L’erede di Lozano che ha riscritto la storia dell’Eredivisie

Crack, predestinato, stella del futuro, “il nuovo…”: quando il calcio è chiamato a raccontare l’esplosione d’un talento particolarmente interessante nel panorama mondiale, gli appellativi si sprecano e la retorica dello storytelling prende il sopravvento. Quindi crescono delle aspettative, s’accendono i riflettori degli operatori di mercato e se ne comincia a parlare così tanto che è impossibile non accorgersene. Spuntano i migliori club d’Europa e se portano il nome di Arsenal, Psg e Barcellona, allora c’è da stare attenti, raddrizzare le antenne e provare a saperne di più. Eppure ad Eindhoven, soltanto un paio di mesi fa, era tutto un disastro: eliminazione ai play-off di Champions League e cessione dell’idolo di casa, Lozano. Oggi è già un’altra storia: primo posto in classifica ed una plusvalenza garantita. È Donyell Malen, 20 anni, il fenomeno del momento sul quale qualcuno aveva provato a scommettere in tempi non sospetti: la scorsa estate era nella lista dei canditati come uno dei 50 giovani più promettenti della stagione che si sarebbe disputata, quella attuale. Inizio da urlo, capocannoniere per distacco (10 centri, lontani di quattro lunghezze i secondi: ha già eguagliato se stesso), nel ruolo che era del messicano del Napoli: sta cambiando le prospettive del PSV, che orfano di Lozano e senza i proventi Champions aveva evidentemente messo in preventivo un possibile ridimensionamento delle ambizioni che invece non c’è stato, e della Nazionale Orange in lotta per un posto alla prossima fase finale degli Europei. Ci ha subito visto giusto il ct Koeman che a settembre lo fece esordire in casa della Germania, dove Malen realizzò pure un gol, prima di scatenarsi in campionato con una cinquina al Vitesse, aggiornando così un record che durava da mezzo secolo: in pratica, più di 55 anni dopo un calciatore dell’Eredivisie torna a segnare per cinque volte consecutive in un’unica partita ufficiale.

Malen è un prodotto del vivaio dell’Ajax, altra nota fucina di talenti, strappato poi nel 2015 dall’Arsenal. A Londra trascorre due anni nell’Academy dei gunners senza mai trovare spazio in prima squadra: diamante grezzo, all’epoca giovanissimo, in Inghilterra ha la fortuna d’affinare le qualità tecniche e conoscere uno stile di gioco diverso grazie al maestro Dennis Bergkamp, al quale ha cercato di rubare qualche segreto. Finisce nel mirino del PSV, che per 600 mila euro lo riporta in patria: dopo un anno d’apprendistato, in cui riesce comunque a piazzare dei discreti numeri – 10 reti in 31 presenze -, decide d’imporsi definitivamente prendendo proprio il posto di Lozano. Attaccante esterno ma all’occorrenza anche punta centrale: esattamente l’alter ego perfetto de “El Chucky” e di tutti quelli con le loro caratteristiche. Rapido di gambe, veloce nel breve, ama giocare nello stretto e superare l’uomo partendo dalla sinistra per poi rientrare sul piede forte: classica ala che dribbla, cerca l’uno-due con i compagni o calcia in porta a giro. Difficile intravedere i possibili margini che possa avere, prematuro esagerare con le etichette tipo “fuoriclasse”: basti pensare allo stesso Lozano quanta fatica sta impiegando per imporsi in un altro Paese, con metodologie d’allenamento differenti ed una maggiore premura verso gli aspetti tattici. Ma ha certamente il tempo per continuare a crescere e rafforzare ulteriormente gli attestati di stima che gli sono arrivati.

Guardando queste immagini, siamo sicuri che starete pensando: “è identico a Lozano”. In effetti è vero, Malen ricorda moltissimo per movenze, assist e progressione palla al piede l’azzurro ammirato tuttavia con la maglia del PSV. Gioca prevalentemente sulla fascia ma la struttura fisica gli consentirebbe anche di fare reparto da solo, agendo da centravanti: rispetto all’amico Lozano ha infatti alcuni centimetri e diversi chili in più. Resta una sola perplessità, che poi è sempre la stessa, e vale per tutti quei ragazzi che bisogna aspettare, cui va portata estrema pazienza: non sempre vivono un impatto felice quando la carriera prospetta loro un importante salto di qualità professionale. Intanto Mino Raiola, il suo manager, comincia a sondare il terreno dei potenziali acquirenti che evidentemente studiano le prime mosse – da qui a giugno – per anticipare la concorrenza che si preannuncia agguerrita. Anche il Napoli potrebbe tenerlo d’occhio, nonostante sia pieno zeppo di trequartisti: su tutti la prima donna Insigne che chiede di fare il titolare indiscusso e nei confronti del quale soprattutto Carlo Ancelotti dovrà sciogliere ogni dubbio.

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