Malfitano a PN:”Gattuso e ADL avanti insieme, ci saranno grandi cambiamenti! Rammaricati per il comportamento del Napoli e di alcuni colleghi…”

Mimmo Malfitano, storico giornalista de ‘La Gazzetta dello Sport’, ha rilasciato un’intervista in esclusiva ai microfoni di Pianetanapoli.it facendo il punto sul futuro del mondo dello sport e del calcio, con importanti novità in casa Napoli. Riportiamo di seguito le sue dichiarazioni

1) Quanto è difficile umanamente e da un punto di vista professionale continuare ad andare avanti in questo periodo così drammatico e fornire delle delucidazioni su un futuro dello sport che per il momento naviga nell’incertezza più totale

“Credo che questo momento, soprattutto per noi giornalisti sportivi, sia particolare perché una situazione del genere almeno io non l’ho mai vissuta nel corso della mia lunga carriera professionale. Non ho mai visto che il calcio e lo sport in generale si fermasse per un fattore legato alla scienza, obiettivamente per me è stato qualcosa di nuovo. È chiaro che in questo periodo lo sport sta soffrendo tanto perché comunque rappresenta il motore della vita e la gioia di poter esprimere le proprie energie fisiche e quindi anche per i dilettanti e gli amatori rappresenta una limitazione parecchio sofferta in questo momento. Tuttavia c’è un motivo che va al di là di ogni altra valutazione ed è quella che ora come ora la vita sia la cosa più importante da difendere e da salvaguardare. Anche lo sport si è adeguato alle disposizioni del governo, degli scienziati e dunque sta vivendo questo momento di grande incertezza. Basti pensare a quello che sta avvenendo nel calcio: questo grande imbarazzo che sta circondando la ripresa di questa attività. Se da una parte c’è una FIGC e una Lega pronta a rimettere gli scarpini e ad andare in campo a rincorrere questo pallone che è ancora rinchiuso nella rete del Covid-19, ovviamente dall’altra c’è un Comitato tecnico scientifico che credo sia l’unica voce titolata per poter dire se il calcio potrà riprendere o meno e tende per il momento al pessimismo. È una fase di grande incertezza e come tale gli sportivi e soprattutto gli amanti del calcio stanno vivendo con attesa, mentre l’apprensione è per i dati che quotidianamente la protezione civile ci comunica su quanto sta avvenendo in Italia.”

2) A tuo avviso il calcio può realisticamente ripartire a giugno, a porte chiuse, con tutte le condizioni di sicurezza del caso indicate dal nuovo protocollo, oppure è più opportuno fermarsi totalmente in questi mesi, per poi riprendere in qualche modo al termine dell’Estate?

“Dobbiamo partire da un principio: il calcio non è materia di secondo piano. Ricordiamo che l’azienda calcio rappresenta la quarta industria italiana e dunque di conseguenza muove capitali di miliardi di euro. Prima che si metta la parola fine a questo campionato, io direi di continuare ad essere cauti, ad avere fiducia nel lavoro del Comitato Tecnico Scientifico, ripeto, l’unico titolato per dare delle risposte, dopodiché se non si dovesse arrivare ad una conclusione del campionato allora c’è da riprogrammare un po’ tutto e capire quali saranno i parametri che verranno individuati per stabilire la graduatoria ed un’eventuale assegnazione dello Scudetto, insomma varie situazioni che per il momento non sono state ufficializzate ma è chiaro che FIGC e le Leghe stanno lavorando ad un piano di emergenza sostitutivo se non si dovesse giocare. Io personalmente dico che bisogna andare in campo solo ed esclusivamente se non ci sono rischi per la salute dei calciatori e di tutto l’indotto che si muove intorno al calcio.”

3) Capitolo Napoli: quest’anno ci sono state varie problematiche che sono culminate con l’ammutinamento di quella famosa sera di novembre. Ritieni che il club paghi la mancanza di figure carismatiche nello spogliatoio, che in passato era incarnata da Pepe Reina, una figura simbolica come Hamsik o una figura dirigenziale che possa fare da ponte tra società e squadra?

