MAGGIO STA A ZUNIGA COME GARGANO A…?

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Toh, chi si rivede. Tra riconferme e nuovi arrivi c'è spazio anche per dare il bentornato ai lungodegenti Gargano e Maggio. A dire il vero El Mota aveva già dato rassicuranti segnali di ripresa  nel corso dell'ultima amichevole stagionale in terra slovacca ma vederlo zompettare per il campo ora, con la nuova stagione alle porte, è tutta un'altra musica. BentornatoWalter e bentornato pure a Christian, dunque. Anche se nel caso dell'ex doriano il ritmo del rientro dovrà essere scandito dalla prudenza e da una tabella di marcia stilata di conseguenza. Non si scherza con i legamenti ed infatti il Napoli ha voluto cauterlarsi, concedendo a Maggio tutto il tempo necessario per riabilitarsi completamente, acquisendo le prestazioni di un altro trenino mica male: Juan Camilo Zuniga. Sarà il colombiano a presidiare l'intera fascia per i primi mesi di lavoro. Abituato a giostrare in una difesa a quattro, non avrà particolari problemi a disimpegnarsi nell'ormai napoletano 3-5-2 o 3-4-2 come ha affermato Buso, alludendo alla possibilità di riservarsi soluzioni diverse a seconda dell'avversario da affrontare, nella scelta dell'ultimo tassello dello scacchiere. Corsa e piede: Zuniga possiede entrambi gli ingredienti magici che stanno caratterizzando il mercato azzurro. Non è un caso. In più di un'occasione, nel corso dell'ultimo anno, la coperta è risultata troppo corta. Se ti serviva fosforo perdevi i muscoli necessari a difenderti mentre troppi muscoli  avevano la controindicazione di spengere qualsiasi idea vagamente fantasiosa per imbastire una trama di gioco decente. Tra i tanti problemi dell'ultimo campionato non è un caso che il Napoli sia affondato definitivamente quando ha dovuto rinunciare a Gargano e Maggio, gli unici in grado di garantire entrambe le fasi con buona qualità. Da qui la scelta, per creare una squadra camaleontica e competitiva, di trovare giocatori capaci di cantare e portare la croce e di rinunciare a chi posside un po' dell'uno ma nulla dell'altro. A meno che non ti chiami Marek Hamsik, esemplare più unico che raro. Quelli che comunemente si definiscono giocatori completi, alternabili ed anche incastrabili, proprio come Maggio e Zuniga sulla corsia di destra. 

Un altro cantiere da ultimare è quello relativo al centrocampo. Cigarini garantisce geometria e randellate quanto bastano ma il reparto, nel suo complesso, appare ancora leggerino soprattutto alla luce delle sicura partenza di Pazienza e quella possibile di Blasi. Al momento il solo Gargano è in grado di ricoprire il ruolo di terzo a destra così come nei pensieri di Donadoni. Troppo poco per il campionato lungo ed equilibrato che dovrà riportare il Napoli in Europa. Nonostante il fisico forte, l'infortunio al piede di Walter rimane sempre un'incognita e serve dunque un ricambio all'altezza. Blasi e Pazienza non sono in cima alle preferenze del tecnico e nemmeno il volenteroso Montervino. L'idea è di assicurare al reparto centimetri e forza fisica abbinate ad un piede quantomeno educato. Per questo motivo Ambrosini sarebbe stato l'ideale mentre Mudingayi rappresenta un ni che potrebbe trasformarsi in si solo se servisse a sbolognare – è proprio il caso di dirlo- qualche giocatore sulla lunga lista dei partenti. Perchè le macchine in coda all'uscita di Castel Volturno, oltre ad occupare una voce importante nel bilancio, impediscono ai possibili acquisti di entrare nel centro sportivo. Lo scambio con il Bologna, a cui interessano Aronica, Pazienza e Zalayeta, andrebbe dunque inquadrato in quest'ottica senza perciò impedire al Dg Marino di accontentare il tecnico, prendendo quel centrocampista di fisico e fosforo che al mister serve come il pane.

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