NAPOLI, UN TANGO A META’

Fiorentina (4-3-3) Frey; Potenza, Dainelli, Gamberini, Pasqual; Kuzmanovic, Liverani, Montolivo (16’ Pazienza); Mutu, Vieri (28’ st Pazzini), Jorghensen (19’ st Semioli)   Panc Lupatelli; Kroldrup, Semioli, Pazienza, Balzaretti, Osvaldo, Pazzini   All. Prandelli

Napoli (3-5-2) Iezzo; Cupi, Cannavaro, Domizzi; Garics (26’ st De Zerbi), Hamsik (11’ st Montervino), Gargano, Bogliacino, Savini; Lavezzi (34’ st Calaiò); Sosa   Panc Gianello; Contini, Grava, Montervino, Dalla Bona, De Zerbi, Calaiò   All. Reja

Marcatori: Vieri 16’ st 

Arbitro: Gava di Conegliano Veneto

Note: Recupero: 1’ pt, 4’ st Ammoniti: Cannavaro, Domizzi (Napoli) Dainelli, Pasqual (Fiorentina) Spettatori: 35.000 (3.000 napoletani)

Firenze. I sogni sono alti, splendidi e talvolta raggiungibili; per renderli reali bisogna innalzare la rampa di lancio per poi schizzare senza paura, la concretezza è stata raggiunta, ora si punta a qualcosa di più. Forse saranno state queste le parole di Edoardo Reja alla squadra prima di scendere in campo, forse, però, avrà usato parole più semplici del tipo “forza ragazzi”; qualunque siano state le cartucce del tecnico, il Napoli le spara bene.

Prandelli si vota al turn-over e all’effetto sorpresa: dentro Kuzmanovic, Jorghensen e Vieri per Donadel, Semioli e Pazzini; Reja non si muove dalle sue e piazza di “nuovo” Sosa al fianco del Pocho e Bogliacino in mediana al posto dell’infortunato e sfortunato Blasi, bloccato per un mese proprio quando le porte della nazionale aprivano al suo nome, parole del vice Donadoni, Sergio Buso. Gara vibrante, bella e spettacolare. La Fiorentina gioca di prima da destra a sinistra, Liverani smista palloni con semplicità e precisione, Mutu cerca spesso di puntare l’uomo mentre Vieri Alza la sua fisicità per dare peso; dal canto suo, il Napoli aspetta, osserva e come un cecchino riparte alla distanza con le sgroppate del pocho aiutato da un’arrembante Gargano. Fiorentina fa la partita e sfiora il gol con un colpo di testa di Vieri su cross di Potenza e con un destro rasoiato di Mutu; Napoli che risponde con Sosa che mostra un piede non certo delicato quando Lavezzi lo serve a tu per tu con Frey, il Pampa sbaglia e spreca; poco dopo è ancora Napoli, i protagonisti restano gli stessi ma a parti invertite, Sosa fa da sponda di testa su cross di Bogliacino, Lavezzi arriva e cerca il colpo risolutore, ma la palla becca in pieno il portiere francese viola; nulla più, primo tempo ricco di brio e povero di gol, ma il Napoli dimostra subito la sua vena.

Secondo tempo, quarantacinque minuti ultimi; Napoli che mantiene il tango d’attacco, così come la partita mantiene il suo binario vivo, veloce e ricco di bollicine. Liverani crea dal nulla triangolazioni importanti diventando padrone del centrocampo con troppa facilità, Napoli che prova e riprova, il gol non sembra affatto un’utopia, peccato che il Pampa non sia proprio in vena e prima incespica da buona posizione, poi ancora Sosa e Frey si esalta. La Fiorentina non molla e cerca la costruzione geometrica veloce e di prima per portare Mutu e Vieri al tiro; Napoli che spreca troppo e quando Frey è costretto ad arrendersi sullo stacco di Sosa, è l’arbitro a dire di no per fallo dell’argentino, in verità da stabilire quale sia. Reja prova a cambiare, fuori Hamsik mai entrato in partita, dentro Montervino; passano pochi secondi e la Fiorentina beffa il Napoli: Mutu sulla sinistra ubriaca Cupi e crossa basso, Savini dimentica Vieri che insacca il suo 137° gol in serie A, 1 a 0 e Iezzo è costretto a recuperare il pallone dalla porta nonostante sia rimasto inattivo per un’ora. A questo punto, si aspetta il vero Napoli, quello aggressivo e mai domo, ma così non è. Entra De Zerbi per Garics, da lui si aspettano i lampi di genio, invece il fantasista azzurro mostra solo il broncio e quella voglia di strafare che non porta niente. Reja concede gentilmente, gl’ultimi dieci minuti a Calaiò per Lavezzi, servito poco e male; la gara cambia di volto repentinamente. La Fiorentina non gioca più, cerca il contatto fisico per recuperare secondi preziosi, il Napoli vorrebbe essere al circo con giochicchiate di poco gusto e senza sale.

Finisce così, Napoli cade a Firenze e conclude il ciclo di ferro con 4 punti in cascina frutto delle due sconfitte accettabili con Inter e Fiorentina fuori casa, il pirotecnico pari di Roma e la vittoria del San Paolo contro la Juventus; Napoli che dimostra la sua forza, tenendo testa a quella Fiorentina reputata antagonista della stratosferica Inter. Napoli che si morde le mani, Lavezzi non entra in partita con decisione, Sosa spreca troppo e il ciuccio è costretto a ballare…un tango a metà

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