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Quello che affronterà la nuova stagione sarà il secondo Napoli della storia con maggiore connotazione straniera. Saranno, infatti, 12 gli stranieri a disposizione di Donadoni, escludendo il fuori rosa Zalayeta e i possibili nuovi arrivi dall’estero, soprattutto per quanto concerne la corsia di sinistra. Ben 10 di questi sono sudamericani, di cui 5 sono argentini (Lavezzi, Campagnaro, Datolo, Denis, Navarro), 3 uruguaiani (Amodio, Bogliacino, Gargano), 1 brasiliano (Pià) e 1 colombiano (Zuniga), oltre agli europei Hamsik (Slovacchia) e Hoffer (Austria). Sarà proprio l’ultimo arrivato, però, l’unico ad aver problemi di lingua, visto che al momento non parla né comprende l’italiano.

In ritiro Donadoni è riuscito ad ovviare a questo inconveniente grazie ad un interprete facente parte dell’organizzazione turistica presente a Lindabrunn, ma ora bisognerà fare sul serio ed inculcare sin dall’inizio nella testa del giovane austriaco i nuovi dettami da apprendere. L’unica squadra con un maggior numero di stranieri presenti in rosa negli 83 anni di storia azzurra è stato solamente il Napoli 2000-2001, quello della retrocessione in B all’ultima giornata. In quella stagione, infatti, i “non indigeni” a vestire la casacca partenopea furono ben 13, anche se alcuni di questi, in realtà, non disputarono neanche un minuto in gare ufficiali.

I “magnifici”, o che dir si voglia, 13 erano Afolabi, Amauri, Quiroga, Saber, Sesa, Paquito, Nilsen, Husain, Matuzalem, Pineda, Jankulovski, Edmundo, Vidigal. Attualmente, invece, in Serie A il Napoli si colloca al terzo posto della graduatoria per numero di stranieri in rosa. La prima piazza è occupata, neanche a dirlo, dall’imbattibile Inter con ben 21 stranieri. Segue la Lazio del pirotecnico presidente Lotito che ne conta al momento ben 16, mentre in terza piazza si staglia un trio composto appunto dal Napoli, dal Milan e dalla Roma fermi, per così dire, a quota 12. Seguono leggermente staccate Juventus e Fiorentina con 11 unità non indigene in organico.

E pensare che De Laurentiis, non più tardi di qualche giorno fa, aveva affermato di preferire una squadra composta maggiormente di calciatori capaci di parlare la sua lingua, a differenza di Lavezzi che, a detta del presidente, la comprenderebbe poco e male…

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