NAPOLI INGUARDABILE, IL CHIEVO VINCE GIOCANDO CONTRO IL SOLO LAVEZZI

Chievo(4-4-2):Sorrentino, Frey, Morero, Yepes, Scardina, Luciano (29' st Mandelli), Rigoni (20' st Bentivoglio), Marcolini, Pinzi, Pellissier (33' st Langella), Esposito. A disp. Squizzi, Moro, Italiano, Bogdani. All. Di Carlo

Napoli:(3-5-2) Gianello, Cannavaro, Rinaudo, Contini, Maggio, Blasi (32' st Pazienza), Gargano, Hamsik, Vitale (30' st Russotto), Denis (17' st Zalayeta), Lavezzi. A disp. Sepe, Aronica, Bogliacino, Mannini. All. Reja

Arbitro: Farina di Novi Ligure

Marcatori: 32' pt Marcolini rig. (C), 8' st Lavezzi (N), 29' st Marcolini rig. (C)

Note: ammoniti Contini, Luciano, Rigoni, Blasi, Rinaudo, Pinzi, Lavezzi, Cannavaro. Al 10' st espulso Hamsik (N) per proteste, al 26' st espulso Morero (C) per doppia ammonizione.

Recupero 1’ p.t. , 4’ s.t.

Non c’è mai limite al peggio. Dopo la trasferta pre-natalizia di Torino si pensava che mai più si sarebbe potuto ammirare un Napoli così brutto lontano dal San Paolo, eppure oggi gli azzurri sono riusciti a superarsi, resuscitando il Chievo ultimo in classifica che non vinceva in casa dalla prima giornata di campionato, che era reduce da 5 sconfitte consecutive al Bentegodi e che soprattutto, udite udite, non andava in gol tra le mura amiche da 440 minuti. Che la giornata in casa Napoli non fosse proprio delle migliori lo si è intuito subito dall’atteggiamento iniziale degli azzurri, che timorosi approcciano l’incontro facendo registrare 8 uomini dietro la linea della palla. I tentennamenti partenopei dei primi minuti conferiscono subito coraggio al Chievo, che già al 7° minuto va in gol con Yepes sugli sviluppi di un cross dalla destra di Luciano. Fortunatamente, però, il guardalinee rileva un’impercettibile offside, salvando la retroguardia azzurra dalla prima dormita di giornata. Mauro Esposito sembra Messi e i difensori azzurri non lo prendono mai, in particolare Contini e Rinaudo entrambi in giornata da incubo. Al 15° altra dormita di Contini su passaggio filtrante di Pinzi, Esposito sul centro destra dell’area di rigore si trova a battere da solo, ma calcia malamente a lato. Il Napoli non c’è. La difesa e il centrocampo sembrano essere rimasti in Campania, ad eccezione di Cannavaro e Blasi, Lavezzi e Denis sono troppo isolati là davanti. La reazione azzurra sta tutta in una velleitaria rovesciata del “Tanque” che termina abbondantemente a lato. Alla mezz’ora il Chievo passa meritatamente in vantaggio: cross dalla sinistra in area e Contini si disinteressa letteralmente del pallone stendendo Pinzi con una manata. Sul dischetto Marcolini spiazza Gianello ancor prima di calciare. 1-0 per il Chievo. Lavezzi prova a scuotere i compagni, ma ben presto il Pocho intuisce che oggi più che mai deve fare ancora una volta tutto da solo. Il Napoli va negli spogliatoi sotto di un gol e finalmente all’uscita dal campo si vede per la prima volta in giornata la maglia azzurra numero 17, quella di Marek Hamsik.

 

Dopo una prima frazione di gioco a dir poco inguardabile, tutti si attendono un’inversione di rotta mediante qualche cambio tra le fila azzurre, ma Reja e stupisce tutti ed evidentemente soddisfatto così conferma gli 11 di partenza. L’atteggiamento dei partenopei non cambia e i veronesi continuano a surclassare gli avversari, in particolare a centrocampo dove Gargano polverizza il record di passaggi sbagliati in una sola partita. Al 52° però un lampo di luce in questa grigia giornata. Scontato dire che è Lavezzi ad illuminare la tristezza del Bentegodi. Partenza al limite dell’area, slalom tra due difensori del Chievo e palla depositata nell’angolo alla sinistra di Sorrentino, alla faccia di quei moralisti al limite dello stucchevole che continuano a sostenere che la concessione di un aumento d’ingaggio al Pocho scombussolerebbe gli equilibri dello spogliatoio. Dal nulla il Napoli, o meglio Lavezzi, sembra aver miracolosamente impresso la svolta alla partita. A spezzare le velleità azzurre però ci pensa Hamsik. Al 55° lo slovacco si fa espellere a dir poco ingenuamente per proteste, lasciando la squadra in 10 per modo dire, visto che il suo contributo fino a quel momento era stato quasi pari allo 0. L’inferiorità numerica sembra quasi galvanizzare Lavezzi, che comincia a giocare da solo contro il tutto Chievo, costretto a ricorrere numerose ammonizioni per fermarlo. Al 62° Reja manda dentro Zalayeta al posto di Denis, che non accetta di buon grado la sostituzione. Proprio il Panterone 8 minuti dopo provoca l’espulsione dell’argentino Morero. Le due squadre tornano in parità numerica e la bilancia sembra pendere tutta dalla parte del Napoli. 3 minuti dopo però accade l’imponderabile: gli azzurri beccano una ripartenza e Rinaudo prima commette un fallo di mano netto e poi urta la gamba di Bentivoglio in corsa. Altro rigore, di nuovo Marcolini sul dischetto e ancora una volta Gianello si tuffa sulla sua sinistra prima ancora che il capitano del Chievo calci. 2-1 per i veronesi. Reja prova, allora, la mossa della disperazione mettendo Russotto al posto di Vitale, ma a giocare tra le fila azzurra è sempre e solo Lavezzi. Saltano definitivamente gli schemi. Il Chievo divora con Langella il gol del k.o. , l’arbitro Farina, che nel frattempo le prova tutte per ergersi a protagonista di giornata, nega un rigore a Maggio per fallo di Scardina. L’ultimo sussulto del match lo regala, nel recupero, ancora il Pocho da Villa Gobernador Galvez: altro slalom ubriacante tra le maglie della difesa clivense, bolide di destro, Sorrentino è battuto ma la traversa nega la gioia del gol al fenomeno argentino, che ha rischiato di pareggiare una partita da solo. Ancora 0 punti in trasferta, ancora un mesto ritorno a Napoli e ancora una sconfitta lontano dal San Paolo, la quinta consecutiva.

 

 

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