NAPOLI, DOVE PUOI ARRIVARE?

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Un entusiasmo così non si vedeva dai tempi del secondo scudetto. Erano gli albori degli anni ’90, e Napoli si stagliava a capitale del calcio nazionale ed europeo. Poi tricolore e gloria si sono fatti da parte, deposti nel cassetto, pronti ad esser rispolverati presto o tardi. Non poteva sapersi quanto lunga sarebbe stata l’astinenza dai sogni ma ora, dopo quasi 21 anni, ecco che quel cassetto si riapre, facendo tornare d’attualità tutto quanto solo gelosamente custodito fino al passato più recente. E, se non proprio tutto, per lo meno i sogni. Ma dopo il campionato meraviglioso disputato fino ad oggi dagli azzurri, con un sorprendente -3 dalla vetta a sole otto giornate dalla bandiera a scacchi, quante possibilità ci sono realmente per la squadra partenopea di riprendersi tricolore e gloria dopo aver già rispolverato i sogni? Pianetanapoli ha cercato di capirlo attraverso quattro semplici domande a cinque giornalisti, tra i più illustri del panorama nazionale. Mario Sconcerti e Maurizio Compagnoni di Sky, il presidente dell’USSI Luigi Ferrajolo, l’autorevole firma de “La Stampa” e del “Guerin Sportivo” Roberto Beccantini nonché Ciro Venerato della RAI hanno risposto ai nostri quesiti.

 1)      Quante probabilità ha realmente il Napoli di vincere questo scudetto?

Mario Sconcerti: “Non più del 25 per cento”. Maurizio Compagnoni: “Direi che al momento un 20 per cento di possibilità ce le ha tutte”.Luigi Ferrajolo: “Secondo me poche. In primis perché al momento Il Napoli ha due squadre davanti e non una sola; poi sinceramente credo che le milanesi non si lasceranno sfuggire questa ghiotta occasione. In termini di percentuali, gli azzurri non hanno più del 15 per cento delle possibilità”.Roberto Beccantini: “Inserendo anche l’Udinese in questa corsa, e dando comunque favorite le milanesi, direi non più del 20 per cento”.Ciro Venerato: “Non dirò percentuali neanche sotto tortura. Sono del club degli scaramantici e la penso come Mazzarri: il Napoli ha le sue buone possibilità di andare in Champions, che era l’obiettivo iniziale. Ovviamente essere a -3 punti con otto partite da giocare significa che ti trovi in corsa, e ciò che viene in più è tutto guadagnato. Cosa vieta di sognare?”. 

2)      Nella rincorsa al tricolore, quanto inciderà la mancanza di esperienza degli azzurri rispetto a calciatori abituati a lottare per il vertice come quelli di Inter e Milan?

Mario Sconcerti: “Sicuramente manca un po’ di esperienza in questo senso. Ma ci sono da giocare solo otto partite, e l’entusiasmo potrà sopperire questa mancanza in un tempo così breve”. Maurizio Compagnoni: “Non credo che l’esperienza possa pesare più di tanto. L’unico scontro diretto è al San Paolo contro l’Inter, e gli azzurri hanno sempre fatto bene”. Luigi Ferrajolo: “Conta molto la mancanza di esperienza nella lotta per il primo posto, ma sul piatto della bilancia il Napoli può mettere tanto entusiasmo in più rispetto alle milanesi”. Roberto Beccantini: “La non abitudine a battersi per il vertice può contare tanto. Alle porte ci sono otto sfide cruciali, indipendentemente dall’avversario, e la sindrome del braccino corto potrebbe colpire gli azzurri. Inter e Milan hanno nel DNA le sfide di alto livello, e questo aspetto potrebbe essere determinante. L’esito del derby sarà fondamentale per comprendere come la squadra di Mazzarri reagirebbe di fronte a responsabilità crescenti”.Ciro Venerato: “Vincere abitua a vincere, per cui la mancanza di esperienza conta tanto. Ma è ovvio che l’incoscienza e l’entusiasmo, tipici di chi sta facendo una cosa straordinaria come il Napoli, hanno allo stesso modo una grande importanza”.

 3)     C’è qualcosa che il Napoli ha in più rispetto a rossoneri e nerazzurri?

