Lo Zibaldone azzurro: Inter-Napoli dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto

Atteggiamento da provinciale, ma che si rivela vincente. Era l’unico modo per uscire indenni dal Meazza, il Napoli però si supera riuscendo addirittura a fare il colpo grosso.

Baricentro basso per tutti i novanta minuti, aspettando sempre la giocata degli avversari e senza concedere spazi. Partita sicuramente non spettacolare, tuttavia tale organizzazione si rivela efficace.

Conte nel post-gara cerca alibi su alibi, affermando che il Napoli è la seconda forza del campionato e ciononostante è venuto a disputare un match ultradifensivo. Peccato che le ultime due sessioni di mercato abbiano detto tutt’altro.

Dare continuità ai risultati positivi: dovrebbe essere questo l’obiettivo stagionale, ma con questa squadra è lecito aspettarsi davvero di tutto. Sabbie mobili.

Evanescente Stefano Sensi, che non ha ancora ritmo gara e freschezza di inizio stagione. Un vantaggio notevole per i partenopei che possono beneficiare della manovra lenta e farraginosa da parte dei padroni di casa.

Ferocia incredibile di Kostas Manolas, che in queste occasioni si esalta andando a vincere ogni contrasto contro qualunque nerazzurro. Qualche limite evidente in fase di impostazione ma ormai è un elemento imprescindibile nello scacchiere di Gattuso.

Gestione del vantaggio ottimale, con il Napoli che si è chiuso ulteriormente coprendo bene ogni zona del campo. Catenaccio e contropiede: calcio all’italiana per l’equilibrio.

Handanovic era uno dei grandi assenti della serata, tuttavia Padelli non lo ha fatto rimpiangere andando a compiere un intervento decisivo su una conclusione del poco lucido Zielinski a fine primo tempo.

Inoperoso per novantatre minuti, poi nel finale respinge un tiro insidiosissimo di D’Ambrosio. Voto alto anche per David Ospina, che tuttavia non fa mai mancare i brividi quando ha la palla tra i piedi.

Lucidità e cattiveria che sembra sempre mancare a pochi passi dalla porta avversaria. Zielinski, come nel dicembre 2018, commette un errore grossolano, ma stavolta si rivela meno pesante.

Monumentale il duo difensivo Manolas-Maksimovic, che riesce ad annullare totalmente Lukaku e Lautaro Martinez. Un’impresa ardua da compiere, che ricorda per certi versi la prestazione di Anfield.

Nuovo assetto tattico, con un 4-5-1 evidente che funziona bene soprattutto grazie al lavoro impeccabile di Dries Mertens, primo a difendere e a far ripartire la squadra. Non si può fare a meno del belga!

Occasione ghiottissima di andare in finale e cercare di salvare una stagione fallimentare, tuttavia non è ancora deciso niente. L’Inter darà il centouno per cento al San Paolo, diventato sciaguratamente terra di conquista.

Pragmatico per una volta il Napoli, che pensa alla gestione dei centottanta minuti e lo fa nel miglior modo possibile, pensando in primis a non subire reti.

Qualificazione che non è ancora in cassaforte, considerando soprattutto la gara dello scorso 6 gennaio, in cui i partenopei regalarono clamorosamente tre gol ai nerazzurri. Dr Jekyll e Mr Hyde costantemente.

Realizza una rete di pregevole fattura il ritrovato Fabiàn Ruiz, che da mezzala si esprime al meglio e trova una perla con un sinistro a giro formidabile. Si è svegliato dal torpore.

Situazione surreale: il Napoli perde due giocatori chiave poche ore prima del match, ovvero Koulibaly e Insigne, mentre Allan non è ancora in grado di giocare dal primo minuto. Misteri…

Torna in campo dopo la giornata di squalifica Eljif Elmas, che si mette in mostra soprattutto nel primo tempo con un sacrificio notevole in entrambe le fasi. Gattuso dice che ha il veleno dentro, merita spazio!

Una rete che mancava in casa nerazzurra dal 30 aprile 2017. In quell’occasione fu José Callejon a timbrare il cartellino. Risultato e gara quasi  analoghi.

VAR che non interviene in occasione del tocco con la mano di De Vrij. Episodio molto dubbio, ma perché non lasciare al direttore di gara l’ultima e decisiva interpretazione?

Zero gol subiti in Coppa Italia, rispettivamente contro Perugia, Lazio e Inter. In campionato invece nell’era Gattuso il Napoli ha subito reti in ogni match. Squadra folle!

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Giuseppe Lombardi

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