MEZZA RISPOSTA IN LINGUA SLOVACCA

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Napoli (3-5-2) De Sanctis; Cannavaro, Contini, Aronica (1° st Rinaudo); Maggio, Gargano, Cigarini (20° st Pazienza), Hamsik, Datolo; Lavezzi (44° st Hoffer), Quagliarella     Panchina: Iezzo; Grava, Zuniga, Denis   All. Donadoni

 

Siena (4-3-1-2) Curci; Del Grosso, Brandao, Terzi, Rosi; Vergassola, Codrea, Jajalo; Fini (39° st Paolucci); Ghezzal (29° st Reginaldo), Maccarone     Panchina: Pegolo; Rossi, Jarolim, Ekdal   All. Giampaolo

 

Arbitro: Valeri di Roma; Viazzi di Imperia – Liberti di Genova

 

Ammoniti: Aronica, Datolo (Napoli); Vergassola, Terzi, Ghezzal, Brandao (Siena)

 

Marcatori: Hamsik al 3° st; Macarone al 10° st; Hamsik al 18° st

 

Recupero: 5 pt; 4 st

 

Bisognava rispondere. Il silenzio infinito, la presunzione della “squadra fortissima” quando la ruota gira nel verso giusto e le scommesse tecniche si rivoltano contro come un bumerang quando chi mette il soldi nel piatto non ne può più di spettacolo evanescenti, senza ne capo, ne coda. Bisognava rispondere oggi, subito, perché non c’è più tempo, non c’è più pazienza, il Siena la vittima casuale, un avversario sulla carta abbordabile per rialzare la china ancora una volta.Giampaolo tiene fuori l’ex Calaiò per il croato Jajalo; Donadoni conferma la formazione, De Laurentiis rincara la dose già fornita qualche giorno fa. Primo tempo morto, di una noia mortale con Cigarini che non ne azzecca una, Gargano che sbaglia costantemente, Quagliarella e Hamsik assenti ingiustificati. Solo Lavezzi prova a dannarsi su e giù per il campo provando a creare qualcosa. Siena che mette paura in poche occasioni, ma chi fa più paura è il direttore di gara che nega un rigore solare a Maggio, affossato da Jajalo. Prima frazione di gioco che termina così, tra i solidi e giustissimi fischi dell’intero stadio.

 

Ripresa che inizia con una novità: Rinaudo per Aronica. Retroguardia ridisegnata con Contini che torna sul settore sinistra e il nuovo entrato nel mezzo. Napoli più convinto, leggermente più aggressivo e l’incostanza arbitrale, ora, sorride agli azzurri: cross di maggio per Datolo che spinge Vergassola e fa da sponda per l’accorrente Hamsik che insacca il vantaggio. Uno a zero, la partita dovrebbe iniziare adesso, e invece tutto torna come prima quando Maccarone ridicolizza Rinaudo mettendone in risalto le defezioni tecniche e piazza sul secondo palo il pareggio. Tutto da rifare e mentre Ghezzal, nervosissimo, tira calci a destra e a manca, Brandao colpisce il pallone di mano regalando un penalty al Napoli, stavolta ravvisato. Quagliarella chiede di batterlo, lo slovacco rifiuta e si lascia respingere da Curci il destro, palla che torna sui suoi piedi e il piatto destro riporta su il Napoli. Il San paolo, poi, richiama Iezzo a gran voce quando De Sanctis accusa un colpo alla mano. A due minuti oltre il novantesimo, il batticuore riparte: Calaiò, spalle alla porta, riesce a lanciare Paolucci nello stretto tra Maggio e Cannavaro, fortunatamente l’arbitro Valeri non ravvisa un rigore più che esistente. Risposta nel risultato, non nella convinzione, e se questa squadra può arrivare ovunque, beh…speriamo che sia verso l’alto.  

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