NAPOLI FINALMENTE C’E’ UN PROGETTO SERIO

Nel recente passato abbiamo assistito impotenti al declino inarrestabile della gloriosa società sportiva calcio Napoli, culminata con il fallimento societario, transitata da due dolorose retrocessioni in serie B, la prima dopo oltre quarant’anni passati nella massima serie.

Storia recente che ancora brucia e le cui cause riguardano molteplici aspetti e concatenazioni di eventi, difficili anche soltanto da citare visto che il tortuoso travaglio della casacca azzurra è durato quasi quindici anni, da quando cioè, il grande Diego se ne è andato.

Vogliamo però analizzare, in questa sede, uno di quegli innumerevoli aspetti perché legato in qualche modo alla situazione attuale, e cioè il concetto di programmazione e progettazione che come durante gli anni ’90 era pressoché assente, oggi è un punto di forza del binomio De Laurentiis-Marino. La squadra dell’allora presidente Ferlaino vide abbandonare il palcoscenico del San Paolo da parte di tutti gli attori più bravi: dopo il più grande al mondo, anche Careca, Ferrara, Cannavaro e tanti altri. Quella società non poteva progettare alcunché perché non aveva soldi, ed ogni stagione si facevano i salti mortali per iscriversi al campionato.

Lo scorso anno De Laurentiis ha proposto dopo un’eternità un progetto lungimirante, al quale hanno aderito prima Pierpaolo Marino, poi i calciatori, infine tutti i tifosi partenopei. Progetto significa crescere gradatamente sviluppando idee che devono poi trasformarsi in risultati, restando coerenti e soprattutto fedeli alla pianificazione decisa.

Troppe volte quest’anno si sono messi in discussione le componenti principali del "progetto De Laurentiis", soprattutto i calciatori ed ultimamente l’allenatore. I risultati danno ragione sia a Montervino e compagni che ad Edy Reja. Il Napoli ha fallito l’obiettivo della promozione lo scorso anno ma è vicino al raggiungerlo questa stagione.

Per la prossima stagione probabilmente in serie B una rifondazione equivarrebbe a ripartire da zero, gettando via due anni di paziente lavoro, amplificando oltre misura le difficoltà affrontate nella stagione attuale e dimenticando tutti i risultati positivi raggiunti. Migliorare le componenti squadra-società è invece quello che bisogna fare, questo sì che è un obiettivo intelligente, integrando oculatamente la squadra, aggiungendo nuovi tasselli al grande mosaico che De Laurentiis ha promesso sarà pronto in cinque anni.

Nel calcio come nella vita pagano i programmi, le scelte affrettate portano solo e soltanto sciagure.

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