schiaccia un pisolino alla sua maniera e Astori, in posizione di esterno sinistro, scarica in area per Nené che solo soletto infila Reina col mancino. Tutto questo dopo soli 9’. Nonostante la rete subìta a freddo, i partenopei non si scompongono, capendo che il match non può essere buttato all’aria in maniera assurda, e si buttano in avanti, trovando però la ferrea opposizione dei rossoblù. I quali, oltreché neutralizzare le azioni offensive del Ciuccio, portano pericoli dalla parte opposta favoriti dalle usuali amnesie di Maggio e company. E ancora l’esterno destro a perdersi Nainggolan su traversone di Cossu, e meno male che Reina ci mette i guantoni sulla conclusione di sinistro del belga di origini thailandesi (16’). Un minuto prima Higuain ha malamente sprecato un succulento assist di Callejon, sparando centrale tra le braccia di Avramov. Ma il Pipita si riscatta al 19’, dacché, su invito di Insigne, Pandev viene cinturato per il collo da Astori: è rigore, e l’argentino spiazza il portiere cagliaritano imparabilmente. Rimesse le cose a posto, si ripete il copione precedente al goal del pari: Napoli che tenta di fare la partita imponendosi col proprio gioco, Cagliari che si difende senza soffrire, poiché gli azzurri non sempre sono precisi in fase di impostazione. E una volta riconquistata palla, la squadra di Lopez fa venire i sorci verdi ai ragazzi di Benitez grazie all’inesauribile movimento delle sue frecce; non solo Cossu, ma anche Sau e Pinilla (subentrato al posto dell’infortunato Nené) non danno punti di riferimento, e ci mette del suo pure Nainggolan, che fa legna e imposta in maniera diligente. E molto spesso, specie sulle fasce, il Napoli, si prende una siesta di troppo, consentendo come minimo i cross. Malgrado l’intenso agonismo, di tiri in porta se vedono pochini. Higuain, appena dentro l’area, manda alle stelle col destro un traversone rasoterra di Maggio (25’). Nainggolan ruba palla a Insigne a metà campo, s’invola e fa partire una fiondata di destro parata facile dall’estremo difensore partenopeo (30’). Sono praticamente le uniche chances di un primo tempo giocato tutto sommato bene dal Napoli, anche se la mancanza di qualità e le dormite della retroguardia complicano sempre la vita. Alla stessa maniera dei guai fisici che non ne vogliono sapere di abbandonare Reina: la coscia torna a traballare (risentimento muscolare, si saprà poi) e Rafael prende il suo posto, il tutto avviene nel recupero della prima frazione.

Al rimettere i piedi in campo c’è una novità nel Cagliari: Ekdal sostituisce Avelar, Dessena scala sulla linea di 4 di difesa. Al 49’ Rafael, gettato in emergenza nella mischia, si scalda le mani smanacciando in tuffo una punizione dal vertice dell’area battuta da Cossu. Due minuti dopo Insigne tira malamente fuori di destro: palla a lato. E’ l’unica emozioncina delle primissime fasi di un secondo tempo in cui il tema dominante sono i numerosi sbagli in fase d’impostazione, da una parte e dall’altra; sbagli molto elementari, sicché ne viene fuori un ritmo di gioco a tratti spezzettato. Va detto, tuttavia, che ciò accade anche per l’atteggiamento guardingo assunto da entrambe le compagini, specie da quella sarda impegnata nel fare mucchio (e in forma quasi collettiva) nella propria trequarti e nel chiudere varchi agli avanti partenopei. Sono davvero poche le timide azioni offensive, rarissime le conclusioni a porta. E non solo rarissime, ma anche bruttine, come quella di Dessena dal limite al 61’: para facile Rafael. Oppure la sassata di Conti su punizione 5’ dopo: sfera alta. Non che il Napoli stia a guardare, il problema è che, data l’endemica mancanza di inventiva e la chiusura a doppia mandata di Astori e compagnia, trovare l’imbucata e fare male diventa una sorta di un’utopia. E in quelle poche occasioni in cui si trova il pertugio, la precisione va a farsi benedire, come il cinismo. Ci vorrebbe il dinamismo di Mertens, così importante contro l’Inter, e difatti Benitez lo mette in mezzo al 71’ facendo accomodare in panca un Insigne egregio, anche se un pochino testardo nel cercare la gloria personale a tutti i costi. Tempo due minuti e, su ribattuta successiva a punizione dal limite, Callejon s’inventa un eurogoal con un destro al volo dai 16 metri che non lascia scampo ad Avramov. Ma a gelare il sangue agli azzurri ci pensa l’assistente Marrazzo, il quale annulla la rete sanzionando un fuorigioco molto dubbio, forse di Higuain e Fernandez finiti al di là dei difensori sulla bomba dello spagnolo. La Banda Benitez ci crede, ma scendendo in avanti presta il fianco alle veloci ripartenze del Cagliari, tipo quella che all’81’ mette Pinilla in condizione di sfruttare un traversone di Cossu per colpire di testa, eludendo la marcatura imprecisa di Reveillere: a lato di poco. Don Rafael tenta allora l’ultima mossa: fuori Pandev, come sempre impalpabile (sebbene non totalmente), dentro Duvan Zapata. Lopez gli risponde inserendo Ibraimi e togliendo il tamburino sardo Cossu, davvero il migliore dei suoi. Il Napoli insiste e all’88’ arriva vicinissmo al vantaggio: Dessena si perde Mertens su suggerimento aereo di Callejon, il belga s’aggiusta la palla sul mancino e colpisce, sfiorando il palo di un niente. Passa un minuto dopo e replica Sau con un destro a giro bloccato senza difficoltà da Rafael. E’ l’ultimo squillo di una partita che il Napoli avrebbe dovuto fare sua e che invece è terminata pari e patta a causa degli ormai noti handicap di una squadra che nella sessione invernale deve essere urgentemente ritoccata. Si possono, è chiaro, prendere elementi funzionali, ma un interprete di qualità, in grado di sconvolgere gli equilibri, serve come il pane: Don Aurelio è avvisato. E nell’attesa che si compia la beata speranza (Dio ci perdoni l’espressione …), buon Natale e felice 2014, caro vecchio Napoli!

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