Napoli, sei maturo!

Corre l’Inter, fatica ma vince pure la Juventus. E allora il Napoli è costretto a fare altrettanto. Dopo la sbornia europea col Liverpool, gli azzurri erano chiamati ad una prova di maturità. Piedi per terra e testa nel carrarmato: il primo a suonare la carica era stato il Presidente De Laurentiis. Con un tweet motivazionale, il numero uno partenopeo aveva avvertito i suoi: per superare l’ostacolo Via del Mare non bisognava sentirsi sazi all’indomani dell’impresa coi campioni d’Europa, ma piuttosto tirar fuori tanta rabbia e carica agonistica. In Italia, ogni partita presenta delle relative difficoltà, specie su campi caldi come Lecce: pugliesi reduci dal successo di Torino, grazie a Liverani propongono un caldo moderno e coraggioso; resta ovviamente una disparità tecnica assolutamente evidente nei confronti di quasi tutte le altre. Ampio turnover per Ancelotti, che rivoluziona la squadra: otto cambi nella formazione titolare, la scelta dell’attacco pesante il tema principale. Una scommessa la convivenza tra Llorente e Milik – al rientro dopo l’infortunio estivo -, che il tecnico emiliano ha ampiamente vinto. Al netto di un paio di fiammate in avvio dei padroni di casa, il Napoli si è di fatto affidato proprio al doppio centravanti per sfondare l’arroccata retroguardia giallorossa. Il primo gol del Napoli nasce esattamente dai movimenti sincronizzati delle due punte: Milik si stacca, viene incontro al pallone recuperato da Zielinski e su un tiro deviato la palla carambola proprio sui piedi di Llorente che a tu per tu con Gabriel non sbaglia. 4-3-2-1 il modulo in fase attiva: con Insigne al fianco di Milik e Llorente ultimo terminale offensivo. A centrocampo Elmas e Fabian mezze ali, Zielinski il più accentrato tra i tre. Grande avvio realizzativo del Napoli, che rispetto all’anno scorso anno sembra aver fatto un importante passo in avanti in virtù di una maggiore incisività e concretezza sotto porta: gli attaccanti sbagliano meno, fondamentale l’innesto di un finalizzatore vero come Llorente. Impatto promettente dello spagnolo, che da tre partite a questa parte sta entrando praticamente in ogni realizzazione della squadra. Anche il calcio di rigore siglato da Insigne sul finale del primo tempo è merito del lavoro effettuato da Fernando: la massima punizione era stata assegnata per un tocco di mano di un giocatore del Lecce che si era “opposto” irregolarmente ad un colpo di testa del basco, che stava facendo a sportellate in area. Il Napoli arrotonda il punteggio ad inizio ripresa: sinistro a giro pennellato di Fabian che trova il 3-0 e mette sostanzialmente il risultato in ghiaccio, spegnendo l’entusiasmo del popolo salentino, che comunque continuava a spingere nella speranza di provare a riprendere il match. Poteva essere la rete utile a chiudere i conti e invece Ospina si complica la vita e regala il penalty che accorcia le distanze: contatto dubbio, l’arbitro ha punito l’irruenza del colombiano che non sfiora nemmeno il pallone e precipita addosso all’attaccante; dal dischetto Mancosu, che non sbaglia. Il Napoli era reduce da 180′ in cui non aveva subito gol, oggi torna ad incassare: in Serie A la media di due gol a partita. Ritrova entusiasmo il Lecce, mentre il Napoli rischia qualcosa in contropiede: nel finale, però, gli azzurri tornano ad amministrare e a riprendersi le tre lunghezze di differenza. Ancora una volta Llorente, nuovamente lesto davanti alla porta: stavolta trasforma in tap-in una respinta di Gabriel su girata di Insigne. Già tre gol – in una settimana -, un assist e un rigore procurato per il “Re Leone”. Il bomber dagli occhi di ghiaccio è determinante nel calcio di Ancelotti, che lo ha voluto personalmente per rinforzare il reparto con le caratteristiche giuste, quelle che mancavano. Il Napoli fa il suo dovere e vince una partita in cui era vietato sbagliare. Quattro gol, come a Firenze ad agosto. Terzo posto solitario in classifica, a meno tre punti dalla capolista Inter e meno uno dai campioni in carica della Juventus. Mercoledì si ritorna in campo, in occasione del primo turno infrasettimanale della stagione: il San Paolo ospiterà il Cagliari dell’ex Rog. Poi il Brescia, sempre in casa: il calendario sorride ad Ancelotti.

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Alessio Pizzo

Studente in Comunicazione Digitale, appassionato di calcio, tecnologia e buone letture. Vanta già esperienza giornalistica con 100 *100 Napoli

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