Lozano, Gattuso e il peperoncino calabrese

È buffo pensare come nel mondo del calcio e non solo, una frase, una parola, anche solo un’espressione possa cambiare nettamente l’atteggiamento di un singolo giocatore. Trasformare un “brutto anatroccolo” in un bel “cigno”, capace di decidere una partita complicata e addirittura di essere nominato migliore in campo. È il caso di Hirving Lozano, freccia messicana che ieri ha fatto breccia nel cuore duro di mister Gattuso, propiziando i due gol che hanno deciso la gara contro il Parma.

Tra “schiaffi” e urla sembra proprio essersi svegliato dal sonno profondo, come quando un figlio  sa ascoltare i consigli del padre e successivamente metterli in pratica, un po’ in ritardo questo è vero, ma meglio tardi che mai.

A questo punto la domanda sorge spontanea, quali frasi, espressioni o parole ha usato il tecnico calabrese per sortire quest’effetto in Lozano?

Mantenedoci nel campo assoluto della satira, una o due ipotesi ci vengono in mente, strappandoci più di una risata, soprattutto conoscendo il lato rude e allo stesso tempo paterno di Rino.

Immaginiamo che Gattuso entri nello spogliatoio alla fine della partita contro il Parma:

“Ragazzi ottima prestazione, non fermiamoci qui, dobbiamo migliorare ancora, nell’atteggiamento e nella cattiveria sotto porta. Chucky finalmente ti sei svegliato dal sonno, si vede che i peperoncini che ti ho messo nei caffè durante il ritiro sono serviti. “

Lozano timido ma con la risposta pronta risponde: “mister erano più caldi del fuoco, il mio stomaco e non solo sta ancora soffrendo. Speriamo che mantengano il loro effetto per tutta la stagione.”

E ancora Gattuso: “il peperoncino calabrese è conosciuto per il fatto di avere un effetto duraturo. Ma se dovessi vederti ancora moscio mi sono fatto spedire una decina di casse direttamente da casa mia. Perciò quando ti senti giù ricordati gli effetti che ti hanno dato quelli del ritiro.”

Per il momento da casa Napoli è tutto, appuntamento a martedì per una nuova puntata di Reality Napoli.

A proposito dell'autore

Francesco Reale

Mi chiamo Francesco Reale, sono nato a Napoli ed ho 22 anni. Mi sono diplomato all’I.S.S Giancarlo Siani di Napoli ed attualmente frequento il terzo anno di università, presso la Federico II di Napoli, alla facoltà di lingue, culture e letterature moderne europee.

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