Marco Bucciantini: “Il Napoli non va d’inerzia, non conosce la discesa. Benitez deve cambiare approccio”

Su calciomercato.com Marco Bucciantini fa il punto sul campionato di serie A e si sofferma sulla gara di ieri del Napoli a Milano dando la sua visione su quello che è mancato e su come Benitez dovrebbe modificare il suo approccio a questo tipo di gara in una serie A che lui giudica mediocre. Questo un passo del suo commento:

Dopo l’avvio alterno, condizionato dai sensi di colpa per l’addio prematuro alla Champions, il Napoli aveva mostrato gioco, velocità, e due vittorie così piene e limpide contro la Roma e la Fiorentina che sembrava aver trovato assetto (con Lopez e Jorginho anziché Inler), sicurezza da esaltare l’enorme varietà tecnica dell’attacco. Macché: da allora – fu nominato lo Scudetto, attirando la iella – tre pareggi e la sconfitta di ieri sera. La verità è così ripetuta da essere chiara anche ai tifosi più ciechi: il Napoli non va d’inerzia, non conosce la discesa. È una squadra incredibilmente simile ai suoi risultati: la palla circola male, non è fluida, non va da sé verso l’attacco. A Milano per vedere palla Higuain ha dovuto cominciare a lavorare lontano dalla porta: ma chi ci guadagna? Così ogni partita è da inventare, l’equilibrio tattico è da costruire, basta un’assenza a creare un buco: ieri, Mesto sulla destra era due spanne sotto al ritmo di Bonaventura e Menez, che lì s’incontravano per tessere il gioco del Milan, per una buonissima intuizione d’Inzaghi (o per fiuto dei due). È bastato quello, ai rossoneri.

Il Milan aveva poche fonti e poca “quantità” di gioco, ma l’ha spremuta tutta. Il Napoli aveva potenzialmente più gioco, e più settori di forza, ma non c’è arrivato con i tempi giusti. Le occasioni finali sono arrivate per stanchezza del Milan, per l’evidente calo del terzetto di centrocampo. L’ingresso di Hamsik non ha dato niente di quanto serviva. Questo è un problema, non l’unico. In breve: al Napoli non sembra servire molto, molte cose si potrebbero nascondere con un’uscita di palla più sapiente. Quella sarebbe l’andatura di sicurezza. Per chi le ricorda, le splendide partite del mese scorso, perdute nella memoria, erano costruite sull’arrembaggio agonistico di tutti i reparti, ma non è una tattica eterna, e soprattutto non è spendibile contro lo squadre chiuse perché è perfetta per fortificarle, per aiutarle nello scopo (il Milan, ieri, dopo il repentino vantaggio, ha potuto impostarsi sulla difensiva, senza esagerare). È tutto visibile, da mesi, da anni. E se la società è stata inadempiente, Benitez in questo è stato sciatto, abitudinario, anche nella sua enorme bravura di insegnare una pura, spesso scintillante mentalità offensiva, europea: non ha saputo valutare le uniche difficoltà che questa misera Serie A ancora propone: quelle tattiche, quelle degli esasperati, studiati, ossessivi tatticismi. Ha saputo battere (dominare) la Juventus, la Roma, la Fiorentina perché quelle sono partite a tutto campo, a campo aperto. Quando il Napoli deve pensare la partita, farla decantare, stanarla, aggirarla, va in crisi.”

A proposito dell'autore

Antonio Lembo

Laureato in Ingegneria Elettronica nel 1999 e Giornalista Pubblicista dal 1996 grazie all'esperienza formativa in Rotopress.

Post correlati

Translate »