Mario Sconcerti: “Ha sicuramente giocatori che vogliono provarci fino in fondo. Inoltre c’è Lavezzi: mentre  l’alter ego di Cavani è Eto’o nell’Inter e Ibrahimovic nel Milan, un calciatore dalle caratteristiche simili a quelle dell’argentino del Napoli non ce l’ha nessuna delle due milanesi”.Maurizio Compagnoni: “Gli azzurri hanno due cose in più, che tra l’altro sono importantissime a questo punto della stagione. Una è la condizione atletica, che mi sembra davvero ottima; e poi l’entusiasmo, che in questi casi è fondamentale. Quando una squadra come il Napoli arriva a questo punto, il morale può davvero fare la differenza in positivo. Senza contare un altro aspetto: la squadra di Mazzarri non è obbligata a portarlo a casa questo scudetto. Della pressione invece potranno soffrire più Inter e Milan, che sono condannate a vincere”.Luigi Ferrajolo: “Tecnicamente Inter e Milan sono senza dubbio più forti. Ma ritmo, grinta e aggressività possono essere delle varianti a vantaggio degli azzurri. Il Napoli è messo in campo meglio delle milanesi, Mazzarri ha dei grandi meriti e ha dato una precisa identità a questa squadra. Senza nulla togliere ai giocatori ovviamente, che restano i protagonisti principali”.Roberto Beccantini: “In primis il Napoli, come del resto l’Udinese, ha dalla sua parte il fatto di non essere obbligato a vincere lo scudetto. Questo campionato, come tutti quelli successivi ad un mondiale, è stato abbastanza strano: proprio il fatto di partecipare ad una corsa inaspettata è ciò che il Napoli ha in più rispetto alle concorrenti. Oltre ovviamente ad avere una formazione base davvero competitiva, alle qualità dell’allenatore ed alle idee ben chiare della società”.Ciro Venerato: “Rispetto alle milanesi, il Napoli ha imprevedibilità e una maggiore quadratura tattica. La squadra di Mazzarri non ha un copione prevalente, e può far male agli avversari non solo in uno o due modi come magari fanno Inter e Milan, ma pungendo in diverse maniere. Con le giocate di Lavezzi, con gli esterni, con un individualismo di Cavani, con un guizzo di Hamsik, col pressing alto. Infine, ma non lo dico io bensì due tecnici come Tabarez e Guidolin, il Napoli ha Mazzarri. L’allenatore azzurro è più bravo di Allegri e Leonardo, perché si trova a lottare con loro avendo a disposizione una rosa meno competitiva”. 

4)      Nel caso in cui non dovesse avverarsi il miracolo scudetto, quanti punti servirebbero alla squadra di Mazzarri per centrare la qualificazione alla Champions senza passare per i preliminari?

Mario Sconcerti: “Per raggiungere la qualificazione diretta in Champions saranno necessari altri 16 punti, chiudendo il campionato a quota 75”.Maurizio Compagnoni: “Personalmente credo che le prime quattro arriveranno molto vicine in classifica, e tra primo e quarto posto non ci saranno tanti punti come magari eravamo abituati a vedere le scorse stagioni. A 79 punti si potrebbe vincere lo scudetto, così come paradossalmente a 75 potrebbe non aversi la certezza di essere nelle prime tre. Quindi fare calcoli è davvero difficile”.Luigi Ferrajolo: “Credo che al Napoli serva poco per andare in Champions, non vedo come possa sfuggirgli di mano. La Roma non ce la farà, la Lazio è in fase calante, la Juventus è lontana anni luce. Quindi partenopei, insieme alle milanesi e all’Udinese centreranno la qualificazione. Poi gli azzurri potranno  arrivare terzi,  ma anche secondi, o quarti chissà. La matematica, visto l’andamento del campionato, è inutile”.Roberto Beccantini: “Il Napoli essendo terzo ha attualmente in pugno la Champions diretta, quindi è padrone del proprio destino. Considerando lo scontro al San Paolo contro i friulani, basterebbe agli azzurri mantenere la vecchia media inglese con vittorie in casa e pareggi fuori per centrare questo obiettivo”.Ciro Venerato: “78-79 punti basterebbero per raggiungere la qualificazione diretta alla massima competizione europea”.

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