Lo Zibaldone azzurro: Atalanta-Napoli dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto

Approccio micidiale: il Napoli comincia la gara con gli occhi della tigre ed alla prima occasione colpisce la Dea. Qui si bada al sodo!

Bergamo si tinge d’azzurro per la seconda volta in questo 2018. Contro ogni coro, ogni discriminazione: la risposta più efficace il Napoli l’ha data sul campo.

Crescita esponenziale da parte di Fabiàn: di questo passo diventerà una di quelle pedine insostituibili. Spinta continua sull’out mancino ed inserimenti con i tempi perfetti. Poteva essere doppietta e partita chiusa, ma il Napoli ormai deve sempre soffrire fino alla fine.

Delude le aspettative Callejon, mostrandosi inconcludente in entrambe le fasi. Da un suo errore scaturisce il pari dell’Atalanta. Una settimana di riposo per tornare al meglio per la sfida infernale di Anfield.

Equo ed uniforme l’arbitraggio del signor Giacomelli che controlla impeccabilmente un match complicato sulla carta, ma che non gli è mai sfuggito di mano. Un episodio positivo nell’ennesimo weekend da incubo per i direttori di gara.

Forza fisica abbinata ad una velocità invidiabile: Duvan Zapata è il pericolo numero uno ed impensierisce più volte i centrali avversari, al di là della rete messa a referto nella ripresa.

Grinta, cuore e cattiveria. Così come a Genova il Napoli ottiene un’altra vittoria sporca, non dimostrando di essere i re dell’estetica, ma assolutamente efficaci.

Hamsik- Un’altra prova di livello per il capitano che gestisce ottimamente il pallone nello stretto e più volte con la sua qualità riesce a superare il pressing avversario. Mossa vincente

Imbecca i propri compagni a meraviglia, con continue verticalizzazioni per le punte e cambi di gioco mortiferi. Torna ad essere il “Magnifico” che conosciamo: tra una settimana ci aspettiamo la consacrazione definitiva.

Lotta costante su un terreno di gioco complicato, con una squadra aggressiva e compatta. Non importa come, basta vincere!

Monumentale, per una volta, Mario Rui che confeziona l’assist decisivo per Milik e nel finale di gara salva il risultato con una diagonale perfetta. Sorpresa.

Nuovo alibi per Gasperini, che dopo aver caricato a pallettoni i propri calciatori per poi perdere, si inventa la scusa delle assenze pesanti. Pessimo gusto.

Ostico, storicamente, l'”Atleti Azzurri d’Italia”, in cui ogni squadra deve compiere uno sforzo notevole per portare a casa il bottino pieno. Vincere in questo modo è ancora più soddisfacente.

Progressioni in avanti ed interventi decisivi a ridosso dell’area azzurra: non ci sono più aggettivi per Koulibaly. Una montagna che vola.

Quinto successo esterno per i partenopei che si trovano a proprio agio anche lontano dalle mura amiche. E speriamo che anche in Inghilterra possa verificarsi una situazione analoga.

Risultato che non rispecchia del tutto quanto si è visto in campo. Un tempo per parte, con il lampo decisivo nel finale.

Si sblocca, e questa volta ci auguriamo definitivamente, Arkadiusz Milik che all’85’ha un impeto di rabbia che gli consente di realizzare una rete di pregevole fattura lasciando di stucco Berisha, e non solo.

Tre difensori di peso e centimetri, schierati per arginare la prorompenza fisica degli orobici ed il loro potenziale offensivo sui calci piazzati. Scelta azzeccatissima.

Uomini di tenacia e coraggio per superare nel migliore dei modi un impegno arduo. Attributi partenopei: dalle nostre parti sappiamo bene come si definisce questa cattiveria.

Valzania- Schierato nella seconda parte della ripresa per dare consistenza alla mediana, ma con questa mossa operata da Gasperini, l’Atalanta arretra il proprio baricentro e fa riaffacciare il Napoli dalle parti di Berisha.

Zero i pericoli creati dal Papu Gomez, che dopo aver sbagliato un semplice controllo davanti ad Ospina non si fa più vedere, se non per qualche velleitario tentativo dalla distanza.

A proposito dell'autore

Giuseppe Lombardi

Post correlati

Translate »