L’importanza di essere Raul Albiol

Diciamo che, dopo le prime tre giornate della passata stagione, lo avremmo un po’ tutti messo volentieri su un aereo per Valencia, o per qualche altro lido in Spagna. Interventi goffi, rigori procurati, rinvii sbilenchi, tutto ciò che ad un difensore non si chiede. Il vento è cambiato, decisamente, e Raul Albiol è diventato imprescindibile per Maurizio Sarri. Sicurezza ed esperienza da vendere, guida della linea difensiva, chioccia per i compagni più giovani, e soprattutto ruolo cardine nello sviluppo della manovra.

Raul Albiol è, di fatto, il primo regista del Napoli. L’azione, che Sarri impone si inizi dalle retrovie, parte sempre dallo spagnolo, e nella maggior parte dei casi il tocco che da il via alla trama offensiva arriva di suoi piedi. Ottimi, nel caso specifico, per essere quelli di un centrale. Non è un caso che nelle classifiche di riferimento Albiol figuri costantemente sul podio dei calciatori con più passaggi effettuati, tallonando di frequente il compagno di squadra Jorginho, che di mestiere fa il regista. Proprio l’italo-brasiliano, senza ombra di dubbio il fulcro del gioco partenopeo, recentemente è stato oggetto di marcature asfissianti fin quasi dentro l’area di rigore del Napoli. Una condizione, questa, che lo costringe a scaricare immediatamente il pallone, spesso e volentieri all’indietro, per non perderlo in zone “rosse” del campo; chiaro che, in questo modo, la manovra risulti essere lenta e poco incisiva. In queste situazioni Raul Albiol diventa essenziale. La sua abilità con il pallone tra i piedi, la sua capacità di avere un raggio d’azione relativamente ampio, consentono agli azzurri di sopperire all’assenza forzata di Jorginho, riuscendo anche a far perdere, di fatto, almeno un uomo (impegnato, appunto, nella marcatura del regista) agli avversari nel momento il Napoli scavalca il centrocampo ed imbastisce l’azione nella trequarti campo offensiva. A Bergamo quella vecchia volpe di Gasperini ha riproposto le sue fedeli marcature uomo su uomo, annientando Jorginho e mettendo in crisi i partenopei, orfani di Raul Albiol causa l’infortunio dello spagnolo occorso contro il Benfica.

Il pressing sul metodista del Napoli è un’arma che, da quando il gioco del Napoli viene studiato con l’attenzione di chi teme una macchina da guerra come quella di Maurizio Sarri, ormai tutte le squadre adottano come contromisura primaria per arginare l’avvolgente possesso palla azzurro. L’importanza di Raul Albiol, in una situazione di impossibilità nel giocare al meglio il pallone per Jorginho, aumenta in maniera esponenziale in funzione dello sviluppo incisivo ed armonioso della manovra. Con buona pace di Maksimovic, che nonostante non abbia sfigurato nelle sue due prime apparizioni in maglia azzurra, dovrà sudare sette camice per convincere Sarri a rinunciare al suo primo regista in campo.

 

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