NAPOLI, ECCO IL PRIMO GRAFFIO: UFFICIALE MICHU!

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Mai come quest’anno il Napoli sembra avere le idee molto chiare sul mercato. Non pensate a chi sembra che debba arrivare e poi non arriva, alle offerte che dovrebbero concretizzarsi e poi sfumano. Lì parliamo di storie che nella maggior parte dei casi sono soltanto funzionale alla narrazione giornalistica. Nei fatti Bigon e i suoi sono tremendamente concreti e procedono a passo spedito, senza intoppi. Per il momento serve qualche buon rincalzo, ed è lì che si lavora prima dei grandi colpi che possono slittare anche al prossimo mese. Andujar già preso a gennaio, Koulibaly preso il primo giorno di mercato. Fase di stallo per il Mondiale e poi subito dopo terminata la kermesse brasiliana ecco il terzo acquisto. Sempre un rincalzo, ma che rincalzo. Per Michu il Napoli ha spuntato dallo Swansea un prestito con diritto di riscatto a 9 milioni. . Cifra niente male vista la caratura del calciatore.

Ma conosciamo meglio il nuovo azzurro. Miguel Pérez Cuesta, in arte Michu, nasce ad Oviedo ventotto anni fa. E’ proprio nella cittadina asturiana che parte la carriera di Michu, nel 2003, quando lui giovanissimo muove i primi passi in una squadra appena ripartita dalla terza divisione dopo il tragico fallimento e decisa a puntare sui giovani. Fra questi ragazzi c’era anche lui, che nei quattro anni di saliscendi fra Tercera e Segunda divisiòn B racimola sempre più presenze ma senza mai impressionare dal punto di vista dei gol. Nel 2007 lo prende il Celta Vigo, che gli regala un posto in pianta stabile nell’undici titolare, campionato cadetto spagnolo. Stagioni in crescendo costante, anche come media-reti: dai 3-4 di Oviedo ai 6-7 di Vigo i progressi si iniziano a vedere. Ma la storia di Michu decolla nel 2011, improvvisa e scioccante. Lui si svincola dal Celta e gli dà una chance il Rayo Vallecano, appena promosso in Primera. Inizio da favola, con il primo gol al Getafe e la doppietta nel derby contro il Real Madrid, poi una progressione impressionante, frutto anche della posizione favorevole, da trequartista alle spalle dell’unica punta. Quindici reti stagionali in partnership con un certo Diego Costa, arrivato al Rayo nel mercato invernale. Un exploit da record (secondo miglior debuttante nella Liga per numero di reti) che gli vale l’offerta di un’altra matricola ambiziosa, ma stavolta nella Premier Division inglese. Inizia l’amore con lo Swansea e con Laudrup, che ne esalta la capacità di muoversi negli spazi e un fiuto del gol sempre crescente, “festeggiato” emulando l’esultanza di Luca Toni. Diciotto reti in campionato (22 complessive) e l’esordio in Nazionale contro la Bielorussia in quella che finora è la sua unica presenza con la roja. Anche perché nell’ultima stagione la carriera di Miguel ha preso una piega inattesa: esonerato Laudrup, rapporto non idilliaco con il nuovo allenatore Monk, pochi gol e il grave infortunio che di fatto ha chiuso in anticipo la sua stagione, quindi anche la sua permanenza in Galles. Buon per il Napoli, che lo ha preso a prezzo stracciato.

Già, perché se torna quello dei primi tempi gallesi Michu può essere davvero un rinforzo importante per questo Napoli. Benìtez ne apprezza soprattutto la duttilità: proponibile come vice-Higuaìn, soprattutto sarà un’alternativa importante ad Hamsik, sia dal punto di vista tecnico che tattico. Eventualmente, in casi di emergenza, potremmo vederlo anche un po’ più largo. Ma sostanzialmente lo spagnolo non farà altro che ricoprire il ruolo che è stato di Goran Pandev fino allo scorso anno. Se saprà garantire un rendimento meno altalenante del macedone sarà già un successo.

di Antonio Papa

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