“La prima fase di questa stagione per me resta ancora un mistero, per come si è sviluppata. Nel senso che comunque stiamo parlando della stessa squadra che ha battuto la Juventus, ha battuto l’Inter a San Siro in Coppa Italia, ha pareggiato meritatamente contro il grande Barcellona al San Paolo. Nonostante tutte le critiche e tutto quello che sia accaduto nella prima parte della stagione, ovvero nel corso della gestione Ancelotti, il Napoli è ancora in lotta per tre obiettivi, sta giocando per l’Europa, per la Coppa Italia e per la Champions. Obiettivi che se qualcuno avesse proposto di scommettere tre mesi fa un euro, nessuno lo avrebbe fatto. Ci sono state due fasi: la prima con Ancelotti determinata da incomprensioni, metodi di lavoro che non sono stati quelli giusti e idonei, così come il 4-4-2 è stato un modulo che la squadra non ha retto per le caratteristiche dei singoli. Fatto sta che nel momento in cui c’è stato il cambiamento in panchina e dunque l’avvento di Gattuso, con i suoi metodi e con il 4-3-3 che è sempre stato il modulo più idoneo alle caratteristiche dei giocatori attuali, c’è stata questa svolta anche sul piano della condizione fisica. I giocatori hanno apprezzato molto il lavoro di Gattuso, lavoro che li ha portati in una condizione di forma apprezzabile. Da qui ovviamente quando stai bene fisicamente poi tutto ti riesce meglio, insieme agli stimoli e al lavoro psicologico che è stato fatto da Rino Gattuso. Bisogna dargli atto di aver avuto la capacità di riportare a sé tutti i giocatori e di farsi sentire e seguire in quel lavoro svolto finora.

4) Per il futuro del Napoli credi che possa esserci ancora Gattuso al timone della squadra azzurra?

Gattuso potrebbe risolvere la questione giovedì, magari facendo valere la propria opzione ma lo escludo categoricamente. Gattuso ha deciso di restare a Napoli e De Laurentiis ha deciso di continuare con lui in un nuovo progetto che verrà avviato con la prossima stagione, fatto anche di cambiamenti quasi radicali. L’idea che l’anno prossimo non ci sia Callejon, probabilmente Milik che non vuole restare e potrà andare via Mertens che tutto mi sembra fuorché sia deciso a restare, potrebbero esserci altre partenze come quella di Koulibaly, Allan, Ghoulam. Insomma ci potrà essere uno stravolgimento che Giuntoli insieme a Gattuso effettueranno con questo nuovo progetto che ha in diversi profili giovani la linfa vitale che in qualche modo dovrà rilanciare il Napoli e tenerlo nelle zone alte della classifica.”

5) Qualche giorno fa è arrivato un duro comunicato del Napoli contro la Gazzetta a proposito delle difficoltà sui rinnovi di Zielinski e Mertens. Qual è il punto di vista della rosea relativamente a questa spiacevole situazione?

Siamo dispiaciuti e rammaricati, ma quando ci sono delle incomprensioni io sono del parere che vanno chiarite nel proprio ambito senza uscire fuori e pubblicizzare, soprattutto quando poi si espone un collega nel modo in cui è accaduto al mio amico Maurizio Nicita. Queste sono situazioni che io ho vissuto in prima persona negli anni passati e ho avuto tante problematiche che hanno coinvolto anche la mia famiglia. Io non accetto questo modo di fare però devo dirti che al di là del comunicato del Napoli, che poi si assume le responsabilità dei propri atti e potrebbe sicuramente aspettarsi una risposta della Gazzetta in altra sede, quello che io ho trovato inaudito e che mi ha inquietato è il fatto che alcuni siti, probabilmente lavorati da pseudo-colleghi, abbiano pubblicato e commentato a modo loro il comunicato. La Gazzetta è la mia pelle, quindi quando si attacca la rosea si attacca anche me. Leggere certe cose scritte da pseudo-colleghi mi rattrista, non hanno nulla a che vedere con i veri professionisti nell’ambito del giornalismo. Sono dei mocciosi che pur di leccare ed entrare nelle grazie di qualcuno e della tifoseria, fanno queste cose contro i giornalisti veri, che di professione fanno i giornalisti, come me da 43 anni. Questa storia dà la dimensione di ciò che è diventato il giornalismo. Non bisogna però di generalizzare perché ci sono siti che lavorano in modo ineccepibile ed eccellente, che fanno informazioni per i tifosi e per la gente comune. Apprezzo tantissimo questi giovani che lavorano in questo modo ma c’è una parte che non mi va giù e che getta del fango sugli altri. Io non mi sono mai sognato di dire mezza parola contro un mio collega. Quando ci sono state situazioni in cui si è parlato male del mio giornale antagonista io sono impazzito e ho difeso a spada tratta i miei colleghi di altre testate. Io conosco chi sono, il loro modo di lavorare e il loro perbenismo. Non permetto che vengano criticati. La cultura, la preparazione e la professionalità alla fine fanno la differenza. Puoi fare quello che vuoi ma se sei un’idiota tale resti. Chi è un professionista e ha cultura ed educazione emerge sempre!”

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