Da Motril con furore. José Callejon miglior realizzatore iberico nella storia della serie A.

Il primato apparteneva a Luis Suarez, Callejon ci ha messo quattro stagioni e mezzo per riuscire a superarlo: qualità, imprescindibilità e importanza tattica di un vero campione, pilastro del Napoli.

C’è una piccola disputa sul numero dei gol, se siano 52 o 53. In ogni caso il gol al Verona, il 53esimo (o 52esimo) della serie, certifica il sorpasso certo e incontrovertibile a Luis Suarez. Prima di José Callejon, era proprio Luisito ex inter il miglior realizzatore spagnolo nella storia della Serie ACon 51 gol.

Era un record “facile” da superare, se ti chiami José Maria Callejon. Se salti appena due partite di campionato da quando arrivò nel 2013 ad oggi, tra l’altro per squalifica. E se sei un calciatore spagnolo in Italia – una condizione che solo negli ultimi anni è diventata favorevole, la storia racconta come gli iberici non abbiano mai sfondato nel nostro campionato, Suarez a parte. Callejon ce l’ha fatta in quattro stagioni e mezza precise, di cui tre in doppia cifra. Solo nel 2015/2016 non andò in doppia cifra in campionato. 

L’11 luglio 2013 Benitez porta a Napoli una scommessa che arrivò con un pizzico di scetticismo, trasformato poi in consensi con un bottino di 20 gol stagionali tra campionato e coppe, risultato pronosticato in estate dallo stesso tecnico Rafa. La furia Andalusa è da subito diventata la colonna portante della fascia destra azzurra che ha totalizzato sin ora 170 presenze e 53 marcature nel campionato italiano con la maglia partenopea che gli sono valsi il primato, numeri che saranno costantemente aggiornati anche in questa seconda parte di stagione. Tornando indietro nel tempo il suo primo gol arrivò il 25 agosto 2013 all’esordio in campionato davanti al pubblico del San Paolo, aprendo le marcature della vittoria contro il Bologna.

Gol “semplici” come il tap-in con i rossoblù, a reti che sono dei veri e propri capolavori firmati dallo spagnolo come il destro al volo a Firenze, Genova, Marsiglia. 

Destro, sinistro. Un’altra qualità fondamentale dello spagnolo è l’assoluto bilanciamento tra i due piedi. Certo, non è mancino e quindi tende a preferire il piede buono. Solo che poi, quando decide di usare anche l’altro, succedono cose belle come in questo gol qui. Scambio stretto a tre tra José, Higuain e Hamsik e spazio liberato per la conclusione. Se non fosse ancora più forte e tesa, questa conclusione entrerebbe nella shortlist di quelle alla Del Piero. Forse è anche meglio. Perché è realizzata con un piede opposto e perché è un vero proiettile.

Indimenticabile lo è anche la rete realizzata di testa contro la Roma al San Paolo, gol che valse i tre punti e il boato dei tifosi allo scadere della partita. A dimostrazione che nonostante l’altezza non elevatissima, è comunque un buon colpitore di testa.

I suoi tagli alle spalle dei difensori non li scopriamo di certo adesso, la classica giocata di Insigne che pesca puntualmente lo spagnolo che insacca a rete è pura goduria per gli occhi di tutti, napoletani e non. I suoi inserimenti sono la lettura perfetta dell’azione offensiva e il tempismo in cui avvengono sono la dimostrazione dell’orologio svizzero che possiede Josè. Precisione e concretezza cosa chiedere di più?

Esiste un altro Callejon? Difficile poter confermare, nessun esterno si avvicina allo spagnolo che ricordiamo è imprescindibile non solo per il reparto offensivo del Napoli, ma anche per il lavoro di ripiegamento che svolge l’instancabile numero 7 azzurro. Non fermarti mai Josè.

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