MAZZARRI:"LE CRITICHE ALLA DIFESA MI FANNO RIDERE, IL MIO STIPENDIO E’ ADEGUATO A QUELLO CHE PRODUCO"

Walter Mazzarri ha rilasciato un' intervista al Tempo.

Mazzarri, un giro di boa deludente?

«No. Avevo già previsto tutto e lo avevo detto. L'eccezionale non deve essere la regola, sapevo che era complicato ripetersi. Il difficile non è vincere una volta, ma farlo anno dopo anno. Per questo dico che, fino a oggi, abbiamo fatto meglio di quello che si poteva pensare visti gli impegni e, mi permetta, un pizzico di fortuna in meno».

Un conto è la notorietà e un conto è la fama?

«Esatto. Siamo cresciuti in modo inaspettato, adesso siamo in fase di consolidamento. Nonostante ciò siamo nella parte alta e sinistra della classifica. E c'è di più».

Dica.

«Quando si compete in Europa è inevitabile perdere punti. La Lazio nel 2007/2008 chiuse al dodicesimo posto a quota 46, due anni dopo, la Fiorentina finì 11° a 47».

Forse è anche un Napoli giovane e inesperto.

«Un problema può essere aver superato la realtà dei fatti con risultati stratosferici. Le ambizioni sono cresciute, i ragazzi avvertono la pressione. Non sono abituati a lottare per il vertice, non dimenticatelo».

Niente processo alla difesa o al gioco monotematico del Napoli?

«Mi viene da sorridere! Chi lo dice non capisce la tattica o non guarda bene le nostre partite! La nostra crescita non è completa e, certo, c'è sempre da migliorare, ma tutti sanno esattamente cosa fare. In più siamo capaci di cambiare in corsa. Invece gli avversari ci affrontano con la difesa a tre. Evidentemente ci temono».

Un suo cavallo di battaglia è la griglia del monte ingaggi: il Napoli è settimo e dunque settima posizione. Ma non aggiunge il suo stipendio.

«Parto da un parametro oggettivo: lo stipendio e non il valore assoluto dei giocatori. Non solo siamo in linea, ma ancora una volta si sta dando più del massimo visto che siamo in corsa su tre fronti. Il mio ingaggio è commisurato alla produttività aziendale. E da 10 anni il campo mi dà ragione».

Un miracolo calcistico, Lo avete fatto anche quest'anno superando il «girone della morte» in Champions. Adesso vi aspetta Stamford Bridge.

«Infatti, un primo obiettivo lo abbiamo già centrato. Il passaggio è stato un ennesimo ìmiracolo calcistico” dove abbiamo tirato la macchina sempre al limite e oltre, non si può fare sempre. E attenzione: con il Chelsea siamo sfavoriti. Servirà un'altra impresa». Proviamo a fissarne un altro.

Ad esempio la Coppa Italia, mercoledì con l'Inter.

«Niente proclami. Ma finché ci sarò io garantisco ai tifosi che daremo il massimo contro chiunque. Anche contro la supercorazzata Inter (super davvero, seguendo il ragionamento di Mazzarri sugli ingaggi, ben 100 milioni di euro in più)».

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