NAPOLI- RIMINI 1-1

NAPOLI (3-4-1-2): Gianello, Grava, Giubilato, Montervino, Scarlato (46’ st Consonni), Ignoffo, Fontana (42’ st Corrent), Mora, Calaiò, Capparella (17’ st Bonomi), Pià All. Reja

RIMINI (4-4-2): Dei, Mastronicola, Bravo, D’Angelo, Russo, Milone, Baccin, Tasso, Docente, Ricchiuti, Muslimovic – A disp. Pugliesi, Trotta, Caracciolo, Federici, Righetti, Di Fiordo – All. Acori

ARBITRO: Orsato di Schio

RETE: 44’ pt Muslimovic, 19’ st Pià

NOTE: angoli 11 a 1 per il Napoli, ammonito Muslimovic.

Proprio sul campo più difficile, la capolista Rimini, confermando la sua superiorità, conquista la matematica certezza della promozione in serie B infrangendo pure il record di Eddy Reja con cui gli azzurri avevano sempre vinto al San Paolo. Pari giusto a Napoli anche se c’era una squadra che meritava di più sono gli azzurri, i quali nella ripresa hanno tenuto il gioco sempre in mano. I romagnoli hanno sfruttato a loro vantaggio la parte finale del primo tempo dimostrando, comunque, di essere la squadra più quadrata del torneo. Gara a due facce, quindi. Il match inizia in sordina, le due formazioni si studiano e non rischiano troppo. Ed è un match abbastanza equilibrato sia sul piano del gioco che delle occasioni nella prima metà del tempo. I romagnoli, a cui basta un punto per vincere il campionato, non si accontentano di controllare ma si spingono in avanti alla ricerca del gol. Il Rimini gioca con lucidità e grande intesa, splendido il reparto difensivo sempre in linea, gli azzurri, invece, sbagliano molte cose facili finendo per regalare opportunità agli avversari. Il primo brivido è per i biancorossi; la punizione quasi sullo spicchio dell’area di Gaetano Fontana non va molto lontana dai pali. Il Rimini risponde subito grazie ad una disattenzione della difesa partenopea che consente ad un calciatore romagnolo di battere a rete rasoterra, per fortuna la sfera non inquadra la porta. Alla mezzora si inizia ad infiammare il match. Un riminese trova un ottimo spunto in area ma non il compagno di squadra al centro per la battuta a colpo sicuro. I partenopei non riescono a penetrare nelle strette maglie della difesa ospite e sono costretti a farsi vedere coi tiri da lontano, bellissimo ma fuori quello di Capparella scoccato al 33’. Il finale è tutto ospite. Al 40’ splendida volata sulla sinistra di Docente che da centrocampo giunge fino all’ingresso dell’area piccola ma un piede di Gianello sventa la minaccia. Lo stesso portiere due minuti più tardi respinge una conclusione di Muslimovic, favorito dall’ennesima disattenzione difensiva. Il gol è nell’area e giunge quasi allo scadere, doccia fredda per i quarantamila del San Paolo. Un contropiede micidiale sviluppatosi – manco a dirlo – sulla destra, la fascia dove Grava lascia ampi spazi agli avversari, fa arrivare una palla d’oro a Muslimovic che questa volta non sbaglia e trafigge il povero Gianello.

Ripresa tutta di un altro tono. Il Napoli, trasformato rispetto al primo tempo, preme subito sull’acceleratore e stringe immediatamente alle corde i romagnoli tant’è che conquista il giusto pari al 19’ con un colpo di testa di Pià che l’estremo difensore riminese può solo guardare.

Prima ancora gli azzurri si erano affacciati varie volte con fare minaccioso nell’area romagnola. Clamorosa al 4’ la conclusione di Calaiò, su pregevole invito di Montervino, respinta sottomisura in corner. La squadra di Reja vuole vincere soprattutto per la gloria e continua a mettere sotto pressione la capolista che in due minuti si salva prima con tanto affanno al termine di una mischia in area e poi il portiere Dei respinge l’ennesima pericolosa conclusione di Calaiò a botta sicura. Nella seconda parte della gara gli azzurri, pur detenendo il dominio territoriale, non riescono a scalfire l’attenta retroguardia riminese, anzi in pieno recupero l’occasionissima è in contropiede proprio del Rimini un cui attaccante solo davanti a Gianello spreca una palla d’oro. Ma è giusto così stato beffardo per gli azzurri partenopei perdere al 92’. Il Napoli visto nella ripresa se avrebbe giocato così anche nella prima frazione sicuramente si sarebbe tolto lo sfizio di battere la capolista. Ma non fa niente. La gara fra la prima e la terza era abbastanza platonica.

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