Mauro Icardi: un nome, una garanzia

 

La riproposizione del centravanti che fu, un apparente passo indietro di decenni. E che si tratti di un male, resta comunque tutto da dimostrare. Perché Mauro Icardi è la risposta concreta a tutti quegli allenatori che chiedono ai loro calciatori di essere intensi, di aggredire gli spazi, di non restare fermi in attesa di un benevolo passaggio. Lui non è centravanti di manovra, magari così bravo ad appoggiare il gioco e, nei fatti, incapace di inquadrare la porta. Lui è attaccante vero. L’argentino non vive sul filo perenne del fuorigioco, pronto a ingannare sullo scatto un avversario come un assistente dell’arbitro, dall’occhio non posizionato e dalla bandierina incerta. Perché Icardi non sa vivere al di fuori dei sedici metri finali, va in debito di ossigeno se si allontana dall’area altrui. Ma se c’è una cosa sicura, è che Mauro i goal li ha sempre fatti e sa come si fanno, soprattutto in Italia. A 26 anni ha segnato in Serie A, su 221 presenze 122 goal. Da aggiungere, per onore della ragione che all’Inter non ha mai avuto intorno a se una squadra che gli permettesse di ricevere molte occasioni goal, eppure il suo killer instinct gli ha permesso di convertire in oro quasi tutti i palloni che toccava. 

Milik quest’anno ha realizzato 20 goal stagionali, che sono un bottino niente male, ma la domanda sorge spontanea: Se Icardi avesse avuto le stesse opportunità del polacco quanti ne avrebbe fatti? La controprova non c’è, ma la sensazione è che al polacco servano molte più occasioni per fare goal, ed in partite in cui la palla non vuole entrare per nessuna ragione, bisogna ottimizzare ogni occasione. 

Dei suoi 122 gol con l’Inter, Icardi ne ha fatti ben 21 dagli undici metri. Ad inizio avventura con i nerazzurri, l’argentino calciava i rigori senza troppi pensieri, ma con il tempo ha migliorato la sua tecnica e i risultati sono evidenti.

Quasi mai utilizza lo stesso angolo e questo lo avvantaggia moltissimo sui portieri avversari, i quali ormai studiano sempre i rigoristi che andranno ad affrontare in modo da prendere un piccolo vantaggio. Non con Icardi però, che ogni volta può tirare ovunque ed in qualunque modo.

I rigori sbagliati sono solo 6 su 26. La punta nerazzurra ha segnato 12 degli ultimi 14 rigori calciati. Una sicurezza anche in questo.

I tifosi fanno bene a sognare, il presidente sembra essersi convinto a dare finalmente quella spinta in più per provarci fino in fondo. Al di là delle cessioni, un Napoli formato da una coppia difensiva composta da Manolas-Koulibaly, ed James ad indirizzare Icardi verso la porta, fa sognare in grande, anche in Europa. Se è solo un sogno lo scopriremo presto.

Per il momento rinfreschiamo la memoria a chi dice di non volere Mauro Icardi, un nome una garanzia:

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Salvatore Stiletti

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