Lo Zibaldone azzurro: Napoli-Juventus dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto

Approccio al match che è stato molle e remissivo. Come spesso accade il Napoli non è entrato in campo con il piglio giusto subendo un gol nei primi minuti di gioco.

Buffon-Il portiere bianconero non ha effettuato alcuna parata degna di nota. Testimone del fatto che il Napoli ha sì dominato, ma allo stesso tempo ha dimostrato di essere poco concreto.

Carattere che è emerso fortunatamente nella ripresa. I partenopei sono entrati sul terreno di gioco con la giusta determinazione e sono riusciti ad agguantare il pareggio con tanta pazienza.

Duttile-Mario Mandzukic; il croato è un elemento chiave nello scacchiere dei piemontesi. Ricopre senza alcun problema tutti i ruoli dando una grossa mano alla squadra in entrambe le fasi.

Ennesima disattenzione imperdonabile pagata a caro prezzo. Troppo fragili sulle seconde palle e la Juventus proprio in quella occasione va a segno. Carta conosciuta…

Fraseggio macchinoso e monotono nei primi 45 minuti. Si è insistito eccessivamente sulla stessa giocata in profondità per Callejon. Nel secondo tempo tuttavia abbiamo assistito a tutto un altro copione.

Gelo al minuto 6 quando il San Paolo viene ammutolito da Sami Khedira. Sembrava il preludio di un’altra sconfitta con una big in casa. Alla fine si è rivelato il remake di quel primo marzo 2013. Medesima partita, medesimo risultato…

Hamsik-Al di là della rete decisiva, bisogna ammettere che il capitano non ha disputato un grande match, perdendo una quantità industriale di palloni sulla tre-quarti. Improvvisamente poi lo slovacco ha tirato fuori tutta la sua rabbia, sfondando letteralmente la porta di Buffon.

Insigne-Senza alcun dubbio è il più vivace nel primo tempo, cercando di aggirare le barricate erette dalla retroguardia ospite. Ottimo anche il suo apporto in fase di contenimento. Da novembre a questa parte è un uomo imprescindibile per la compagine sarriana.

Lezione di civiltà e di sportività da parte del pubblico napoletano. Ci si aspettava, o forse qualcuno si augurava addirittura che i supporters azzurri vestissero i panni dei barbari. Tutti falsi pretesti per denigrare una tifoseria che regala sempre spettacolo.

Mertens- Dopo essere stato impalpabile per un tempo, il belga riesce a liberarsi dalla morsa ferrea dei difensori avversari. E quando si sveglia Dries son sempre dolori…

Novità di formazione nell’undici di Maurizio Sarri. Strinic è stata una vera e propria sorpresa, ma ancora una volta ha dimostrato tutto il suo valore offrendo un’ottima prestazione.

Ostruzioni continue commesse dalla “belva” Giorgio Chiellini. L’unico modo per fermare i tre piccoletti indemoniati.

Pragmatica la Juventus che non bada assolutamente all’estetica e dopo il vantaggio si riversa totalmente nella metà campo avversaria. Mentalità apparentemente provinciale, ma vincente.

Qualità a tratti sconparsa a causa del nervosismo che è emerso nella prima frazione di gioco.Talvolta anche i tocchi più elementari sono stati errati.

Rafael-È inammissibile che una squadra del calibro del Napoli sia costretta a riproporre un portiere che ha disputato la bellezza di una partita in due anni. È un problema che va assolutamente risolto, non ce ne voglia il buon Cabral.

Silenzio-Nel quale devono riversarsi i sapientoni che erano convinti di trovare una banda di “teppisti” al cospetto del traditore per eccellenza.

Torna su altissimi livelli Kalidou Koulibaly che è il vero dominatore dell’area di rigore partenopea. Invalicabile.

Una sola conclusione della Juve nello specchio della porta. La dice tutta sull’andamento del match.

Velocità di gioco tanto auspicata, viene messa in mostra a partire dal 1’della ripresa. La palla gira veloce, i bianconeri ci capiscono poco e nulla: è questo il Napoli che vorremmo sempre vedere.

Zero-I palloni toccati da Gonzalo Higuain nella sua area di competenza. Da elogiare soprattutto la prova del gigante Kalidou che ha annullato mister 36 gol, l’uomo da 94,5 milioni di euro.

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