Lo Zibaldone azzurro: Napoli-Atalanta dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri pomeriggio con il classico gioco dell’alfabeto 

Annichilita la Dea, che nel pomeriggio partenopeo assume le fattezze di una creatura misera e impotente che nulla può dinanzi all’uragano azzurro. È crollata dall’Olimpo.

Bellezza e cattiveria: il Napoli gioca sempre ad uno, massimo due tocchi, con costanti verticalizzazioni, riuscendo sempre ad avere la meglio nei confronti degli avversari. In fase di interdizione non mancano aggressività e determinazione da parte di tutti.

Clamorosa la prestazione degli uomini di Gattuso che disputano una gara superlativa, sbalorditiva nei primi quarantacinque minuti. Manovra fluida, interventi sempre precisi puntuali e concretezza.

Disastro di Gasperini, che preferisce schierare una formazione ad alto tasso tecnico privando così la squadra di fisicità e centimetri. Le scelte di inserire Pasalic mediano e Ilicic dal primo minuto si sono rivelate del tutto nefaste. Spiazzato il Gasp.

Esordio in maglia azzurra per Tiemoué Bakayoko, che effettua una partita ordinata senza commettere sbavature. Ottimo schermo a centrocampo, recuperando diversi palloni e lasciando maggiori libertà a Fabiàn in fase di impostazione. Già fondamentale.

Fenomenale Victor Osimhen: una vera e propria forza della natura. Attaccante completo e spaventoso, che gioca a tutto campo, imbecca i propri compagni, protegge palla impeccabilmente e segna! Finalmente un nove…

Gestisce il risultato e le energie il Napoli nella ripresa, provando ad attenuare i ritmi di gioco, dosando le forze e le energie in vista dei prossimi impegni. Tutto questo contro l’Atalanta. Chi lo avrebbe mai pensato alla vigilia…

Hysaj- Ottima prova da parte del terzino albanese, che ha ormai conquistato un posto da titolare sulla fascia sinistra. Ordinato in marcatura e anche propositivo in proiezione offensiva. Piacevole sorpresa!

Impeccabile la partita di Giovanni Di Lorenzo, che soprattutto nel secondo tempo effettua numerosi interventi in anticipo su Mojica, interrompendo sul nascere eventuali sovrapposizioni atalantine per vie laterali.

Lezione di calcio firmata Gennaro Gattuso. Stravince il confronto a distanza con il collega Gasperini, vendicando anche la sconfitta piuttosto immeritata dello scorso luglio. Dominio totale.

Momento magico per Hirving Lozano, che firma altri due gol, sfiora la tripletta e compie un lavoro eccellente in entrambi le fasi. Fantasia ed estro al servizio della squadra: ora è sereno, dimostra di avere personalità e non ha più paura di tentare anche le giocate più complesse.

Nuovo assetto tattico che destava più di qualche preoccupazione, ma ha avuto ragione Rino Gattuso che con coraggio ha cambiato per esaltare le enormi potenzialità del reparto offensivo. Spesso chi non osa non è mai un vincente.

Otto punti in classifica, nove sul campo, in attesa del verdetto relativo a Juventus-Napoli. Il Napoli è partito a mille realizzando dodici reti in tre partite e subendone soltanto una contro uno dei migliori attacchi d’Europa. Certezze.

Pressing a uomo dell’Atalanta che viene eluso dalla qualità notevole del Napoli, che fa variare più volte posizione agli interpreti offensivi seminando confusione e terrore nella testa dei poveri difensori bergamaschi.

Quattro reti che considerando l’andamento del match possono sembrare anche pochi. Gli azzurri hanno creato innumerevoli palle gol, bombardando letteralmente la porta del povero ma generoso Sportiello.

Ritorno in grande stile per Fabian Ruiz, che agisce da vertice basso di centrocampo riuscendo a dettare impeccabilmente i tempi di gioco, giocando sempre di prima. Prezioso il suo contributo anche quando si tratta di effettuare contrasti duri sugli avversari.

Saetta di Matteo Politano che sigla una rete strepitosa con un destro micidiale dalla distanza. Il numero 21 è sempre nel vivo del match, corre su tutta la catena di destra e stravince il duello con Gosens.

Tanti applausi per il Papu Gomez, l’unico degli orobici che tenta di creare pericoli fin dal primo minuto. Luce della sua squadra, impressiona per la naturalezza e la semplicità con cui gioca a tutto campo senza affaticarsi mai.

Un solo errore (di concentrazione) nel secondo tempo, quando il Napoli consente a Romero di avanzare in solitaria, per poi imbeccare in profondità Lammers che non sbaglia tutto solo davanti ad Ospina. Magra consolazione per gli ospiti.

Varchi enormi creati da Osimhen, che agisce quasi da centroboa attirando su di sé minimo due rivali, i quali però nulla possono contro la forza e l’esplosività di questo ragazzo.

Zapata non si rende mai pericoloso nell’area avversaria, controllato e limitato fortemente dai centrali difensivi del Napoli, che fanno ottima guardia dimostrando anche di essere in ottima condizione psico fisica.

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Giuseppe Lombardi

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