MILAN E NAPOLI SI ANNULLANO A VICENDA, E’ UN PAREGGIO GLACIALE

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MILAN (4-3-1-2): Abbiati (45’ Amelia); Abate, Mexes, Thiago Silva, Antonini; Emanuelson, Van Bommel, Nocerino; Seedorf (76’ Ambrosini); Robinho (86’ Maxi Lopez), Ibrahimovic. A disposizione: Amelia, Bonera, Zambrotta, Mesbah, El Shaarawy. All: Allegri

NAPOLI (3-4-2-1): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Aronica (81’ Pandev); Maggio, Dzemaili (75’ Inler), Gargano, Zuniga; Lavezzi, Hamsik; Cavani. A disposizione: Rosati, Fernandez, Britos, Dossena, Vargas. All: Mazzarri

ARBITRO: Rizzoli di Bologna (Preti-Cariolato, 4°Romeo)

Ammoniti: Van Bommel, Seedorf, Emanuelson, Mexes, De Sanctis, Cannavaro, Cavani.

Espulsi: Ibrahimovic, Allegri.

Recupero: 1’p.t. – 3’s.t.

Il Napoli è impegnato nella delicata e ostica trasferta di Milano sponda rossonera che non riesce ad espugnare dal lontano 1986. Gli azzurri vogliono racimolare punti importanti per non perdere di vista l’obiettivo minimo, ovvero il quinto posto. Il Milan di Allegri, invece, non vuole mollare la capolista bianconera. Entrambe le formazioni cercano i tre punti in uno scontro chiave ed importante per il proseguimento dei rispettivi campionati. Si gioca a San Siro con un clima rigido ma che non ostacolo il normale andamento della partita: scende non copiosa la neve ma si alterna con lambi di sole, mentre sugli spalti non c’è il consueto pienone per il clima freddo. Sono accorsi circa 2000 tifosi azzurri.Mazzarri si affida ad una minima turnazione: Dzemaili al posto di Inler, con Gargano a centrocampo, Zuniga in luogo di Dossena. Tornano al loro posto capitan Cannavaro dopo il leggero infortunio e Lavezzi a comporre il trio d’attacco con Hamsik e Cavani. Allegri decide di puntare su Van Bommel come regista, con Seedorf sulla trequarti a supporto della coppia Ibra-Robinho. In emergenza a centrocampo, per il ruolo di mezz’ala destra, l’allenatore rossonero schiera Emanuelson, mentre in difesa Mexes rileva Nesta facendo coppia con Thiago Silva e Antonini slitta a sinistra. Per il resto della formazione da entrambe le parti figurano gli stessi titolari. Sul campo si cercano conferme nette dopo gli ultimi risultati non positivi raccolti dalle due formazioni che quest’oggi si fronteggiano a viso aperto.

Primo tempo: sulla carta è prevedibile che il Milan faccia la partita con il Napoli pronto a colpire in contropiede. Dopo una fase di studio in cui le due squadre sembrano studiare i movimenti reciproci e non preferiscono scoprirsi con proiezioni offensive, è il Milan ad affacciarsi dalle parti di De Sanctis con uno scambio veloce tra Ibra e Robinho che si conclude con un corpo a corpo dello svedese con Campagnaro in area di rigore: la palla scorre e tra i due giocatori non c’è alcun contatto falloso tale da decretare da parte dell’arbitro la chiamata per il tiro dagli undici metri a favore dei rossoneri. Gli uomini di Allegri sono poco reattivi nel trovare varchi contro la difesa azzurra schierata e ben attenta a coprire la profondità, ma l’attacco partenopeo non riparte come è solito fare con precisione e velocità pungente. Gli azzurri preferiscono attaccare dalle parti di Zuniga che prova a mettere al centro due cross consecutivi su cui, però, fa buona guardia Abbiati. La pressione alta del Napoli costringe a qualche svarione difensivo come succede ad Abate contrastato da Cavani che, invece di passare palla, cerca un’improbabile conclusione a giro che si spegne sul fondo. Il Milan cerca di rispondere con Seedorf e Robinho con due tiri che vengono intercettati da De Sanctis. L’uomo più pericoloso tra le fila rossonere, Ibrahimovic, si sgancia dalla naturale marcatura, viene fuori a prendere palla cercando qualche scambio veloce con Seedorf e Nocerino centralmente. In un’occasione del genere Robinho va dentro e cade in area di rigore ma non ottiene il calcio di rigore per un contatto che resta dubbio. Il Napoli risponde con Hamsik dalla distanza con un tiro forte e preciso ma centrale favorendo l’intervento di Abbiati con i pugni. Lavezzi non offre una grande prova con la sua corsa e non incide più di tanto, soprattutto quando su lancio di Hamsik stoppa la palla e preferisce di calciare in porta mandando a lato, invece di passare al centro per il solitario Cavani. È un primo tempo avaro d’emozioni e di vere occasioni propizie a sbloccare il risultato.

