MALFITANO: “SONO STATI PRESI GIOCATORI DAL VALORE TECNICO ELEVATO MA SIAMO SICURI CHE QUESTO ERA QUELLO CHE DONADONI AVEVA CHIESTO?”

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La verità ti fa male, lo so”, cantava Caterina Caselli in uno dei suoi più celebri successi. I versi di questa canzone possono essere facilmente associati al Calcio Napoli. Il club azzurro, infatti, è solito ostruire con ogni mezzo tutti coloro che provano a ragionare con la propria testa e a difendere – chi ce l’ha – la propria onestà intellettuale, rifiutandosi di piegarsi ad un volere più alto. Mimmo Malfitano, prima firma della Gazzetta dello Sport in Campania, è uno di quelli che non ha peli sulla lingua. E’ uno che non ha bisogno di farsi amico nessuno, per questo dice sempre pane al pane e vino al vino. Ed è proprio per questo suo modo schietto e incontaminato di scrivere e di ragionare, alcune sue riflessioni possono essere soggette a fraintendimenti o, il più delle volte, a manipolazioni. Lo scopo, meschino, è quello di volerlo far passare come nemico del Calcio Napoli, in modo da screditare le sue argomentazioni. Pianetanapoli, nel rispetto del suo modo indipendente e genuino di fare informazione, ha voluto ascoltare il pare proprio del giornalista della Gazzetta riguardo le ultime vicende che coinvolgono il club di De Laurentiis.

 

Mimmo, come prima cosa un suo giudizio sul mercato del Napoli

“Il Napoli, al momento, si è reso protagonista di un mercato dal valore qualitativo elevato, che senza dubbio ha aumentato il tasso tecnico della squadra. Queste operazioni, però, non sono quelle che aveva chiesto l’allenatore. Donadoni, infatti, voleva un terzino sinistro, un centrocampista che potesse assicurare forza e centimetri, e un attaccante da 15/20 gol a stagione. Non mi pare che questo tipo di calciatori siano stati presi. Vedo, dunque, dei limiti strutturali che potranno diventare un handicap se si vuole puntare veramente in alto”.

 

A tal proposito, quale pensa debba essere l’obiettivo del club azzurro?

“Credo che l’Europa rappresenti il traguardo minimo. Sia se si considerano i 50 milioni investiti da De Laurentiis, sia per i tifosi che, dopo il campionato appena concluso, non penso perdoneranno un’altra stagione fallimentare. Per riuscirci, però, l’organico va completato con acquisti mirati allo stile di gioco che ha in mente il tecnico”. 

Marino si sta dimostrando ancora una volta più bravo a comprare che a vendere…

Marino, pur di raggiungere gli obiettivi, è solito stipulare contratti lunghi, 4/5 anni, e onerosi, 700/800 mila euro a stagione, anche con calciatori che non meriterebbero tutta questa attenzione. Tale politica, però, non porta vantaggi dal punto di vista economico visto che difficilmente si riuscirà ad ottenere dalla cessione quanto si è speso per l’acquisto. Adesso tutti sono contentissimi della campagna acquisti fatta dal Napoli, ma a mio parere molti calciatori sono stati strapagati”.

 

A tenere banco in questi giorni è la ferma volontà del presidente a non voler cedere i diritti d’immagine ai calciatori. Situazione questa che ha fatto sfumare già l’arrivo di Obinna e rischia di far saltare anche quello di e Sanctis. Lei che idea si è fatto?

Spesso e volentieri non sono d’accordo con De Laurentiis, ma in questo caso va sostenuta la sua coerenza. Da quando è arrivato a Napoli ha sempre fatto dei diritti d’immagine un punto fermo ed è anche giusto che continui a pensarla così. Condivido la sua coerenza e lo spalleggio in questa sua battaglia”. 

 

In questo modo, però, si corre il rischio di non vedere mai grandi calciatori con la maglia del Napoli…

De Laurentiis sa il fatto suo. Avrà senza dubbio calcolato il rischio. Ha una visione del calcio ancora disincantata e, forse, quando entrerà maggiormente nel vivo capirà che, con questo stato di cose, i campioni difficilmente si legheranno al suo club, attirati dalle sirene degli sponsor. Questo è un atteggiamento che va bene in altri settori, ma non per il calcio”. 

 

Il presidente, a più riprese, ha usato parole dure nei confronti di Lavezzi. Crede che il rapporto possa essere ricucito?

Già quando Lavezzi andò via dissi che il rapporto si era inevitabilmente incrinato e resto di questo avviso. Nella testa dell’argentino ci sarà sempre il cruccio di quella famosa promessa non mantenuta da Marino. Allo stesso modo, però, devo dire che non capisco poi queste pretese di Lavezzi dopo l’imbarazzante girone di ritorno disputato dal Napoli”.

 

Se la società sapeva della vita sregolata del Pocho, perché non si è intervenuti prima. Forse si aspettava un colpo di testa dell’argentino per avere il coltello dalla parte del manico?

“La società, e nella fattispecie Marino, non ha avuto la forza e il carattere per gestire il gruppo degli argentini (Lavezzi e Navarro, ndr) e degli uruguaiani (Zalayeta e Gargano, ndr). Che Lavezzi e gli altri facessero vita sregolata lo si sapeva da un anno. Tutti ricordano la rissa del Pocho in via Chiatamone, o le botte tra Lavezzi, Navarro e Santacroce. Marino ha dimostrato di non avere polso nell’impartire determinate regole di condotta alla squadra”. 

Per finire un giudizio su mister Donadoni

Al momento su Donadoni non si può dare nessun giudizio. Nei tre mesi che è stato a Napoli non ha apportato nessuna variazione rispetto a Reja. Credo che bisognerà aspettare le prime 5/6 partite del campionato per dare un opinione sul tecnico. Inoltre questo stile deplorevole del silenzio stampa non favorisce di certo la conoscenza del tecnico con i calciatori perché non aiuta a far venire fuori la personalità”. 

Di questa situazione i primi a lamentarsi sono i tifosi

Non posso che comprenderli ma anche noi giornalisti non è che ce la passiamo molto meglio. Da cinque anni a questa parte, le voci di molti tesserati azzurri non credo di averle mai sentite”.     

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