Lo Zibaldone azzurro: Fiorentina-Napoli dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri pomeriggio con il classico gioco dell’alfabeto

Allan- L’ultimo a mollare, l’ultimo a tirare i remi in barca. Protagonista indiscusso di questa stagione, le sue lacrime a fine partita rappresentano l’amarezza di ciascun tifoso.

Bilancio stagionale che può essere effettuato già da ora. Purtroppo di questi tre anni resterà soltanto un gioco ammaliante, un sogno infranto, ma nulla più.

Cinquecentocinquanta i giorni di imbattibilità esterna. Il Napoli crolla sotto i colpi di una Viola arrembante, e lo fa nel peggior modo possibile.

Difficile riprendere il proprio cammino dopo la ‘farsa’ del Meazza. Contraccolpo psicologico che inevitabilmente ha fatto la differenza.

Elogi che vanno in ogni caso alla squadra per un campionato straordinario, in cui era davvero impensabile fare di meglio.

Ferocia incredibile con cui la Fiorentina è entrata in campo, come se fosse la partita della vita. Altro che ‘scansarsi’…

Gara del tutto compromessa al decimo minuto, quando Koulibaly si è fatto espellere per un intervento da ultimo uomo. Dal Paradiso all’Inferno in soli sette giorni.

Hamsik- Impalpabile, nient’altro da aggiungere. Non è messo nelle condizioni per esprimere il suo talento, ma dal capitano ci si attende molto di più.

Impenetrabile la retroguardia viola, che complice anche la superiorità numerica, mette a nudo la sterilità offensiva del Napoli.

Lontano parente di quello della scorsa stagione. Al di là di tutto bisogna evidenziare anche i limiti della squadra che non riesce più ad essere dilagante e folgorante come accadeva un tempo.

Mertens- Ancora una volta l’ombra di se stesso, il belga non riesce ad incidere minimamente dal tre marzo eppure per Maurizio Sarri è un elemento costantemente imprescindibile.

Nessun pericolo creato verso la porta di Sportiello, che non ha neanche bisogno di andare sotto la doccia al termine del match.

Ora è davvero tutto finito. Non bisogna piangersi addosso, sarebbe inutile e deleterio. Progettare immediatamente il proprio futuro cercando di imparare da qualche errore grossolano che è stato commesso durante quest’annata.

Passivo di tre reti che fa malissimo, maturato nell’arco di un campionato straordinario.

Quattro punti di distacco che a tre giornate dal termine sono pesantissimi. La matematica stavolta non può nemmeno far sperare il più ottimista tra i tifosi.

Rammarico per essersi fatti condizionare più volte da episodi esterni, che hanno ammazzato il morale del collettivo.

Simeone- Protagonista assoluto del pomeriggio del Franchi. Fa impazzire l’intera retroguardia azzurra per tutta la gara, una tripletta per la definitiva consacrazione nel mondo dei top-player della Serie A.

Tonelli-Colpevole di aver concesso troppo spazio all’avversario in occasione del primo gol, ci capisce davvero poco o nulla.

Una sola rete, su palla inattiva, nelle ultime tre trasferte: campanello d’allarme evidente.

VAR che funziona perfettamente a Firenze. Scherzi a parte, sembra esserci l’espulsione per Koulibaly, così come la punizione a ridosso dell’area di rigore.

Zielinski- In evidenza con le consuete percussioni, si rivela tuttavia fin troppo isolato nelle sue giocate.

 

 

 

 

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Giuseppe Lombardi

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