NAPOLI IN SCIOLTEZZA, IL LECCE SALVA L’ONORE

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Napoli (3-4-2-1): De Sanctis; Fernandez, Aronica, Fideleff (75’ Grava); Maggio, Dzemaili, Inler (66’ Hamsik), Dossena; Lavezzi, Pandev (60’ Gargano); Cavani. A disposizione: Rosati, Campagnaro, Zuniga, Santana. All. Mazzarri

Lecce (5-3-2): Benassi, Oddo, Ferrario, Tomovic, Esposito (45’ Corvia), Mesbah; Strasser, Grossmuller (45’ Obodo), Cuadrado; Pasquato (71’ Bertolacci), Muriel. A disposizione: Julio Sergio, Brivio, Giandonato, Di Michele. All. Di Francesco

Arbitro: Andrea Romeo di Verona (guardalinee: Dobosz-Passeri, quarto uomo: Ciampi)

Marcatori: 26’ Lavezzi, 33’ Cavani, 41’ Dzemaili, 54’ Muriel, 81’ Cavani, 90’+3 Corvia

Ammoniti: Fideleff, Strasser, Ferrario.

Espulsi: Di Francesco

Recupero: 1’ p.t. – 3’ s.t.

Al San Paolo è di scena la sfida serale tra Napoli e Lecce. E’ la prima partita della serie, annunciata dal presidente, che gli azzurri affronteranno lungo la propria strada per tentare la risalita ai vertici. La gara è una di quelle da vincere perché i tre punti sono d’importanza vitale in termini di classifica. Mazzarri adopera delle scelte di turnover, affidandosi al trio difensivo Fernandez-Aronica-Fideleff (lo stesso del flop al Bentegodi), schierando a centrocampo la coppia elvetica Dzemaili-Inler e confermando in attacco Pandev con Lavezzi e Cavani. Inizialmente partono dalla panchina Campagnaro, Gargano e Hamsik mentre capitano Cannavaro non è stato convocato. E’ presente ugualmente al fianco della squadra, fermandosi in panchina come spettatore d’eccezione. Il Lecce, fanalino di coda, è alle prese con varie indisponibilità, ma Di Francesco oppone la sua migliore formazione per cercare di salvare la sua permanenza sulla panchina giallorossa.

Primo tempo, vantaggio in cassaforte – Dopo sette punti in altrettante partite, il Napoli vuole tornare a vincere davanti ai suoi tifosi che offrono, nonostante la pioggia e la sfida non di cartello, l’ennesimo colpo d’occhio. A Fuorigrotta piove copiosamente, è il riflesso di quello che sarà in campo. Pioggia dal cielo e goal a volontà nel rettangolo di gioco. Il campo difficoltoso influenza, sin dai primi minuti, i movimenti a centrocampo di Inler che commette nel corso del primo tempo alcuni errori d’appoggio e di impostazione. Il Lecce preferisce giocare di rimessa, adoperando un accenno di pressing sui portatori di palla azzurri. La prima occasione è per i leccesi che si affacciano dalle parti di De Sanctis con Pasquato che, di tacco, prova la battuta in porta ma viene chiuso prontamente da Aronica. Il Napoli sfrutta maggiormente le corsie laterali e la profondità dettata da Lavezzi che, in varie occasioni, prova l’uno contro uno cercando di servire al centro. I difensori leccesi fanno buona guardia, anche grazie al raddoppio, sull’argentino e si rifugiano in calcio d’angolo. La squadra di Di Francesco disputa i primi venti minuti gestendo bene la superiorità tecnica del Napoli, provando anche uno schema su calcio d’angolo ma l’accorrente Muriel manda la sfera altissima. Il Napoli risponde con passaggi veloci e precisi sull’asse Dzemaili-Pandev-Cavani, con l’uruguaiano che conclude defilato il triangolo spedendo la palla sulla rete esterna. Gli azzurri insistono e trovano il primo sigillo al 16’ con Lavezzi che fa fuori Oddo e Cuadrado tirando forte ma centrale ai danni del disattento Benassi. Fioccano varie occasioni per gli azzurri e dopo che il portiere leccese si salva con interventi d’istinto e posizione su Cavani e ribattuta di Pandev, non può nulla sul raddoppio del Matador al 33’. Nell’azione con tre tocchi si arriva sotto porta, grazie al recupero di Dzemaili che scarica per Pandev e tocco finale per Cavani che non perdona a tu per tu con Benassi. Il San Paolo impazzisce di gioia, ma non finisce qui. Arriva anche il terzo al 41’. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo la difesa pugliese libera in modo non efficace perché sul disimpegno interviene Dzemaili che trova l’impatto vincente da fuori area. Il Lecce prova a risorgere dalle macerie e la reazione è affidata a Pasquato che però, a botta sicura su De Sanctis, viene deluso dal salvataggio di Fideleff sulla linea. Dopo un solo minuto di recupero l’arbitro Romeo manda tutti negli spogliatoi. Partita in discesa per il Napoli, Lecce nel baratro. Il temporaneo possesso di palla è alla pari, ciò significa che il Napoli ha prodotto tanto con il minimo sforzo e soprattutto correndo come meglio sa fare.

Secondo tempo, ordinaria amministrazione – Il vantaggio di tre goal è blindato, gli azzurri devono semplicemente gestirlo (non come fatto contro la Juventus). Ma il Lecce accorcia le distanze con il migliore e il più ispirato in campo, Muriel. Il colombiano, servito da Pasquato, brucia sullo scatto Aronica e deposita con tocco preciso e angolato alle spalle di De Sanctis. Fideleff in due occasioni cerca di intervenire svettando di testa su palla inattiva, ma viene ostacolato in modo efficace da Ferrario. Lo stesso argentino al 63’ si fa sorprendere da Muriel che lo anticipa con un colpo di testa a lato. De Sanctis, nulla avrebbe potuto, se il funambulo avesse inquadrato lo specchio della porta. Il Napoli appare sicuro di non voler incidere più di tanto per preservare le energie in vista della gara decisiva contro il Villarreal. Il Lecce continua i suoi tentativi di rimonta, ma un episodio non favorisce il nuovo entrato Corvia che, in area di rigore, viene visibilmente steso da Dossena. Ma l’arbitro non giudica irregolare il contatto, interpretandolo come normale “spalla contro spalla”. Lo straripante Lavezzi vuole la doppietta personale e si fa così carico di azioni personali ma, dopo uno scambio con Dossena, entra in area stanco e arriva scoordinato all’appuntamento vincente. Entrano a turno dalla panchina, Gargano, Hamsik e il monumentale Grava. Al 81’ il poker viene servito da Cavani con assist preciso sul secondo palo di Lavezzi. Ombre si annidano dalle parti di Di Francesco che viene anche espulso per qualche parola fuori posto nei confronti del direttore di gara. Ultima occasione per i suoi ragazzi che hanno provato solo una timida reazione nella loro gara generosa: è Corvia a sancire il risultato finale di 4-2 trovando l’impatto finale con la spalla dopo uno stacco aereo. Luci e speranze d’alta quota per gli azzurri che faranno visita al Villarreal con un sorriso in più, mentre per i pugliesi potranno aprirsi nuovi e spiacevoli avvicendamenti in panchina.

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