Nemmeno una traccia d’azzurro nel cielo di Londra.

 

Troppo brutti per essere veri.

Il guaio è che sono venuti meno quelli che abbiamo reputato grandi campioni e innalzato a eroi nei mesi passati.

– Allan: dal trascinatore che era – non appena hanno iniziato a cantare le sirene di mercato – sembra aver lasciato a casa otto dei suoi dieci polmoni che gli permettevano di essere uomo-ovunque tornando ad essere un uomo qualunque.

– Fabian Ruiz: Le qualità, i trenta milioni, il pallino del centrocampo, l’eredità di Hamsik. Forse sono troppi i fardelli da portarsi dietro per un giovane dalle qualità sì innegabili, ma evidentemente oscurato dalle responsabilità.

– Mertens: segna, di meno rispetto agli anni passati ma segna. Ed è questo l’unico merito che ha il belga, aver raggiunto Cavani e riuscire a far divertire una tifoseria che ormai ha perso la voce.

– Insigne: uno che la voce ce l’ha eccome, che parla forse troppo per ritrattare e dire d’essere frainteso. Uno che vuole vincere ma da troppe partite non riesce a vedere la luce in termini di reti siglate e prestazioni scialbe. Capitano suo malgrado, la fascia forse gli sta pure stretta tanto da bloccargli la “vena di delpieriana memoria”.

– Koulibaly: inattaccabile il muro d’ebano, dal punto di vista morale e delle prestazioni. Ma non si è onesti intellettualmente se non si afferma a chiare lettere che senza Albiol il senegalese dal cuore napoletano ha perso la bussola. Forse perché costretto a fare reparto da solo? E qui verremmo alla questione dell’inadeguatezza nello spirito e nella tecnica dei compagni di reparto.

Il guaio è che sono venuti meno gli improbabili, e quelli su cui non ci si sarebbe scommesso un euro continuano a dimostrare che scommettere contro l’ovvio oltre che da sciocchi è poco remunerativo.

L’unico a non averlo capito sembra essere Carlo Ancelotti.

Dispiace dire che il “re di Coppe” abbia mostrato di non avere il polso di una realtà : di squadra e di tifoseria.

Gioca chi non dovrebbe per delle evidenti carenze tecniche, cambiano i portieri tra i pali tante quante sono le volte che mister Ancelotti muove le sopracciglia.

Si perdoni l’alone di ironia, poco comprensibile come quella di stampo “British”.

Questa trasferta inglese contro l’Arsenal di Emery è stata troppo demotivante, e onestamente svilente per l’intelligenza e il cuore di noi amanti del Napoli, come hanno dimostrato le urla dei tifosi sugli spalti. 

Meno venti punti in campionato e una squadra senza mordente quando in gioco c’è l’ultimo obiettivo di stagione, quel trofeo europeo che Carlo Ancelotti è stato chiamato a vincere.

Non chiamateci “pessimisti” o “gufi”. 

Si riporta esclusivamente quello che si vede, e noi vediamo nero. A Napoli piove pesantemente ed il cielo non ha presentato nemmeno una traccia d’azzurro sopra Londra.

A proposito dell'autore

Gabriella Rossi

Laurea Triennale in Lettere Moderne conseguita presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, laureanda magistrale Filologia Moderna presso l’Università degli studi di Napoli Federico II. Mi diverte molto la fotografia, scrivere, andare ai concerti , viaggiare e ovviamente tifare Napoli.

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