NAPOLI-GELA 2-0

NAPOLI – GELA 2-0NAPOLI (4-4-2): Iezzo; Grava, Romito, Giubilato, Cupi; Trotta, Montervino, Bogliacino, Capparella (46′ st Briotti); Pià (26′ st Sosa), Calaiò (33′ st Grieco). A disp.: Gianello, Nigro, Montesanto, Vitale. All.: RejaGELA (4-4-2): Castelli; Tamburro (32′ st Comandatore), Filippi, Gargiulo, Unniemi; Carboni, Rivolta, Giugliano, Levacovich; Abate (27′ st Di Piedi), Baclet (17′ st Vidallé). A disp.: Proietti, Sapienza, Liendo, Di Julio. All.: Pensabene ARBITRO: Pierpaoli di Firenze Assistenti: Baldini e PassalacquaMARCATORI: 30′ pt Calaiò, 16′ st TrottaNOTE: spettatori 15.000 circa. La Curva A è restata vuota per un tempo in segno di protesta. Ammoniti: Giugliano, Unniemi, Carboni, Romito. Angoli 5-4 per il Gela. Recupero: 1′ pt, 4′ st. NAPOLI. Due calci alla crisi, "San Paolo" grazie di esistere. E’ ancora una volta una vittoria interna a togliere il Napoli dai guai. Un gol per tempo liquida il Gela, che ha confermato ancora una volta di essere una squadra bella a vedersi, bene organizzata ma alla quale manca la profondità necessaria per pungere ogni tipo di avversario. Ai siciliani è mancata l’invenzione del singolo che spesso aveva risolto partite ben giocate. Quel cinismo che avrebbe fatto comodo a Pensabene è invece venuto in soccorso di Reja, che avrà senz’altro ringraziato il collega rispettoso della promessa di non fare barricate. Non è stata una partita dalle forti emozioni, e le occasioni non sono fioccate nonostante le due squadre, pur difendendosi con ordine, sono state protagoniste di continui capovolgimenti di fronte. Se però il Gela si è sistematicamente perso negli ultimi undici metri, il Napoli è riuscito più volte a farsi vedere dalle parti dell’incerto Castelli. Reja ha proposto Trotta e Capparella lungo le corsie laterali e Bogliacino in cabina di regia, affidandosi all’imprevedibilità di Calaiò e Pià in prima linea. Il Gela, che ha puntato come sempre sui rapidi Baclet e Abate sostenuti dai tecnici Levacovich e Carboni, ha mostrato quel che è capace di fare fin dai primi minuti, e la prima occasione, al quarto d’ora, è arrivata proprio al termine di una combinazione in velocità Abate-Carboni-Abate, con il tiro di quest’ultimo che ha costretto Iezzo a rifugiarsi in angolo. Il Napoli da parte sua si è affidato alla corsa di capitan Montervino e agli affondi di Capparella e Trotta. E’ stato soprattutto il primo a vivacizzare la manovra, tanto che il primo pericolo mosso alla porta gelese è partito da un cross dell’esterno romano colpito male da Calaiò, che di testa, in tuffo, ha spedito la sfera sopra la traversa. Il gol nell’aria non era, ma è nato proprio dopo una sgroppata sulla sinistra di Capparella. Tamburro, in ritardo, è stato costretto a rifugiarsi in angolo, e il cross dalla bandierina ha acceso una mischia in area che ha prima visto Giubilato colpire il palo, poi Calaiò ribadire a rete con il più facile dei tap-in. Il tocco facile è stato clamorosamente fallito da Bogliacino qualche minuto dopo: l’urugiagio non è riuscito a correggere in rete una goffa respinta di Castelli su tiro di Trotta. Napoli protagonista sia a sinistra che a destra, tanto che il gol del raddoppio, nella ripresa, è arrivato dopo una dirompente discesa dell’ex centrocampista del Rimini, che ha superato un difensore prima di superare Castelli con un preciso diagonale. Nell’occasione è stato Unniemi a farsi rubare il tempo, dando modo agli azzurri di chiudere la partita. Pensabene ha cambiato la linea offensiva mandando dentro i più "pesanti" Di Piedi e Vidallé al posto dei rapidi Abate e Baclet, Reja ha gettato nella mischia Sosa al posto di Pià. Centimetri e chili in luogo di talento e rapidità, i due tecnici si sono copiati a vicenda anche se il corso della partita non è cambiato. E’ stato ancora il Napoli ad avere l’occasione di rimpinguare lo score, ma a metà tempo Castelli è riuscito a respingere un insidioso tiro di Capparella ed il portiere ospite ha fatto lo stesso con Trotta un quarto d’ora dopo. La gara ha progressivamente perso d’interesse e non ha offerto molto altro.

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