NAPOLI-PERUGIA 2-0

NAPOLI – PERUGIA 2-0 NAPOLI (4-4-2): Iezzo; Grava, Giubilato, Maldonado, Cupi (48′ st Romito); Trotta (36′ st Fontana), Montervino, Bogliacino, Capparella; Calaiò, Pià (13′ st Sosa). A disp.: Gianello, Lacrimini, Montesanto, Amodio. All.: Reja PERUGIA (4-4-2): Pinzan; Rizzo (26′ pt Feussi), Lo Monaco, Voria, Ghomsi; Arcadio (28′ st Myrtaj), Bernini, Mezavilla, Diarra; Cellini, Dipasquale. A disp.: Bianchi, Mandorlini, Rizzato, Zagaglioni, Bevilacqua. All.: StringaraARBITRO: Salati di TrentoAssistenti: Perri e FioreMARCATORI: 20′ pt Calaiò, 21′ st CapparellaNOTE: giornata calda, terreno in perfette condizioni. Spettatori 60.000 circa. Ammonito Feussi. Angoli 3-2 per il Napoli. Recupero: 3′ pt, 7′ st. NAPOLI. Sì, stavolta è qui la festa. Diciotto mesi di serie C dimenticati dopo una sola partita. Napoli-Perugia, è qui la festa. 60.000 in delirio per una gara senza storia. La notizia arriva da Chieti, e che notizia: sospinto da sei milioni di tifosi sparsi per il mondo, gli abruzzesi fermano il Frosinone e consegnano al Napoli il lasciapassare per la B. Il vantaggio è ormai incolmabile, stavolta dentro l’uovo c’è la matematica. Numeri dolci come cioccolato, per tutti. Anche per Reja, che festeggia le 600 panchine con un traguardo atteso dal primo giorno in cui arrivò all’ombra del Vesuvio. Brinda Napoli, Calaiò e Capparella chiudono la pratica Perugia e la pratica serie C. Discorsi chiusi anche per il Grifone: troppa pochezza per poter sperare di rientrare nei giochi play-off. Sarà per l’anno prossimo, c’è un’estate a disposizione per non ripetere gli errori di chi nel calcio è da poco entrato. Platea tutta per il Napoli, che senza sforzarsi troppo porta a casa vittoria e promozione. Poche le occasioni create, ma il Perugia non ha mai tirato in porta. Il Napoli lo ha fatto due volte, anche Pinzan è uscito con i guanti immacolati perché gol a parte non ha dovuto effettuare interventi. L’estremo difensore perugino è parso esente da responsabilità in entrambe le occasioni. La prima, quasi a metà tempo, ha visto Pià procurarsi una punizione lungo l’out sinistro. Battuta di Bogliacino e cross pennellato per la testa di Calaiò, ottima scelta di tempo e palla in rete. La seconda, sempre a metà del tempo ma nella ripresa, ha visto Trotta appoggiare a Grava che dal limite dell’area ha crossato in area, dove Capparella ha fulminato il portiere in mezza girata. Il resto è poca storia: qualche brivido su punizione o su qualche conclusione dalla distanza. Calaiò ha sfiorato il bis sul finir della prima frazione, mandando a lato di testa su cross di Grava dalla destra. Nel secondo tempo Dipasquale ha scheggiato la parte alta della traversa con una conclusione dalla distanza, Diarra nei minuti finali ha fatto tremare l palo alla destra di Iezzo. Ed il Perugia ha anche reclamato un rigore per una sospetta trattenuta ai danni di Cellini, ed ha sfiorato il gol della bandiera con un colpo di testa di Mezavilla sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Troppo tardi, la festa era già cominciata. Con brivido: nel finale, la gara è stata sospesa per alcuni minuti dopo che i tifosi della Curva B hanno esposto venti striscioni con la scritta "Carraro Infame", riproponendo quel drappo scomparso dopo le prime gare di campionato. Il buonsenso ha consigliato all’arbitro Salati di far riprendere la gara, ma il San Paolo rischia ora la squalifica. In questo momento, però, poco importa che la gara contro il Frosinone possa giocarsi altrove. In fondo, il cammino del Napoli in serie C finisce con la gara contro il Perugia. Il resto sarà storia, un’altra storia. Tutta da scrivere. C’è tempo, sia per programmare che per sognare. Tanto per il Napoli che per il Perugia, per il quale questo finale di stagione sarà più incubo che altro. Per il Napoli invece solo festa, ed in tutto il mondo. Soprattutto in Sudamerica, da dove è arrivato il primo "Bravi": la voce era del presidente Aurelio De Laurentiis. Mai augurio fu più auspicato.

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