Luci ed ombre nel precampionato: il Napoli è ancora incompleto…

Tre vittorie, un pareggio e tre sconfitte. Un bilancio non propriamente positivo, che non fa altro che mettere in evidenza le lacune già evidenziate nella scorsa stagione, dimostrando di dover intervenire necessariamente sul mercato. In questo precampionato il Napoli ha sperimentato un nuovo assetto tattico, che ha già dato qualche frutto. 4-2-3-1 in fase di impostazione, con Insigne nuovamente dirottato sull’esterno. Modulo di beniteziana memoria, che tuttavia può essere attuato alla perfezione soltanto se si dispone di interpreti ideali e adeguati al sistema di gioco. Le prime tre amichevoli, nel clima anche troppo entusiastico di Dimaro, hanno dato alcune indicazioni positive ma allo stesso tempo confermato per l’ennesima volta i limiti di un collettivo privo di notevole esperienza, poco cinico e non del tutto pronto a conquistare un trofeo. Del resto bastano solo pochi minuti nel primo test contro il Benevento per assistere alle solite sciagure sotto porta, con Verdi, Callejon e compagnia che sprecano l’impossibile a tu per tu con l’estremo difensore avversario. Copione pressoché analogo a quello della scorsa annata, con un risultato amaro (sconfitta per 1-2) che rispecchia tutto ciò che si è potuto osservare fino a tre mesi fa. Una squadra che crea molto, forse più di qualunque altra compagine di Serie A ma non concretizza affatto e alla prima chance dei rivali subiscono gol. Se a questo si aggiunge anche l’inadeguatezza (a certi livelli) di alcuni effettivi, come nel caso del buon Sebastiano Luperto che si fa ridicolizzare perfino da Vokic e la mancanza dei giusti equilibri in fase di non possesso, i risultati non possono essere considerati positivi e non c’è alibi che regga.

Sei giorni più tardi i partenopei, con gran parte dei “nazionali” rientrati in gruppo, scendono in campo con la modestissima Feralpisalò rifilando cinque reti alla compagine di Zenoni, che milita in Serie C. Arrivano i primi segnali positivi: si percepisce immediatamente che Kostas Manolas faccia alzare l’asticella, dimostrando di essere anche un’arma letale su situazione di palla inattiva. Si rivede un Insigne particolarmente ispirato e al servizio dei propri compagni, il solito equilibratore Callejon che funge da collante tra difesa e attacco e la sorpresa Gianluca Gaetano, classe ’00 impiegato nel ruolo di playmaker con riscontri positivi. Non è oro tutto ciò che luccica, soprattutto se ti confronti con una squadra di due categorie inferiori. Non è un caso infatti, che nell’ultima partita al Comunale di Carciato il Napoli abbia avuto seri problemi con la Cremonese subendo la bellezza di tre reti e gettando alle ortiche, come di consueto, una quantità industriale di palle gol. Dopo le tre settimane di ritiro e una volta smaltiti i carichi di lavoro, il Napoli scende in campo a Edimburgo contro i campioni d’Europa del Liverpool disputando una gara superlativa, con tre gol all’attivo e il primo clean-sheet per Alex Meret.

La fantasia c’è, non è mai mancata: è la prova che il problema degli azzurri non sia sulla trequarti, bensì nel ruolo della prima punta che al di là degli errori clamorosi di Milik o di Mertens, deve essere ricoperto da un finalizzatore che abbia sempre avuto un killer instinct, uno che la porta avversaria ce l’ha scolpita sulla pelle e sul viso. Di fatto il copione non è mutato nell’amichevole del Velodrome al cospetto del Marsiglia: porta inviolata, con la sorpresa Elmas che ha messo in mostra grande determinazione e personalità oltre ad un bagaglio tecnico indiscutibile, ma con il solito problema della freddezza nell’area avversaria che continua a mancare settimana dopo settimana. Gli ultimi due risultati positivi fanno ben sperare in vista del doppio confronto americano contro il Barcelona, ma stavolta gli uomini di Ancelotti rimediano due sconfitte, incassando sei reti in totale e siglandone soltanto una. Due partite diverse, in cui il tecnico di Reggiolo ha fatto giocare tutti i propri uomini a disposizione, potendo valutare una volta per tutte i promossi e i bocciati. La differenza l’ha fatta la ripresa della seconda gara contro i blaugrana, quando il Napoli ha inserito quasi tutte le seconde linee che nel giro di venti minuti hanno subito un’imbarcata piuttosto imbarazzante. La verità è che c’è ancora un gap considerevole tra i ‘titolari’ e le cosiddette ‘riserve’, la sensazione inoltre è che, Allan a parte, il centrocampo sia fin troppo leggero con tanta qualità ma ben poca fisicità e abilità nell’interdizione, per non dimenticare il problema numero 1 che è emerso in particolar modo sia a Miami che a Detroit: finalizzazione inesistente. I test ora sono conclusi, le valutazioni sono state fatte e sono stati constatati oculatamente i pregi e i difetti di questo gruppo. Il Napoli è ancora incompleto e per ora non ha chissà quale chance di fare la voce grossa al cospetto della Juventus, con il rischio di farsi superare anche dall’Inter di Antonio Conte. Tra meno di due settimane si scenderà già in campo per la prima di campionato: ora però è il momento che si faccia sentire anche la dirigenza. De Laurentiis, Giuntoli e tutto il resto: se davvero volete esserci, battete un colpo!

Riportiamo di seguito i risultati delle amichevoli del precampionato 2019/20

Napoli – Benevento 1-2 (Callejon)

Napoli – Feralpisalò 5-0 (Manolas, Verdi, Tonelli, Verdi, Tutino)

Napoli – Cremonese 3-3 (rig. Insigne, Verdi, Younes)

Liverpool – Napoli 0-3 (Insigne, Milik, Younes)

Marsiglia – Napoli 0-1 (Mertens)

Barcellona – Napoli 2-1 (Callejon)

Napoli – Barcellona 0-4

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Giuseppe Lombardi

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