MORATTI DOPO LA TRUFFA DI MOGGI, VUOLE VINCERE

E’ il grande truffato dello scandalo "Moggiopoli".

Massimo Moratti, 61 anni, padrone munifico dell’Inter dal 18 febbraio 1995, nei suoi undici anni di presidenza ha buttato via ben oltre 1000 miliardi di lire per vincere soltanto una "misera" coppa UEFA.

In Italia non ha mai vinto lo scudetto, nonostante Lippi, nonostante Ronaldo, nonostante Vieri e poi Roberto Carlos, Pirlo, Mutu, Cannavaro, Adriano.

Prima dello scandalo gliene sono state dette di tutti i colori.

Beffeggiato dalla stampa, deriso dai tifosi avversari e criticato dai propri, guardato dall’alto in basso dai suoi cinici rivali (Galliani e Berlusconi, Moggi e Giraudo più di tutti) adesso sta cominciando a prendersi le sue rivincite. Per il momento sono soltanto morali, ma è probabile che presto saranno anche calcistiche.

Ha espresso disgusto totale di fronte al marcio che è venuto a galla nel calcio italiano e si è detto orgoglioso della sua Inter, uscita assolutamente pulita e che probabilmente non ha vinto non soltanto per suo demerito.

Chissà, infatti, se quel fallo famoso di Mark Iuliano sul "fenomeno" fu veramente non visto dall’arbitro Farina o se, invece, ci fu la volontà di non vedere.

Nessuno può sapere da quanti anni andava avanti l’egemonia dei personaggi in questi giorni condannati dalla giustizia sportiva e se anche quel campionato fu falsato.

Chiamato in causa da Luciano Moggi nella sua ultima intervista a la Repubblica, Massimo Moratti non ci sta ed insorge con forza di fronte alle accuse dell’ex dg bianconero.

"Sono parole di una persona disperata. Giacinto Facchetti in primis e noi come Inter – ha detto – porteremo Moggi in tribunale, perché certe cose non bisogna pensarle neanche lontanamente".

Ma non finisce qui. Ora Moratti reclama anche lo scudetto della stagione 2005-2006, non assegnato dalla giustizia sportiva.

"E’ giusto che lo scudetto venga assegnato a noi, non come premio, perché non ci può essere un premio all’onestà, ma come riconoscimento per una società che si è distinta da chi invece non ha rispettato le regole".

L’Inter non si è costituita come società terza nel ricorso in Consiglio Federale, cosa che avrebbe costretto la Corte ad assegnare lo scudetto, perché ritiene che lo si debba fare a prescindere dalla richiesta della società.

"La stessa posizione – ha sottolineato Moratti – l’avrei assunta anche se al posto nostro ci fosse stata un’altra società".

Il professor Rossi ci sta pensando, anche se Mogi lo ha accusato di essere stato un consigliere dell’Inter, in passato.

"Meglio così – ha detto il presidente nerazzurro – essere interista è garanzia di onestà".

Il commissario straordinario ha creato una commissione di studio che avrà l’incarico di esprimere un parere consultivo sul tema, prima di prendere una decisione destinata a fare giurisprudenza nel mondo del calcio

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