Napoli show a Roma: 4-1 all’Olimpico, altro poker azzurro

Ritorna il campionato, ancora nove partite al traguardo: lo scudetto è oramai appannaggio della Juventus, al Napoli non resta che continuare a blindare la seconda piazza. Il vantaggio sulle milanesi è comunque considerevole, ma guai a distrarsi. Ancelotti va a sfidare la Roma con parecchie assenze: out dei pezzi da novanta come Insigne e Ghoulam per infortunio, insieme a Diawara e Chiriches, e Zielinski per squalifica. Scelte obbligate: Verdi vince il ballottaggio su Younes, che non ha i 90’ nelle gambe; per il resto confermate le coppie Milik-Mertens in attacco e Fabian, reduce da una lunga e feroce influenza, con Allan sulla lina mediana; in porta si rivede Meret, mentre Hysaj e Mario Rui saranno i terzini. Dall’altra parte, invece, Ranieri s’affida ai senatori per uscire dalla crisi e rincorrere un posto Champions: recupera De Rossi, Kolarov e Manolas, che si sacrifica dopo un solo allenamento disputato in settimana. 4-2-3-1, con il tridente Schick, Cristante e Perotti dietro l’unica punta Dzeko, che in Serie A, all’Olimpico, non segna da ben 11 mesi.

 

PRIMO TEMPO

Pronti-via, il Napoli è già avanti: rete spettacolare di Arkadiusz Milik, che dopo aver controllato con il tacco, e in girata, un assist delizioso di Simone Verdi, trova il sette alla destra di Olsen e palla che finisce nell’angolo alto. Roma stordita dall’avvio determinato dei partenopei, che dimostrano una buona condizione fisica – corrono di più e meglio dei giallorossi – e soprattutto la tenuta mentale giusta di chi arriva spensierato al momento clou della stagione. La squadra di Ranieri fa fatica ad imbastire una degna occasione da gol: raramente salta il centrocampo avversario con un fraseggio corto, piuttosto preferisce sfruttare le sponde di Dzeko, che spesso predica nel deserto. La partita ce l’ha in pungo il Napoli, che appena accelera un pò riesce sempre a a creare dei pericoli interessanti. Un solo squillo di marca romanista prova a scuotere il pubblico di casa: colpo di testa di Nzonzi che Meret lascia scorrere sul fondo senza particolari problemi. Roma in chiara difficoltà nelle uscite dal basso, il Napoli pressa ferocemente, è aggressivo nel recupero delle “seconde palle”: Mertens e Milik si muovono in sincro, uno cuce il gioco e accorcia la squadra, l’altro balla sul filo del fuorigioco, allungandola. Alla mezz’ora il Napoli spreca clamorosamente due volte la possibilità di chiudere il match anzitempo e uccidere la Lupa: non abbastanza angolato il piazzato (a botta sicura) che Verdi spara addosso a Olsen; e successivamente è troppo generoso Mertens nel mettere al centro per Milik (avrebbe anche potuto calciare direttamente), che deposita nuovamente in rete ma stavolta irregolarmente (era in fuorigioco). Nel mezzo, la Roma ci prova ancora di testa (l’arma migliore tra gli spilungoni di Ranieri): Dzeko manovra fuori area e scodella per Perotti, che svetta all’altezza del secondo palo ma non inquadra la porta. La Roma continua ad andare ad una velocità inferiore, sembra quasi passeggiare, ma il Napoli non trova il raddoppia e spreca numerosi contropiedi. E fin quando il punteggio rimane in bilico, il calcio insegna che non bisogna rilassarsi. Il rischio è dietro l’angolo e sbuca all’improvviso, all’ultimo secondo utile: Meret atterra un impalpabile Schick nella sua “area piccola” e per Calvarese non ci sono dubbi, è rigore. Dal dischetto va lo specialista Perotti, che dagli 11 metri è freddo e preciso, e non sbaglia: all’intervallo Roma-Napoli 1-1.

