NAPOLI- AREZZO 22/08/84

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Assolutamente inedito a livello di partite di campionato, il confronto con l’ Arezzo ( ovviamente limitato ad incontri di Coppa Italia ) ricorda una data storica nella storia del club azzurro, in quanto furono proprio gli amaranto toscani i primi avversari in veste ufficiale affrontati da Diego Armando Maradona nella settennale, splendida parabola del " Pibe de oro " a Napoli. Accadde il 22 agosto 1984 ; al S. Paolo, per il primo turno del girone eliminatorio della Coppa Italia, scese in campo proprio l’ Arezzo davanti a 70.000 spettatori ebbri di gioia per poter vedere dal vivo per la prima volta in azione il più grande giocatore del mondo, dopo l’ estenuante trattativa condotta magistralmente in porto dal tandem Ferlaino – Juliano con i dirigenti del Barcellona in quella calda estate. Nonostante si fosse nel pieno dell’ estate vacanziera, talmente ers grande l’ attesa in Città, che ( come già detto ), quella Domenica sera, gli spalti di Fuorigrotta traboccavano letteralmente di gente e di passione.

Agli ordini di Tullio Lanese ( sì proprio quello della telefonata a cui descrivevano il " caso " Moggi – Paparesta ) Rino Marchesi, allenatore amante dei sigari e di Beethoven, così schierò il suo Napoli : Castellini, Bruscolotti, Boldini. Bagni, Raimondo Marino, Ferrario. Bretoni, De Vecchi, Penzo, Maradona, Dal Fiume. Dopo appena venti minuti, ecco giungere il momento tanto atteso da tutta Napoli : l’ arbitro fischia una punizione dal limite, Diego sistema con cura il pallone, e con una magica palombella dolce come un babà, trafigge imparabilmente il baffuto portiere aretino dall’ insolito cognome, al secolo Pellicanò. Naturalmente, le fondamenta del S. Paolo faticarono non poco a contenere… l’ onda di entusiasmo del pubblico, ma forse proprio il clima di giustificata euforia, deconcentrò un po’ gli azzurri, che al trentaseiesimo minuto subirono il pareggio ospite, grazie ad un morso letale del " Cobra " Tovalieri, in seguito punta di Roma e Bari, lesto ad approfittare al meglio una distrazione di Ferrario e c., consentendo ai suoi di chiudere con un insperato pareggio la prima frazione di gioco. Nella ripresa però, con un Maradona letteralmente scatenato, il Napoli ebbe facilmente la meglio, prima andando a rete con il bomber giramondo ex – Juventus, oggi agente di commercio di successo Nico Penzo, che sfruttò al meglio di testa un cross al bacio di Diego al 52 ° minuto. Dopo, fu la volta di un altro fuoriclasse del pallone ad andare a segno, l’ argentino Campione del Mondo 1978 Daniel Bertoni, che realizzò con il suo vellutato sinistro ancora su calcio di punizione al 64 °. L’ entusiasmo salì alle stelle al minuto numero 77, quando, al termine di un contropiede sapientemente condotto sempre da Maradona, Walter De Vecchi mediano proveniente dall’ Ascoli, famoso per aver realizzato due reti in un derby contro l’ Inter nell’ ultino, scudettato Milan di Rivera ( 1979 ), mise a segno il gol del 4 –1 finale. Iniziava così, una storia destinata a diventare leggenda…

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