NAPOLI-FIORENTINA : TAGLIAVENTO ASCIUGA LE LACRIME DEI DELLA VALLE

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Si fa davvero tanta fatica a commentare una gara del genere. Si fa fatica non tanto per il risultato finale o per il singolo episodio che ha portato alla comunque assurda espulsione di Ghoulam. Ad onor del vero , siamo sempre stati i primi a riconoscere che una giornata storta può capitare a chiunque nel calcio , figuriamoci ad una terna arbitrale. Ciò che , invece ,  lascia davvero l’amaro in bocca nel post Napoli – Fiorentina è l’aver avuto l’impressione che il risultato finale fosse stato già assegnato prima ancora del triplice fischio d’inizio. Negli ultimi tempi , tanti , forse troppi , indizi erano risultati come pericolosi e sinistri campanelli d’allarme in vista di questa fondamentale sfida per la conquista di un posto Champions : dal misterioso messaggio apparso ( e poi improvvisamente rimosso) qualche settimana fa sul sito ufficiale della Fiorentina , nel quale si tranquillizzava l’Italia calcistica sulla sicura conquista del terzo posto da parte dei viola nonostante le sviste arbitrali , agli assurdi strascichi che sono seguiti alla “morte apparente” di Glik in occasione del goal di Higuain nel finale di Torino-Napoli. Se , a tutto questo ci si aggiunge il piagnisteo nazional-popolare che si scatenò subito dopo Fiorentina-Napoli dell’andata , non ci stupisce che oggi sia successo quel che è successo. L’arbitraggio di Tagliavento dimostra inequivocabilmente la mediocrità assoluta della classe arbitrale italiana , l’assoluta sudditanza che i vertici della Federazione hanno nei confronti di chi , invece di mantenere un profilo distaccato ed incurante sugli arbitri ( eccezionale al riguardo Benitez nel glissare sull’arbitraggio nel post partita di questo pomeriggio) , tende puntualmente a ricompensare coloro che versano fiumi di lacrime in attesa del contentino riparatorio. Ai più attenti la designazione dell’arbitro di Terni aveva fatto sorgere un amaro sorriso sulle labbra : invero , il parrucchiere abruzzese era nella terna dei “ fantastici 5 “ che portò al successo la Juventus nella famosa sfida di Supercoppa Italiana a Pechino appena un anno e mezzo fa. Il classico arbitraggio dettato dal “ sistema” , nel quale vengono ( neanche tanto casualmente a questo punto) designati puntualmente alcuni personaggi che , di fatto , hanno il potere di rovinare una gara fondamentale per una squadra , oltre che di compromettere i piani economici di un club , che , con ogni probabilità , dovrà dire addio al secondo posto in campionato ed alla qualificazione diretta in Champions. Dicevamo : non è la sola espulsione di Ghoulam a condizionare il match. Il francese interviene sulla palla e poi sull’uomo , Bakic subisce l’intervento fuori area ( non è quindi chiara occasione da goal ) ed aveva anche altri napoletani ( nella fattispecie Albiol ed Henrique) pronti a poterlo chiudere. Ciò che appare un evidente arbitraggio in malafede è tutto l’arbitraggio nel complesso : angoli non fischiati e segnalati solo in seguito all’intervento di un guardalinee , sistematici falli tattici mai fischiati agli uomini di Montella , interventi al limite del consentito da parte dei vari Gonzalo Rodriguez ( intervento su Insigne al limite dell’area , identico a quello di Ghoulam , sanzionato solo col giallo ) e Savic ( intervento addirittura non sanzionato e che ha portato all’infortunio dell’olandese). E’stato , dunque , un susseguirsi eterno di orrori , sottolineato anche dall’ironico applauso di uno splendido San Paolo , laddove Tagliavento – probabilmente per non dare troppo nell’occhio – ha fischiato un fallo a centrocampo su Inler verso l’ottantesimo minuto. Troppa grazia. Inevitabile , pertanto , che un Napoli ,  che aveva comunque retto con forza ed orgoglio per quasi un’ora in inferioritò numerica ,  alla fine capitoli ai viola in una delle pochissime palle goal create dalla fumosa ed inconcludente banda di Della Valle. La prestazione di Tagliavento è stata giudicata positiva soltanto su Mediaset , laddove l’ormai famoso Paparesta ha lodato la gara del suo ex collega. Risulta difficile , comunque , dare ad un arbitro che , nonostante fosse stato rinchiuso “ illo tempore”  nello spogliatoio da un adirato Luciano Moggi , non ebbe il coraggio nemmeno di lagnarsi e di tutelare i propri diritti di fronte un vero e proprio reato. Figuriamoci , dunque , quanta personalità potesse mai dimostrare sul campo da arbitro.  E la prestazione azzurra? Ripensando a Tagliavento , verrebbe davvero voglia di non parlarne , proprio perché , nonostante l’altrettanto sfortunata prova in Europa League col Porto , il Napoli aveva zittito le inutili e sterili critiche di chi , senza probabilmente neanche guardarle le gare , lo aveva dato in debito d’ossigeno. Gli uomini di Benitez hanno annichilito l’avversario , creando almeno 3-4 palle goal nel primo tempo che solo il solito portiere avversario in stato di grazia ( Neto) è stato capace di neutralizzare. Per il resto la Fiorentina non è esistita e non ha punto neanche in superiorità numerica , eccezion fatta – come sopra ricordato – per il quarto d’ora finale dove il Napoli , stremato dall’inferiorità numerica , ha concesso l’onore delle armi. Una gara assurda. Una gara che , però , ha confermato che la squadra di Benitez occupa giustamente  la terza piazza e che ( vuoi per infortuni , vuoi per tanta sfortuna ) meriterebbe ad oggi qualche punto in più , grazie anche alla fatica di portare avanti lucidità e risultati su tre fronti diversi. E’appena terminata Real Madrid – Barcellona. I “ blancos” ed i “blaugrana” hanno dato vita  a ciò che può essere definito il “ senso del calcio” , regalando un 3-4 meraviglioso al pubblico del Bernabeu e dimostrando che nel calcio di oggi( come dice Benitez) conta sempre fare un goal in più dell’avversario. In barba a quanti , esaltando l’arcaico calcio all’italiana ,  sono rimasti sintonizzati sulla Lazio di Reja o su Catania-Juventus. Tagliavento a parte , siamo dunque felici che con Benitez il Napoli stia imparando una filosofia che col tempo non potrà che rivelarsi finalmente vincente. 

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