LA MOVIOLA NON SERVE

OFFISDEL’unico episodio di Juve-Roma sul quale si può aprire un tavolo di discussione è il gol di Bonucci. Il caso n.6 della regola FIFA parla chiaro: se un calciatore in fuorigioco copre seppur di poco la visuale del portiere, il gol va annullato. Chiaro come il sole, basta conoscere la regola e non resta alcuno spazio per l’interpretazione. Il punto, come al solito, sta sempre lì: non è stata applicata perché non la si conosceva o la si conosceva ma non è stata applicata lo stesso? Che ne parliamo a fa’…

Che poi – altro che nessuno spazio – neanche in questo si troverà mai un accordo. Ho amici juventini che continuano a proporre da due giorni quell’inquadratura dalla quale pare (pare) che Vidal non sia completamente davanti a Skorupski e che quindi il portiere ha davanti a sé uno spicchietto (uno spicchietto) di visuale per veder eventualmente (eventualmente) partire il pallone. La moviola è così, certa come la diagnosi di un medico: chi non vuole crederci può cercare sempre un secondo, un terzo e un quarto parere, e via ad libitum finché non ci sarà un dottore che dirà quello che vuoi sentirti dire. Lo strumento tecnologico diventa l’espediente per litigare mesi, a volte anni, su ciò che l’arbitro non ha visto. Così, senza chiaroscuri, senza neanche fare distinguo sulla difficoltà di un’azione. Passi per il fuorigioco di Vidal, lì siamo sull’eclatante spinto, ma come si fa a non rendersi conto che c’è una disparità di mezzi imbarazzante fra l’occhio dell’arbitro e quello della telecamera? Spesso si discute di tocchi impercettibili, di centimetri dentro o fuori, di fuorigioco millimetrici, mano braccio testa spalla baby one-two-three. Come se l’arbitro avesse la stessa facoltà decisionale che hanno i moviolisti quando vivisezionano l’azione in tv. Un meccanismo perverso, che a volte sfocia nella follia più assoluta: arbitro colpevole per azioni che neanche la moviola riesce a stabilire con certezza!

La soluzione, va da sé, sarebbe trovare un modo per aiutare il direttore di gara con la tecnologia. Eppure, fidatevi, ve lo dico io: sarebbe un disastro. Avere la “certezza della pena” ci toglierebbe la facoltà di tirarci questioni con chicchessia per lungo tempo, ci toglierebbe uno degli ultimi argomenti di conversazione trasversali che ci restano, ci toglierebbe il cameratismo empatico che viene a tutti quelli che si sentono defraudati da un’entità più grande. Ma soprattutto ci toglierebbe quell’irriducibile capacità che ha l’essere umano di cercare le colpe sempre negli altri, quando le cose vanno male. La politica che ci ruba i soldi, la Juve che ci ruba gli scudetti, gli immigrati che ci rubano il lavoro. Amici, pensateci bene. Siete proprio sicuri di volere la moviola in campo?

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Luigi Giordano

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