MARIO CORSO:"A NAPOLI HO TRASCORSO DEGLI ANNI BELLISSIMI, COMMOVENTE L’AFFETTO DELLA GENTE"

Mariolino Corso è stato uno dei più grandi giocatori italiani ( e non solo ) degli anni ’60 ed in parte pure negli anni ’60. Treaquartista indolente ma irresistibile nelle giornate di vena , rappresenta ancor oggi una vera e propria “ icona “ della “ Grande Inter “ di Helenio Herrera. Il suo medagliere è ricco e variegato : 4 scudetti e 2 coppe dei campioni, e due coppe intercontinentali, in un quinquennio ( dal 1962 al 1967 ) semplicemente fantastico per i colori nerazzurri, con l’ aggiunta di due secondi posti in campionato e di una finale persa della attuale “ Champions league “. Uomo pacato ma con la battuta sempre pronta, non giocò molte partite in nazionale ( appena 23 per uno con la sua classe ) a causa della sua forte personalità, poco gradita ad allenatori di “ grido “. Herrera detto il “ mago “, mitico condottiero dell’ Inter dei trionfi, ogni estate cercava di farlo vendere. Ma Angelo Moratti, il padre di Massimo, stravedeva per lui, e a cederlo non ci pensava minimamente. Quando Herrera tornò all’ Inter nel 1973 per un breve periodo ( a causa di un infarto ), chiese ed ottenne la sua “ testa “, e Corso chiude la sua epopea nel “ Biscione “ con 75 gol in 413 partite di campionato, a partire dal 1958, da quando cioè aveva solo 17 anni. E’ stato il progenitore della mitica punizione a “ foglia morta “ che per tante volte ha beffato i portieri di ogni dove. Gioca un ‘ altra stagione nel Genoa ( e fa pure gol all’ Inter ), poi un grave infortunio lo costringe a smettere. Si laurea al “ Supercorso “ di Coverciano, e comincia ad allenare a Napoli, nel settore giovanile. Era il 1978, con lui il Napoli ha conquistato il suo unico scudetto primavera l'anno successivo.

 “A Napoli ho trascorso sei anni bellissimi, e sarei rimasto ancora se ce ne fosse stata la possibilità. Al primo anno conquistammo lo scudetto “ Primavera “. In squadra c’ erano parecchi giocatori che hanno poi vestito la maglia azzurra in serie A,  e parlo di Musella, di Celestini di Carannanate, e dei fratelli Marino. Nel 1982 si parlò della possibilità di allenare la prima squadra, ma poi scelsero Giacomini. In seguito si schiusero le porte della squadra madre, e tornai all’ Inter sempre al settore giovanile. Mi ha sempre appassionato allenare i ragazzi, guidare i  “grandi “ non mi ha entusiasmato  benché i risultati siano stati discreti ( promozione in c/1 con il Mantova, salvezza in B con il Barletta ). Ho pure allenato l’ Inter quando Castagner venne esonerato nel 1985 –1986. Da quando è arrivato Massimo Moratti ( 1995 ), occupo ancora adesso il ruolo di Osservatore. Il Napoli ha fatto un campionato eccezionale, alla fine ha pagato solo una rosa un po’ corta rispetto a quelle di Milan e Inter. E’ un peccato che spesso a Napoli le cose cominciano in un modo e finiscono in un altro. Quello che è straordinario è l’ affetto della gente, davvero commovente. Oggi però per fortuna rispetto ai miei tempi, i dirigenti azzurri sembrano avere una professionalità maggiore, De Laurentiis in testa.I tifosi dell’ Inter dalla curva intonavano questo coro : “ Dio Corso pensaci tu ! “ C’ è bisogno di aggiungere altro ?

STATISTICHE

Trentuno vittorie, 16 pareggi e 17 sconfitte : considerando il valore storico che porta il nome dell’ Inter, il bilancio degli azzurri non è affatto disprezzabile. L’ ultimo successo degli ospiti è datato 18 ottobre 1997 ( 2 –0 ) , con gol di testa del playboy Galante, abbinato ad una sfortunata deviazione di Turrini. Il Napoli non vince dal 26 aprile 2009, quando un bel tiro di controbalzo di Marcelo Zalayeta “ bucò “ Julio Cesar al 73° per l’ 1 –0 finale. Il pari non esce invece dall’ anno scorso ( 0 –0 la sera del 14 febbraio 2010 ), in una gara in cui alla fine sarà il Napoli di Mazzarri a rimpiangere la mancata vittoria. Tutto sommato, per conquistare l’ agognato 3° posto, un punto per uno non farebbe male a nessuno…

 

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