Nel secondo tempo le squadre provano ad alzare leggermente il ritmo e a fronteggiarsi con tutt’altro piglio. Infatti la prima occasione viene collezionata sull’asse Ibra-Robinho, con il brasiliano che, liberato dalla sponda aerea della punta svedese, manda clamorosamente a lato a tu per tu con l’estremo difensore azzurro. Il Napoli viene fuori con poca convinzione e dando l’impressione di voler incidere poco: è ancora Zuniga a dettare superiorità sull’asse mancino e tenta due volte, scambiando con Hamsik, di crossare al centro dalle parti di Amelia, subentrato ad Abbiati alle prese con un problema muscolare dovuto forse al gelo. Lo stesso colombiano rischia in fase di disimpegno passando indietro per De Sanctis, ma sulla palla s’avventa Robinho che, al momento dell’impatto sulla palla, viene chiuso tempestivamente dall’occorrente Aronica, fautore di un’accorta prestazione difensiva. Ibrahimovic decide di dare la scossa e da solo, addomesticando un pallone in verticale, costringe De Sanctis alla deviazione provvidenziale in calcio d’angolo. Il pallino del gioco sembra essersi spostato dalle parti del Milan, ma un episodio, che potrebbe rivelarsi decisivo a favore del Napoli, avviene senza sortire effetti vantaggiosi per gli azzurri: Ibrahimovic, dopo uno schiaffo ad Aronica, viene espulso da Rizzoli grazie anche all’indicazione del guardalinee e alla protesta prolungata di De Sanctis che viene anche ammonito. Aronica, però, nell’episodio dello schiaffo, risponde con lo stesso gesto, meno plateale, rifilato a Nocerino. Si perdono alcuni minuti anche perché il gioco è stato fermato con Zuniga a terra dopo un contrasto aereo con Emanuelson in seguito ad un calcio d’angolo. Il Napoli non corre e sembra quasi accontentarsi del pareggio, nonostante sia in superiorità numerica. È Cavani, pescato da Lavezzi con un cross preciso, che si rende pericoloso ma impatta male la palla in posizione molto favorevole. Il gelo aumenta su San Siro, e contestualmente fioccano anche ammonizioni a ripetizione da parte dell’arbitro che limita così anche l’agonismo di fondo tra le due squadre. Mazzarri prova le carte Inler, cercando di restituire geometria alla manovra, e Pandev, aumentando quindi la trazione anteriore della squadra. Ma non avviene ciò che si sperava di ottenere, ovvero la vittoria. Allegri inserisce Ambrosini per la sua propensione allo stacco aereo e Maxi Lopez per provare l’ultimo assalto alla retroguardia rossonera. Gli azzurri buttati in avanti perdono palla con Lavezzi anticipato da Van Bommel che lancia il contropiede a favore di Emanulson che, a sua volta, serve sulla corsa Robinho, ma il suo tiro a metà altezza e sul primo palo trova la risposta superlativa di De Sanctis. La gara volge al termine, e nel finale viene anche espulso Allegri per alcune proteste veementi all’indirizzo del direttore di gara circa la contesa di una rimessa laterale. È un pareggio scarno e privo di concrete emozioni per le palle goal: le due squadre si sono semplicemente annullate e l’ago dell’inerzia non è stato colto dal Napoli che avrebbe potuto certamente fare di più per meritare i tre punti su un campo ostico per eccellenza. Si rallenta ancora, ma serve una grande prova di forza per centrare l’obiettivo stagionale.

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