 

 

SECONDO TEMPO

Ripresa di marca napoletana: la formazione di Ancelotti riparte come nella prima metà del primo tempo – con cattiveria, forza, con la voglia di far la voce grossa sin da subito -, mentre la Roma non ha le energie e nemmeno l’entusiasmo – che in qualche modo avrebbe potuto ricevere dal pareggio di Perotti – per cambiare marcia. Subisce la spinta e il palleggio del Napoli, a cui bastano un paio di accelerazioni per tornare ad impossessarsi della partita: 1-2 micidiale siglato Mertens- Verdi, e Napoli che ritrova il vantaggio anzi il doppio vantaggio. 3-1, e match di fatto già bello che concluso praticamente al 50’: il gol di Mertens è un gioco da ragazzi per uno che raggiunge un certo Edinson Cavani per numero di segnature in Serie A; dunque il tris di Verdi, che in questo caso non sbaglia e spiazza Olsen con un perfetto sinistro a giro (da sottolineare la giocata di Fabian che gli serve l’assist). Roma inerme, l’Olimpico si spazientisce ed inizia a rumoreggiare, e per il Napoli è davvero tutto troppo facile. Ranieri intanto gioca la carta Zaniolo che almeno un pò di vivacità e qualità ce la mette: su un suo spunto individuale, Meret respinge (male) sulla testa di Nzonzi che quasi involontariamente sbatte sulla traversa. Nel Napoli entrano Ounas, Malcuit e Younes. Molto attivi l’algerino e il tedesco: stesso passo da brevelinei, si esaltano sui campi asciutti, dove possono sfoggiare tutta la tecnica di cui sono in possesso. E nel finale c’è gloria anche per Younes (secondo gol consecutivo): Olsen gli dice di no in un primo momento, quindi la palla gli rimane lì e poi è lesto a saltarlo e appoggiare facile-facile alle sue spalle. Show personale che certifica la bontà di questo ragazzo sul quale Ancelotti sta cominciando a credere con convinzione. È l’ultima emozione di una gara complessivamente senza storia: finisce 1-4. Otto gol nelle ultime due: secondo poker consecutivo. Il Napoli allunga momentamente a più 10 sull’Inter e oltre a consolidare il secondo posto lancia un segnale importante in vista dell’Europa League. A seguire altre due tappe – Empoli e Genoa – entro i confini nazionali, prima di volare alla volta di Londra: una data da ricordare, l’11 aprile la supersfida all’Arsenal.

 

 

TABELLINO

ROMA (4-2-3-1): Olsen; Santon, Manolas, Fazio, Kolarov; Nzonzi, De Rossi (82’ Kluivert); Schick (63’ Zaniolo), Cristante, Perotti (82’ Ünder); Dzeko.

A disposizione: Mirante, Fuzato, Jesus, Marcano, Karsdorp, Coric, Riccardi, Zaniolo, Under, Kluivert.

Allenatore Claudio Ranieri.

 

NAPOLI (4-4-2): Meret; Hysaj (68’ Malcuit), Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui; Callejon, Allan, Fabian, Verdi (74’ Younes); Mertens (58’ Ounas), Milik.

A dispozione: Karnezis, D’Andrea, Malcuit, Luperto, Younes, Ounas, Gaetano.

Allenatore Carlo Ancelotti.

 

Arbitro: Calvarese.

Assistenti: Peretti-Del Giovane.

IV Uomo: Sacchi.

VAR e AVAR: Giacomelli-Tonolini.  

 

Ammoniti: 13’ Schick, 16’ Maksimovic, 35’ Manolas, 37’ Dzeko, 43’ Milik, 66’ Kolarov.

Espulsi: –

Recupero: 2’ pt, 2’ st

Marcatori: 1’ Milik, 47’ rig. Perotti, 50’ Mertens, 54’ Verdi, 81’ Younes.

 

A proposito dell'autore

Alessio Pizzo

Studente in Comunicazione Digitale, appassionato di calcio, tecnologia e buone letture. Vanta già esperienza giornalistica con 100 *100 Napoli

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