NAPOLI TROPPO SBADATO, CONTI FA PARI IN PIENO RECUPERO

Napoli(3-5-2): Navarro, Santacroce, Cannavaro, Contini, Maggio, Blasi (dall'81 Pazienza), Gargano, Hamsik (dal 78' Russotto), Mannini (dal 73' Bogliacino), Lavezzi, Denis. A disp. Navarro, Rinaudo, Aronica, Montervino, Pazienza, Bogliacino, Russotto. All. Reja

Cagliari(4-3-1-2): Marchetti, Matheu, Lopez, Bianco, Agostini, Fini (dal 66' Parola), Conti, Biondini, Cossu (dal 68' Lazzari), Jeda, Acquafresca. A disp. Lupatelli, Ferri, Astori, Parola, Lazzari, Larrivey, Matri. All. Allegri. 

Arbitro: Pierpaoli di Firenze

Marcatori: Hamsik al 9', Lopez al 55', Lavezzi all'84, Conti al 94'

Note: ammoniti Gargano, Conti, Lazzari, Contini, Russotto, Biondini, Agostini

Recupero: 3' pt   5' st

Una vittoria gettata letteralmente dalla finestra a un niente dalla fine e riemergono improvvisamente quegli antichi vizi che avevano caratterizzato il Napoli dello scorso campionato. Dopo Milano e Bergamo l'ennesima beffa in pieno recupero. Forse la più amara perchè arrivata a quaranta secondi dalla fine di una partita scorbutica, dura, per lunghi tratti ingarbugliata grazie alla bravura di un Cagliari ben disposto sul campo ma soprattutto alla poca lucidità di un Napoli apparso lontano parente di quello sbarazzino di appena un mese fa. Non un semplice calo fisico quello degli azzuri che hanno invece evidenziato un'ottima tenuta atletica per tutti i novanta minuti. I problemi vanno ricercati altrove, nella poca concentrazione mostrata fin dai primissimi minuti. E dire che, nonostante parecchi errori nella misura dei passaggi, il Napoli si è ritrovato subito in vantaggio. Il primo vero affondo di Mannini sulla sinistra (9') è bastato per creare il panico nella retroguardia rossoblu e mandare in rete il solito Hamsik, abile a sfruttare una palla vagante ed insaccare di piatto. Partita apparentemente in discesa dunque. Il vantaggio sembra sciogliere gli azzurri, capaci di creare un'altra bella palla gol (17') con il tiro teso di Lavezzi ben respinto in angolo da Marchetti. Non è così. Solo un fuoco di paglia poichè col passare dei minuti il Cagliari cresce ed il Napoli si fa sempre più indietro, un po' per usare la sua principale virtù, il contropiede, e un po' per vizio, quello antico di tirare i remi in barca dopo il vantaggio. Cagliari che quindi cresce ma non abbastanza per pensare di creare grossi grattacapi a Iezzo, praticamente inoperoso per l'intero primo tempo. Nemmeno il colpo di testa di Jeda (38'), unico tentativo dei sardi, riesce ad inquadrare la porta. 

Uno zero all'intervallo e ripresa sprint per il Napoli, voglioso di chiudere una gara insidiosa, più per demeriti propri che per l'effettiva forza dell'avversario. Due match point subito serviti a Maggio e malamente sprecati dall'esterno neonazionale. Il cross dolce di Lavezzi (51') incornato poco sopra la traversa e l'ottimo suggerimento di Mannini dalla sinistra (53') sparato con forza sul corpo di Marchetti. Due occasioni ghiotte per metter in ghiaccio il risultato vanificate e pagate a carissimo prezzo. Il Cagliari si ridesta dal torpore, i pericoli scampati gli restituiscono imporvviso vigore e voglia di provarci realmente a raddrizzare la partita. Acquafresca fa le prove generali (54') sgusciando via a Santacroce e chiamando Iezzo alla prima parata mentre Lopez timbra il pareggio appena un minuto dopo, sugli sviluppi di un calcio d'angolo, in cui è colpevolemente lasciato libero di ribadire in rete da due passi una grandissima parata del portierone azzurro. Dieci minuti per riequilibrare l'incontro e poi altri venti di buio totale, in cui a farla da padrone sono i cambi e qualche perdita di troppo dei giocatori ospiti ma di occasioni nitide nemmeno a parlarne. Almeno fino a cinque dalla fine quando il buon Maggio decide di farsi perdonare per i gol mancati inventadosi una rapida serpentina tra le maglie rossoblu terminata nell'unico modo possibile, il fallo di Lopez a pochi centimetri dall'ingresso nell'area di rigore. Ci pensa il Pocho a disegnare la parabola vincente, a spedire la palla nel sette ed il Napoli al secondo posto, scacciando le ombre delle polemiche e di una partita mal interpreatata. Ci sarebbe pure il tempo per triplicare con il primo gol in azzurro di Russotto se la sua conclusione, destinata in fondo al sacco, non fosse deviata dal tacco del Pocho, in posizione di evidente fuorigioco. Nemmeno il tempo di sognare ed arriva invece la doccia gelata su una dormita della difesa. Ancora Conti, proprio come lo scorso anno, ed ancora in pieno recupero ma se allora fu sconfitta oggi firma un pareggio che fa male esattamente come dodici mesi fa. 

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