Lo Zibaldone azzurro: Sampdoria-Napoli dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto

Approccio al match positivo, con un gol annullato e tante conclusioni verso la porta avversaria. I ritmi poi calano inesorabilmente alla distanza.

Belec- Chiamato a sostituire in extremis l’infortunato Viviano, compie diversi interventi importanti rivelandosi anche piuttosto goffo in qualche circostanza.

Cori di discriminazione territoriale che si ripetono domenica dopo domenica: cosa è diventato questo sport? Forse nemmeno i posteri avranno l’ardua sentenza: tanta vergogna e basta!

Due i minuti che servono a Milik per sbloccare un incontro che si incanalava verso lo 0-0. Rapace.

Esausto il povero Callejon, e per essere stato sostituito vuol dire che era davvero ai limiti dello sfinimento.

Farraginosa la manovra per buona parte del match: quando le gambe non girano anche le idee di gioco da attuare diventano mera utopia. Salvati dai centimetri del centravanti.

Giampaolo- Nonostante qualche assenza pesante la sua squadra riesce a restare in gara per settanta minuti. Ammette la netta superiorità degli avversari, glissa sul proprio futuro.

Hamsik- Cinquecento presenza in maglia azzurra, unica bandiera rimasta in un calcio dominato esclusivamente dal business.

Impegnato quasi mai, Pepe Reina più volte è chiamato in causa per impostare la manovra. Quanto mancherà l’estremo difensore spagnolo…

Lascia il campo piuttosto sconfortato dopo essere stato costretto ad arretrare il proprio raggio d’azione di circa trenta metri pur di rendersi pericoloso. Mertens quando non è al top della condizione diventa prevedibile nel ruolo di “falso-nueve”.

Micidiale Arkadiusz Milik, che dopo due stagioni sfortunatissime entra in campo con grande determinazione e spacca la partita in settantacinque secondi. Presente e futuro: fategli spazio!

Novantuno punti da raggiungere che sarebbero il sigillo definitivo su un campionato straordinario, non vinto a causa di forze maggiori.

Otto minuti per il buon Marko Rog che vorrebbe spaccare il mondo, ma non gli viene mai concessa un’opportunità. Zero presenze da titolare: bocciatura totale, ma sulla base di cosa?

Pressing alto dei primi minuti che ha costretto la Samp a rintanarsi affannosamente nella propria area di rigore, poi è subentrata la sterilità offensiva degli azzurri degli ultimi mesi.

Quagliarella- Assente il grande ex di turno, che chissà come avrà reagito ai simpatici cori contro i propri conterranei. Quelle persone sanno che anche il loro beniamino è un napoletano?

Reina- Con un tweet celebra la stagione azzurra annunciando l’addio definitivo in occasione del match contro il Crotone. Grazie di tutto Pepe, guai a definirlo un traditore.

Surreali le prestazioni di Allan, che eccezion fatta per qualche rara apparizione, evidenzia sempre una condizione atletica ottimale. Il primo fenomeno su cui fondare il nuovo corso.

Torreira- Fallisce una grande chance per mettersi in mostra dinanzi a quelli che potrebbero essere i nuovi compagni di squadra. Letteralmente invisibile.

Urge rimboccarsi subito le maniche e tornare a conquistare un trofeo, anche il meno prestigioso, per dare continuità ad progetto intrapreso il decennio scorso.

VAR- C’è, ma funziona quasi mai: anomalie!

Zielinski- Molto propositivo, riscatta qualche prova non propriamente idilliaca mostrando grande applicazione e notevole fantasia: talento puro, non va lasciato andare.

 

 

 

 

 

 

 

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Giuseppe Lombardi

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